Salta ai commenti
| Patrizia su Il Silenzio dolomitico | |
| michil su Noi ladini, orgogliosi d’esser… | |
| Lino Toso su Noi ladini, orgogliosi d’esser… | |
| Guglielmo Servienti su Da un Silenzio | |
| federico solfaroli su La provocazione | |
| ragno vincenzo su Michil Costa | |
| Dr. Christa Pardelle… su Noi ladini, orgogliosi d’esser… | |
| Patrizia Della Rossa su Südtirols Biobauern tagen im… | |
| bastamoto su Stop alle moto sui passi. Prot… | |
| Manfred su Il Silenzio dolomitico | |
| Attilio Dalla Rosa su Sottospecie di cliente | |
| Francesco su Il Silenzio dolomitico | |
| V+L su Il Silenzio dolomitico | |
| Aldo su Il Silenzio dolomitico | |
| Carla su Il Silenzio dolomitico |
Blog su WordPress.com. | Theme: Pressrow by Chris Pearson.

1 Commento
1 Novembre 2009 alle 8:31 am
Si, sono completamente d’accordo sulla riflessione, la capisco molto bene, sono un ammalato dei verdi declivi altoadesini, gravemente ammalato. Capisco il valore del silenzio quando si scende dai prati del Seceda oppure si sale allo Stevia, supremo silenzio alla vista delle Odle, però, giusto per essere un po meticcio anche saper camminare in silenzio per Milano (mia città natale) ha un suo valore si può anche non sentire i rumori ma vedere il passato ed immaginare un futuro attraverso le architetture, gli angoli e pensare, in silenzio, ad un futuro migliore, accogliente a tutti i meticci che vogliono farne parte. Certo si fa un po fatica. Un saluto da una panchina silenziosa guardante la chiesa di Magrè.