Amo e faccio ciò che voglio

Due appuntamenti importanti la settimana scorsa, il 27 novembre a Milano per “Oltre i gesti“, il convegno di Le Soste sul mondo della sala e l’importanza dello stesso. Ho parlato di PR di sala, non di portapiatti, e del ruolo fondamentale di ciò che davvero contraddistingue l’ospitalità, l’amore per il prossimo, o semplificando un po’: il miglior caffè del mondo servito con un sorriso.

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Il 30 novembre poi a BTO, sempre eccezionale l’appuntamento a Firenze. I talenti vanno riconosciuti e spronati, la crescita aziendale è possibile solo a pari passo con una crescita personale, del team che la contraddistingue. Le rivoluzioni culturali non suscitano mai grande entusiasmo, ma sono necessarie per un successo a lungo termine. Ho parlato di Economia del Bene Comune, di valori e missione, dell’attività della Costa Family Foundation onlus che quest’anno compie dieci anni, e dell’importanza di saper fiorire e prosperare in ogni terreno in cui si è piantati.

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Giulan, grazie per avermi voluto con voi.

Ieri i Grand Hotel, oggi i hotel grandi

È come viaggiare indietro nel tempo: mi ritrovo a soggiornare in un Grand Hotel anni Venti, in uno di quegli affascinanti palazzi nei quali s’intrecciano le storie di persone che s’incontrano, di amori che nascono, di un’aristocrazia che scimmiotta la nobiltà, potendo concedersi il lusso più sfrenato. Monsieur Cesar Ritz per primo monetizza il concetto di ospitalità ricca. Ed ecco sorgere in Italia, nell’inconfondibile stile liberty con le finestre di Chini, il Grand Hotel a Rimini; e poi a Sorrento, a Santa Margherita Ligure e a Villa d’Este, a Venezia come a Roma. Oggi sono ancora palazzi stupendi in mezzo a tante brutture cittadine.

Ed eccomi a Montecatini, Terme del Tettuccio. Quanta meraviglia racchiusa in uno spazio semiaperto: negli anni Venti le terme sono state rifatte sul concetto di quelle romane. Si è accolti dalle statue che rappresentano la Sorgente, la Medicina, l’Igiene, la Salute. L’elemento principe però rimane la fonte contornata da diverse raffigurazioni che invogliano il visitatore a sentirsi bene con la benefica acqua. Immagino distinte signore con capelli alla maschietta, palpebre scure e bocca rosso cupo a disquisire su come curare la pelle e sulla fantastica invenzione della cipria in polvere, sorseggiando la miracolosa bevanda. Per non parlare della loro raggiunta emancipazione. Non a caso per molti anni la donna aviatrice sarà simbolo di libertà e indipendenza. Mi hanno invitato a parlare di turismo; sul tavolo una bottiglietta d’acqua di provenienza bresciana con accanto un triste bicchierino di plastica. “Scusate, un po’ d’acqua di Montecatini si può avere”?

Ma come, penso fra me e me, Montecatini, uno dei posti più affascinanti che abbia visto, non crede nella sua forza? A volte, è proprio il caso di dirlo, in un bicchiere d’acqua ci si perde. Oppure in un mare di speculazione.

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Calcio e clima

Pallone

Che c’importa del clima, noi c’avemo Tottigol. C’avevamo. Nemmeno più questo abbiamo ed allora occupiamoci di altro, perché sì, è vero, siamo fuori dal mondiale. Come è vero che c’è già chi teme per il Pil perché non sappiamo fare più gol. Anche se a me il fatto che si continui a pagare profumatamente quei burattini di calciatori viziati e milionari e spesso palloni gonfiati mi sa alquanto fuor di logica. Già! Una volta almeno c’erano Pertini e Bearzot, oggi abbiamo Tavecchio e Ventura. Altri tempi, altri uomini. E poi un popolo da stadio che fischia gli inni nazionali delle squadre straniere è meglio che rimanga a casa, no? S-ventura, vergogna, vituperio, apocalisse: siamo fuori dal consesso civile. Però, più che fuori dal mondiale, siamo fuori dal mondo. Perché non è possibile pensare solo al pallone, e se si perde parlare di tragedia epocale. Le tragedie sono ben altre e il mondo ha bisogno di altro. Così, facendo una bella sforbiciata volante e tirando un bel calcio di rigore alla logica pallonara, credo sia più importante la conferenza di Bonn sul clima che la disfatta dei calciatori italiani. E magari perfino più importante delle primarie del povero PD in Südtirol Alto Adige. Quel PD che sembra un po’ come gli azzurri, indeciso com’è se frantumarsi in tre-cinque-due o quattro-due-uno-tre o quattro-tre-tre…

Proviamo a lasciare da parte le sciocchezze e concentriamoci davvero su alcune cose importanti. È presto per dire se Bonn porterà buoni risultati; fatto sta che non abbiamo tanto tempo, e non è un caso che la presidenza sia stata affidata alle Isole Fiji, angosciate come sono, e per ovvi motivi, dell’innalzamento del livello del mare. Continua a leggere “Calcio e clima”

