Un salotto da bere

“I miei ospiti abituali conoscono la mia passione per il Martini, un’attitudine più che un cocktail” dice Valeria. A Roma il 47 Barrato di Valeria Bassetti e Emanuele Broccatelli e Riccardo Speranza:
Un luogo non catalogabile e fuori dagli schemi, dunque riconducibile alla simbologia barrata, che rispecchia l’identità del format”.

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il 47 Barato su Gambero Rosso e su Scatti di Gusto

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Josef Kostner, cambiamento e liberazione

 

Kostner ha sempre cercato di guardare oltre e ha scelto: andare controcorrente, di lavorare la materia osservando l’immateriale.

Ci sono uomini e donne che vedono oltre i problemi quotidiani e altri che non solo sono in anticipo sui tempi, ma realizzano cose che non erano mai state pensate prima, create con un unico scopo: quello di indicare una direzione di bellezza universale. Penso ad Arnold Schönberg con la sua musica atonale e dodecafonica, o a David Bowie che ci ha lasciato qualche giorno fa in balia di quel suo espressionismo psicopatico e futurista così diretto e nello stesso tempo geniale. O agli impressionisti che hanno contaminato, influenzato, inventato un nuovo modo di dipingere. O alla pop art – prima con Raushenberg e Johns e poi con Warhol e Lichtenstein – che non aveva timore di sporcarsi le mani con la cultura popolare.

Josef KostnerSpesso sono persone incomprese, inascoltate. Ed è in parte ancor oggi incompreso Josef Kostner, un artista ladino che, insieme a Gilbert Prousch, si può considerare uno dei più grandi artisti viventi di tutto l’arco alpino. Incompreso e inascoltato quando criticava, cosa che continua a fare tuttora, la società, i foresti, gli autoctoni, il turismo massificato. Incompreso quando già da ragazzo si palesava come un uomo del futuro, un ‘haereticus’ e lo è ancora, con i suoi 80 anni e passa: l’haereticus è nella cultura greca colui che sceglie. È la chiesa a cambiarne il significato in eretico, con tanto di accezione negativa.  Continua a leggere “Josef Kostner, cambiamento e liberazione”

Likes, dislikes, regrets

I like my beloved wife. I like good intentions, even if the road to hell is paved with them. I like being a die-hard optimist. I dislike thoughtless promises and people who complain all the time. I like what the Dalai Lama once said, ‘If somebody is looking for a bin to throw all their trash into, make sure it’s not in your mind.’
I dislike blasphemous people with a passion. I would like the Apache to still roam the earth; they used to say, ‘Look at them as they rise/ above the horizon/ As you rise, guide us, be our teachers oh stars/ teach us to be united like you are.’ Go on reading

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Mi piace, non mi piace, mi spiace

Mi piace l’amata che ho sposato. Mi piacciono le buone intenzioni, anche se, come diceva Erodoto, una buona intenzione non è ancora una buona azione. Mi piace essere drammaticamente ottimista. Non mi piacciono i giuramenti gratuiti e non mi piacciono quelli che condividono solo lamentele. “Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente” mi piace questo pensiero del Dalai Lama.
E chi bestemmia non mi piace proprio per niente. Mi piacerebbe ci fossero ancora gli Apache che dicevano: “Guardatele mentre sorgono/ sopra la linea d’incontro tra cielo e terra/ Nella vostra ascesa, o fateci da guida, stelle siateci maestre/ Insegnateci a essere, come voi, uniti”.  Continua a leggere

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Alles was wir machen, hat Folgen

Was hat Sie dazu bewogen, nach den Kriterien der Gemeinwohl-Ökonomie (GWÖ) zu handeln und den Hotelbetrieb dahingehend umzustellen? Warum haben Sie sich ausgerechnet für die GWÖ als Modell entschieden?
Der wahre Luxus besteht aus Zeit, Raum und Ruhe; ein „Lentius Profundius Soavius“ definierte es der Südtiroler Vordenker Alexander Langer. Luxus heißt nicht „immer mehr“. Wir müssen im Bewusstsein agieren, dass alles was wir machen, eine Folge hat. Ich werde weniger Fleisch essen, weil pro Kilo 15.000 Liter Wasser verbraucht werden, ich werde lokal, biologisch, saisonal einkaufen. Ich werde keinen Fisch kaufen, der mit Schleppnetzen gefangen wurde, ich möchte nicht Teil der Ausbeutung unserer Erde sein. Kleine Schritte bringen uns zu großen Zielen. Deswegen erstellen wir in unserem Haus die Gemeinwohl-Bilanz und folgen den Kriterien der Gemeinwohl-Ökonomie. Das aktuelle Wirtschaftssystem ist obsolet, man kann nicht unendlich wachsen, ohne anderen zu schaden. Die Gemeinwohl-Ökonomie ist eine klare und konkrete Alternative. Es ist unsere Pflicht unsere Welt und ihre Ressourcen so gut es noch geht zu schützen und es ist unsere Pflicht auf das Wohlsein unseres Nächsten zu achten.

