
Nei prati di Koja c’è un piccolo larice
quant’è piccolo non crederesti
presto arriveranno gli escavatori
e la gente lo pesterà.
Non servirà più il sole
e non serviranno le parole;
ma se potesse crescerebbe
diventar grande gli piacerebbe.
Che è un larice appena lo credi
Perché un tronco grande non ce l’ha.
Eppure è un larice e lo vedi
Dalla piccola pigna che ha
michil costa, Alto Adige – 18 marzo 2009
Il mega complesso che sorgerà a Mellaun, Melluno, avrà 200 letti, verrà costruito su un idillico fazzoletto di terra; l’investimento sarà di 30 milioni. L’albergo fungerà da apripista ad altri complessi alberghieri nella zona, come già annunciato da alcuni operatori turistici. Il progetto è stato approvato dalla giunta provinciale di Bolzano il 16 marzo 2009.
25 Commenti
17 Marzo 2009 alle 4:20 pm
condivido appieno il pensiero che traspare da questi versi e spero che l’intelligenza umana, un giorno, possa superare gli egoismi dei molti…
ciao, andrea
17 Marzo 2009 alle 6:00 pm
Non so dove si trovino i prati di Koja, ma il pensiero che un larice, albero montano per eccellenza (provate a trovarne uno alle nostre latitudini in un giardino privato o di città di pianura che sia), simbolo di forza, resistenza alle intemperie possa essere “spianato” da una ruspa mi fa rabbrividire……Nella mia beata ignoranza speravo anzi credevo che l’Alto Adige fosse una sorta di “Eden” immune da certi scempi ambientali tanto frequenti nelle mie valli bergamasche. Purtroppo ogni volta, specialmente passando per la Val Gardena, devo ricredermi……per fortuna i “monti pallidi”, almeno quelli, nessuno riuscirà mai a “ranzarli”! Forza Michil, lotta per la tua terra che poi è anche un po’ di tutti noi.
Ciao. Andrea
17 Marzo 2009 alle 6:15 pm
giulan Andra, grazie infinite.
18 Marzo 2009 alle 11:00 am
I bin traurig, sehr traurig. I hon seinerzeit gegen das Projekt unterschrieben….leider umsunst…
18 Marzo 2009 alle 6:42 pm
La provincia di Bolzano sta diventando un disastro come la Lombardia e il Trentino.
19 Marzo 2009 alle 8:34 am
Hallo Michil,
habe Deinen Beitrag auf
OMNIBRIX online gestellt.
Liebe Grüße
Markus
19 Marzo 2009 alle 8:34 am
Ciao Michil,
de beles parores, scrites con sentimont.
Al se fajes plajei podei endô t’odei.
Der de bi salüdi
M y H
19 Marzo 2009 alle 8:34 am
ciao michil,
da quanto tempo non ci sentimo e non ci vediamo….
Un caro saluto e un abbraccio a tutta la tua fantastica famiglia
marina t.
19 Marzo 2009 alle 8:35 am
caro michil, che bello. Il vecchio Brecht rivive fra le tue e le nostre montagne. Grazie
mariarosa
ps. Andrò mai a Koja? temo di no
19 Marzo 2009 alle 8:35 am
Ciao Michil come stai? Da quanto leggo grazie alle tue mail intuisco che anche nelle vostre zone è in atto un pesante attacco all’ambiente. Un peccato. Si parla di chiudere i passi e poi si costruiscono mega complessi? Mi sembra una contraddizione.
Ciao, buona giornata
A presto, spero.
Renzo
19 Marzo 2009 alle 8:35 am
Grazie di aver pensato ad una sua ospite che ha colto subito la sua originalità e finezza , ricordo sempre con mio marito le cene raffinate ,chissà se riusciamo a fare un salto in estate per vedere i colori della natura trasformati e sentire i profumi inebrianti delle valli?
Cordiali saluti .
Anna r.
19 Marzo 2009 alle 8:36 am
Che bella poesia!
Chiara C.
19 Marzo 2009 alle 8:36 am
dilan
bela poesia
Christian
19 Marzo 2009 alle 8:36 am
Ciao Michil.
