Autunno, la stagione dentro

Vento da sereno lo chiamiamo qui, ‘vënt da sarëgn’. Quello da sud invece è il ‘vënt da rodus’, vento storto. Porta pioggia, neve. Brutto tempo, mai cattivo. Cattivi saranno i pensieri, mai il tempo.foto

Ottobre è la stagione con il vento bello. È la bella stagione, la stagione ‘dentro’, quella che erroneamente chiamiamo ‘fuori’. Dentro il bosco, tutto in movimento, in una danza perpetua. Rami degli abeti che grattano uno contro l’altro in un gioco amoroso che a volte si spezza buttando giù qualche pigna. Sono invece bene attaccate quelle dei cirmoli. Da bimbi ci arrampicavamo fino in cima a raccoglierne i frutti: nascondono delle noccioline succose, arrostite in pentola diventano croccanti, squisite. Mi piaceva il loro profumo di resina: le sgranocchiavo in continuazione, le tenevo sempre in tasca, come pepite preziose. E quanto ancora mi piace. Continua a leggere

La nostra campagna e la camorra

“Si ricordi che il contadino è la prima persona chiamata in causa nella tutela e nel rispetto delle risorse del nostro territorio e di chi ci vive.”

Continua a leggere la replica di Elmar Groselli, alla mia lettera all’Alto Adige, dell’11 settembre, “Ora si segua il bell’esempio di Malles”:14.09.17_AltoAdige

Alto Adige, 17/09/2014

Ora si segua il bell’esempio di Malles, per una maggior dinamica turistica del territorio

Forse è la paura a rendere inermi le persone: della camorra, di perdere il lavoro, delle minacce dell’imprenditore potente. O è una sorta di rassegnazione. Vadano i complimenti a chi invece lo spirito d’iniziativa l’ha dimostrato, organizzando il referendum a Malles per impedire l’uso dei pesticidi dannosi nel proprio territorio.

“Lo sai che ci sta qua sotto? I debiti”. Queste sono le parole di Toni Servillo in Gomorra dedicate alla tristemente nota area della discarica di Giugliano, in Campania. I debiti lì accumulati non sono più saldabili, bonificare non sarà più possibile. L’equivalente di 2600 campi di calcio è zona morta, avvelenata, uccisa per sempre. Esanime. Contaminata da rifiuti tossici. Un lutto esistenziale che non permetterà più a Madre Natura di generare vite degne di questo nome. La zona inquinata è stata dichiarata ‘no food’, divieto di produzione di cibo per non fare altre vittime, unite a quelle che già ci sono state, causa tumori ovviamente. Continua a leggere

Ganz im Sinne des Gemeinwohls

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»Ich bin ein Sturschädel. Wenn ich etwas wirklich will, dann tue ich so lange, bis es klappt«, sagt Costa. 2011 konnte er seine Eltern und die zwei Brüder davon überzeugen, das System im Hotel anzuwenden. Freitags kein Fleisch, fast nur noch regionale Produkte, im Sommer keine Äpfel, Gänseleberpastete ade: Das sind nur einige Beispiele, was die Gemeinwohl-Ökonomie im Einzelnen auch für die Gäste heißt. »Viele sind abgesprungen«, sagt Costa. »Ich verstehe das, wir sind ja immer noch ein Luxushotel und kein Kloster.”

Hier den ganzen Artikel lesen: www.suedtirol.info

“Dal sublime all’orrore”

questa sera, alle 21:15 in sala manifestazioni a La Villa
il monologo di Giuseppe Cederna,
premio Oscar con il film “Mediterraneo”, di Gabriele Salvatores nel 1991.

“Sarajevo contava ben 100 moschee e quasi altrettante chiese christiane. Le sinagoghe, sebbene meno numerose, testimoiavano una presenza ebraica. Una popolazione poliglotta, multinazionale, religiosamente variegata, aveva imparato a vivere in reciproca armonia, sotto qualsiasi bandiera. Sono le 10 del mattino. Fra meno di trenta minuti due colpi di pistola sconvolgeranno quel mondo.”

Un colpo di pistola esploso a Sarajevo cento anni fa mise a nudo la degenerazione umana e spirituale della civiltà di allora. Ma la Grande Guerra è davvero finita?

Con una mia introduzione.

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EARTH OVERSHOOT DAY 2014:con oggi abbiamo esaurito le risorse

Nel 1993 l’Earth Overshoot Day è stato il 21 ottobre. Ogni anno tende ad arrivare qualche giorno prima, il giorno in cui esauriamo le risorse, che la terra riesce a produrre in un anno. Da oggi in poi, viviamo a debito. Una brutta notizia per la Terra, un campanello d’allarme per noi umani: dobbiamo rallentare.

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Convivenza, che lingua parlerai?

di Alberto Faustini, Alto Adige, 17/08/2014

“Fermandosi sulla scena, non si rischia solo di non capire il retroscena si rischia di non cogliere la forza di un luogo che è costruito sulle diversità e che su questo, sotto e sopra il Monumento, deve investire ogni giorno. La diversità non è fatta solo di accoglienza e di rispetto. Ma anche di comprensione e di contaminazione . Su questo c’ è ancora molto da fare . Ma è una strada in discesa, questa volta.”

Leggi l’articolo:

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Che peccato dimenticarsi il Ladino

È certamente lodevole che nel nuovo museo di piazza alla Vittoria, BZ ’18 -’45, i testi siano pochi e sintetici. In un’epoca condizionata da un surplus d’informazioni, è prova d’intelligenza riuscire a essere concisi pur non tralasciando le notizie più importanti.

Il museo che aspira a diventare simbolo di pace e di convivenza tra i popoli ha anche una nota d’internazionalità, con tanto di traduzione in inglese dei vari contenuti. Giusto: vogliamo pur essere di mondo! Sì, un museo di tal importanza e fattura ci voleva. Finalmente un luogo dove la storia è vista da diversi punti di vista, non solo interpretata secondo il gruppo di appartenenza.
Quindi tutto perfetto, si dirà? Non proprio.

Non trovo corretto che in BZ ’18 -‘45 non sia presente la nostra lingua, il ladino. Non pretendo, e credo che nessuno lo pretenda, che tutte le informazioni debbano essere tradotte nella nostra lingua, ma in un posto storicamente così importante, nel quale la convivenza e la pace sono elementi fondamentali, ‘dimenticare’ la nostra antica lingua, presente ben prima del tedesco e dell’italiano in regione, mi sembra una trascuratezza che non so se definire subdola o poco lungimirante. In entrambi i casi, la faccenda è grave. E la storia raccontata, monca. Continua a leggere