Welche Veränderungen beobachten Sie im täglichen Hotelbetrieb seit Einführung der GWÖ?
Jeder Anfang ist schwer; es gibt immer wieder Augenblicke in denen die GWÖ eine große Herausforderung ist, für uns alle. Im Sinne der GWÖ zu handeln, heißt im Betrieb sehr viel „traditionelles“ auf den Kopf stellen zu müssen. Zum Beispiel gibt es keinen Apfelstrudel im Sommer mehr weil es Unmengen an CO² braucht, damit Äpfel das ganze Jahr über verfügbar sind; das gefällt nicht allen Gästen. Am Freitag gibt’s kein Fleisch, eines unserer Restaurants, das „Les Stües“ ist zum vegetarischen Restaurant umgewandelt worden, es gibt keinen Fisch aus Übersee mehr, im Berghotel Ladinia gibt es keine Coca Cola.
Kleine große Schritte, die nicht immer von all unseren Mitarbeitern und Gästen geteilt werden. Diese Hürden zusammen zu überwinden, bringt jedoch eine unvorstellbare Kraft und positive Energie ins Haus. Wir wollen alle den gleichen Weg gehen, wir setzen uns klare Ziele, die wir zusammen erreichen wollen. Ja, die GWÖ bringt Freude ins Haus!

GreenLifeStyle

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Gemeinsam Einsam

Libera Università di Bolzano
il 22 gennaio 2016
dalle 20:30 alle 22:30

Conferenza su luci e ombre nel rapporto dei giovani con i media tenuta dal dott. Stefano Gasperi (medico specializzato in medicina antroposofica e segretario della Società Antroposofica Italiana) e dalla dott.ssa Costanza Giannelli (medico, neuropsichiatra infantile, dirige dal 2002 la U. O. Complessa di Neuropsichiatria Infantile di Trento).
Offerta libera.

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Stefano GASPERI è stato uno dei primi ad esercitare nel Trentino-Alto Adige quella particolare branca dell’omeopatia che è la medicina antroposofica. Con questo nome si definisce, infatti, il metodo terapeutico ideato agli inizi del ‘900 dal filosofo austriaco Rudolf Steiner. Gasperi è stato tra i fondatori della Scuola Rudolf Steiner di Trento e inoltre ha operato come membro  dell’equipe medica della Casa di Salute Raphael di Roncegno (TN). Continua a leggere “Gemeinsam Einsam”

Feine Winter, inverni gentili

“È nevicato finalmente?” quante telefonate in questi giorni. E noi ad arrampicarci sugli specchi: “Beh, sì, un po’ anche se…”. Ma la montagna senza neve è davvero una tragedia? No, non lo è. È meglio che ci sia, senza dubbio. Un inverno con i cirmoli colmi di neve, con le “pestoline” dei caprioli ben visibili fa più cartolina, è più bella, ma non per questo i monti sono meno autentici in mancanza del bianco mantello. È, al contrario, molto meno autentica la montagna meccanicizzata, il grande parco di divertimenti che ci troviamo sopra casa. È nella montagna moderna, rumorosa e fortemente antropizzata che alberga un declino in senso culturale economico, anche governativo. (…)

Questi mesi senza neve dovrebbero stimolare in noi idee e pensieri. Dovrebbero condurci verso la saggezza dei nostri avi, e farci capire che nel sapere del coltivatore bisogna avere fiducia. È in  questo sapere che possiamo assorbire, sintetizzare, capire, interiorizzare la montagna. La montagna senza neve può essere lo spunto per grandi e nuove opportunità. Come prendere per mano l’ospite e portarlo verso gli artisti locali, ve ne sono ovunque sparsi nei posti più disparati. Condurlo verso la bellezza di quell’arte contadina che ancora esiste, contemplando ad esempio le splendide architettura delle viles, (…)

Inverni così, i contadini li hanno sempre chiamati “feine Winter”, inverni gentili. Si risparmiava in riscaldamento e frumento. Quindi, adeguiamoci piuttosto che combatterlo un inverno così: è più intelligente oltre che più facile. Dobbiamo pensare avanti, andare oltre, e imbastire un dialogo bilaterale tra gli abitanti dell’Alta Badia e le altre zone montane. Un dialogo e uno scambio che dalle Dolomiti raggiunga la Valle d’Aosta e viceversa, e sappia coinvolgere anche i cugini d’oltralpe con delle strategie comuni. Tutto ciò andrebbe rafforzato per affrontare meglio le sfide del futuro.

michil costa, La Stampa, 17/01/2016

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