Ci epa chisc prati koja??
El ince Wild ailo?
Salüc
S.
19 Marzo 2009 alle 8:36 am
…ma la piccola pigna, piccola rimarrà
con la nuova legge sugli immobili
solo una cosa si amplierà….. la casa delle libertà !
Ciao
Enrico
19 Marzo 2009 alle 8:37 am
pitl pensier
in fondo me sal bel che te ncazes
l paesaggio resta pa ben nteurvia la bela montes ,vel da mudazions ,pitles o grandes ,chel che se a muda dantaldut te selva y nia me je l paesaggio dl LUECH bela o burtissima costruzions freides ,fredde che ne nvieija nia la jent de l luech y nia signori a ste tl luech,ma n ne uel pa niancano chei da tlo ,ah te selva jel freit savon ,muda se a la jent savon chel veiji da mi vier ,finestra ora l desseni me ten vital scri beitr michil che i lens a deplu da cunte, enghe y pitli a se udei y de gra rrrrrrrrrrrr
Rol
19 Marzo 2009 alle 9:38 am
In consiglio comunale a Bressanone noi consiglieri della Alternativa Ecosociale abbiamo fatto di tutto per salvarlo quel piccolo larice!
Comunque non ci perdiamo d’animo e continueremo a lottare per salvare tutti gli altri larici in pericolo!
Grazie per la Tua solidarierà, carissimo Michil!
Elda
19 Marzo 2009 alle 12:28 pm
Hallo Michil,
bella la Tua poesia che avevo letto anche sull’AA. Non sono mai stata sui prati di Koja ma leggendo il testo (e vedendo la foto sul tuo sito) mi dispiace ancora di pù che questo progetto insensato abbia avuto l’OK del nostro Governo. Non si rendono conto che sono decisioni irrveversibili, una volta intrapresa questa strada non si torna MAI PIÙ indietro, neanche volendo.
I.S.
19 Marzo 2009 alle 12:29 pm
Super Michil che piacere ri-leggerti soprattutto in veste etico-poetico-fantastico-entusiastico: perché non iniziare dalle vecchie case, dai vecchi edifici anni settanta o da tutto ciò che li chiuso da anni vuoi per speculazione, per eredità contese o magari solo per noia? E perché non lasciar costruire anche un solo muro quando tutto ciò che sta intorno non è perfettamente restaurato o comunque utilizzato ? Forse che il restauro o il preservare “rende” meno del costruire ex –novo o forse che così qualcuno in un qualche posto non riceve un guadagno senza “nulla fare”?
.. ai nostri figli l’ardua sentenza … speriamo senza troppo cemento che soffochi le loro idee ed i loro ideali
L
19 Marzo 2009 alle 12:30 pm
Caro Michil!
Grazie per i pensieri belli e le immagini su cui induci alla riflessione.
E’ bello ricordare il tuo entusiasmo e la poesia dei tuoi monti
Un saluto cordialissimo
Marco
20 Marzo 2009 alle 9:14 am
Lieber Michil,
natürlich ist es traurig, wenn die schönsten Orte dem Mammon geopfert werden. Im Falle der Koja-Wiesen sehe ich es auch so. Gleichzeitig denke ich, dass wir schon auch immer wieder hochwertige Strukturen brauchen, die einzelne Orte aufwerten und so vom Massen- oder Billigtourismus abhalten. Das ist auch für die Region Plose/Brixen so!
Die strategischen Fehler im Falle der Kojawiesen sind politischer Natur, während ich positiv zum Neubau hochwertiger Betriebe stehe. Die bestehenden Betriebe bzw. die Unternehmer dahinter haben leider in den wenigsten Fällen das Potential (unternehmerisch, finanziell, visionär, fachlich und in Bezug auf innovative Produkte), um die Zukunft der Destination rund um Brixen bzw. die Plosenachhaltig und positiv zu prägen! Leider! … und so kommen halt welche von Auswärts und können sich auch noch leisten zu bestimmen, wie der Hase läuft! … auch bei diesen gibt es keine Sicherheit, dass es in die richtige Richtung führt. Wahrlich ein Dilemma!