Südtirol ist nicht genug

“Mittlerweile haben di Sanoners in Bagno Vignoni Südtiroler Nachbarn: Die Familie Costa, Besitzerin des Hotels La Per in Covara, hat im vergangenen Februar das traditionsreiche Hotel Posta Marcucci (36 Zimmer) erworben. Seine Eltern hätten bereits in den 1960er Jahren geplant, in die Toskana ein Hotel zu kaufen, erzählt Michil Costa: “Sie waren Vorreiter, dachten schon damals an eine mögliche Alternative zu den Saisonen in den Dolomiten. Es gab ja noch keine Schneesicherheit in jenen Jahren, und der Wintertourismus stand erst am Anfang.” Seitdem sei “der Traum der Toskana” geblieben. “Heuer haben wir ihn wahr werden lassen”, so Costa, der auf der Frage nach dem Warum erklärt: “Liebe zum Wein, weg vom Saisonleben “il quieto vivere toscano”. Es geht nicht nur darum, wirtschaftlich Erfolg zu haben, es geht darum, wirtschaftlichen Erfolg an außergewöhnlich schönen Plätzchen zu haben.”

Nun soll di Posta Marcucci auch auf Gemeinwohl-Ökonomie umgestellt werden. “Das traditionsreiche Haus weiterleben lassen, mit neuem Elan, das ist unser Wunsch. Es wird Investitionen geben, aber immer sehr sanft, mit Fingerspitzengefühl”, betont Costa.

aus der Südtiroler Wirtschaftszeitung, 20.10.2017

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Se la politica è in fondo a destra

kurzL’Austria va a destra. Tutto sembra che viri a destra. Lo Zeitgeist contemporaneo è questo e i partiti, in ogni dove, si posizionano di conseguenza. Anche i nostri della ‘stella alpina’ gioiscono. Ne vedremo delle belle, già alla frontiera con il Brennero. I poliziotti sono in posizione, il filo spinato è pronto, i cani abbaiano, le braccia sono tese e la nostra bella Europa che fa? Senza dimenticare che le bombe atomiche sono in aumento, così come il riscaldamento globale, e con il pianeta che ha la febbre siam qui a gioire di quest’autunno che sa di primavera e non ci rendiamo conto di cosa ci sta accadendo. Siamo rintronati nel nostro egoismo che ci impedisce di vedere la realtà fatta di siccità e alluvioni. In Austria le soluzioni al cambiamento climatico non saranno una priorità. E Achammer e compagnia bella contenti del giovane educato rampante Sebastian Kurz, che, individuando bene l’umore del popolo, porta al trionfo il suo partito facendo l’occhiolino all’ultradestra. Oramai chi si ricorda più di Bruno Kreisky che dichiarava che lo stato sociale austriaco era sostanzialmente completato. Con i suoi principi di solidarietà riuscì a rafforzare notevolmente lo stato sociale, e fu così che quel piccolo stato divenne un interlocutore rispettato e stimato a livello mondiale! Sono passati secoli.

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HR Forum – Gubbio

Come creare un’azienda di successo? Partendo anzitutto dal benessere del collaboratore.

Amo, e faccio ciò che voglio!
il 23 e 24 ottobre sarò al Richmond HR Forum a Gubbio

032Non un’unica regola alla quale saremmo condannati se non avessimo il libero arbitrio, ma una regola all’interno della quale ognuno in base a sensibilità e modi di agire dialoga con l’altro e con l’ambiente che lo circonda. Questo, per me, è l’amore. Come mi ha insegnato quel tipo un po’ matto che si faceva chiamare Yeshua ‘salvezza’. Ho deciso di amare. E di fare ciò che voglio.
Purtroppo il principio di Peter domina ancora nel nostro Paese e lo fa a ogni livello: “in ogni dinamica sociale un soggetto tende a salire fino a occupare il ruolo dove può esercitare il massimo della propria incompetenza”. Fiorire e dar frutti in qualsiasi terreno si sia piantati, questa invece è l’idea a cui dobbiamo lavorare e collaborare per realizzarla.
Un “happiness center” non aumenta la motivazione dei collaboratori. Non basta fare yoga a mezzogiorno per aumentare la “mindfulness”. Continua a leggere “HR Forum – Gubbio”

Hospitality Day 2017

L’11 ottobre sarò a Rimini all’Hospitaliy Day.

Amo, e faccio ciò che voglio!
dalle 15 alle 15:40 in Sala del Castello

Hospitality Day

Perché non basta fare tante cose, ma farle bene. E è nostro dovere di leader, cercare di far fiorire i nostri collaboratori, riconoscerne i talenti e rendere il terreno fertile affinché possano crescere personalmente e professionalmente. E parleremo di Economia del Bene Comune, di Cultura dell’Ospitalità, di Cultura del Lavoro, di piccoli successi, grandi sfide, qualche caduta e tanto amore per la professione che abbiamo la fortuna di avere.

Ci sarete?

michil