Aber wie heisst es doch so schön:
“Habe nie Angst davor, in der Minderheit zu sein. Wenn das Recht bei der Minderheit liegt, wird die Minderheit eines Tages die Mehrheit sein.”
(William Jennings Bryan)
“Nichts ist illegal, wenn einhundert Geschäftsleute entscheiden es zu tun und das ist die Wahrheit überall auf der Welt.”
(Andrew Young)
“Wer nichts verändern will, wird auch das verlieren, was er bewahren möchte.”
(Gustav Heinemann)
Hannes
20 Marzo 2009 alle 12:30 pm
Bravo Poeta…weiter so ..
Liebe Grüsse
rudy
22 Marzo 2009 alle 8:42 am
Bella ma triste questa storia. Ma noi cercheremo sempre di avere rispetto della natura perchè tutto quello che ci circonda è prezioso.
baci
C. Speranza
22 Marzo 2009 alle 8:42 am
Grazie Michil !
Nel giardino della mia casa natia c’era un grande pino secco,
in primavera diventava stupendo
un roseto si inerpicava fino in cima,
e nessuno arrivava a cogliere quelle rose
Annamaria S.
19 Aprile 2009 alle 6:20 pm
Grüß Gott!
Als direkt ansässiger (5min von der Koja) Mellauner muss ich mal 1tens eines klarstellen: Das dem Gedicht beigefügte Bild zeigt nicht die Wiese und auch keinen Baum der Koja, wie da einige Kommentatoren glauben; die Koja ist eine Wiese, in der ich x-Male (ich habe das nie gezählt) war, zum Spielen, Radfahren oder sogar zum Zelten – keine Angst, ich kenne sie zur Genüge.
Aber dass das ein unberührter Ort sein soll, das muss ich zurückweisen. Vor ca. 20-25 Jahren – ich bin damals noch mit den Mücken rumgeflogen – wurde aus dem unberührten Sumpfgebiet Koja im Zuge einer Meliorierung die heutige Wiese, rein für landwirtschaftliche Zwecke. Dieses Argument zieht also nicht.
Ich bin grundsätzlich gegen eine totale Verbauung der Landschaft – aber die Sanoners haben ein klares Konzept vorgelegt und werden für den gesamten Raum Brixen als Leitbetrieb fungieren. Dass es eine touristische Aufwertung des Ploseberges braucht, daran besteht kein Zweifel, und was bitteschön wäre es für ein Zeichen, die Sanoners mit ihrem durchdachten Konzept abzuweisen?
Sicher hat man die Vorgehensweise nicht unbedingt optimal verkauft – aber ich wehre mich vehement gegen den Vorwurf, alle unmittelbar Betroffenen (also Mellauner und im weiteren St. Andräer) seien gegen das Projekt. Die Notwendigkeit eines Hotels sieht fast jeder hier, über den Standort gibt es dagegen Diskussionen – wo gibt es die auch nicht? Und ich kann die direkt an der Zufahrtsstraße Wohnenden auch verstehen – eine Spur mehr Verkehr werden wir eben alle verkraften müssen. Da die Sanoners nur in der Koja bauen wollen und die Grundstücksbesitzer freiwillig verkauft haben, wird das Hotel nach dem Beschluss vom 16. März gebaut.
Ach ja, lieber Klaus: Ich hoffe mal, du hast nicht auch 4-5 Mal mit dem gleichen Namen unterschrieben, wie es auf der Liste zu sehen ist. Dass von den rund 2000 Unterschriften nur rund 80 vom Ploseberg sind, sagt einiges aus. Dass man in sogar Bruneck Unterschriften gegen die Koja gesammelt hat, noch viel mehr. Die Begründung, mit der man auch mich zur Unterschrift bringen wollte, war lachhaft und nicht mal wahr. Fehlinformationen bei einer Unterschriftenaktion zu verbreiten ist nicht grad die seriöseste Art. Kritik ist immer gut und trägt zur Optimierung bei, aber bitteschön mit wahren Fakten.
Na gut, ist jetzt sowieso wurscht, aber das sollte nur mal gesagt sein.