The Ladin Grande Dame

foto-antica-ladini-tradizioneFinding balance is only possible thanks to our link and co-existence with Nature.
The native Americans were shocked by the fact that the white men wanted their land. How can wne think to be able to possess the territory when we ourselves are part of it?
Conquest is an obsessive consequence of possession. We live this contradiction: we want to live on this Earth, but on the condition to possess it all, and this implies conquest, destruction, violence. Either we start to harmonise the relationship between ourselves and Nature by coexisting, or our future can only be death. Not death of an individual, but of humanity at large. Between ourselves and Nature reigns a contract of indelible matrimony. If we break it we destroy ourselves.
zendron1My story here begins as follows: one fine day, it will have been early 2008, I received a telephone call. It was the great Ladin lady, Hilda Pizzinini, on the other end of the line. I jumped to attention thinking what she could possibly want of me. “Michil, you need to submit your candidature to become President of the General Ladin Union’’, she informed. Now the ‘Union’ is the coordinating cultural association of all the Ladin valleys.”. “Thank you, thank you Hilda, I am more than happy to be Ladin, and even if it does not always seem a benefit, I love our little Ladin world. However I don’t have the skill nor ability to lead the Union”, I attempted to inform her. “We’ll see about that. I’d like you to come to my house this afternoon”, she replied bluntly. Read on

Vai alla versione italianaZur Deutschen Version

GUSTAV WILLEIT E CAMILLO RASMO AL CENTRO D’ARTE CONTEMPORANEA

dal 19 luglio al 6 settembre
vernissage, sabato 18 luglio alle 17:30
CENTRO D’ARTE CONTEMPORANEA CAVALESE

Cento anni separano i protagonisti della mostra e la pittura ad olio di Rasmo sembra essere in
contrasto con le tecniche della fotografia digitale e dei video di Willeit. Il visitatore rimarrà invece colpito nel scoprire che le opere di entrambi gli artisti esprimono lo stesso sentimento di stupore e meraviglia di fronte alla natura dolomitica: un sentimento che, superando il particolare delle rappresentazioni, diventa universale. Il mistero delle Dolomiti è uno spettacolo davanti al quale gli uomini sono uguali: le differenze scompaiono nel buio della platea quando le luci in sala si spengono.
2_IMG_0001

Continua a leggere

Tre per uno e così il parco si annienta

parco stelvioVenghino, siori, venghino, l’offerta è eccezionale. Tre per uno e vai di caccia, cemento, taglio indiscriminato degli alberi e speculazione selvaggia. Che c’importa? E’ il regalo migliore che possiamo fare al nostro amato parco, sì, il Parco Nazionale dello Stelvio, che ha compiuto ottant’anni e ha già vissuto fin troppo. Con l’intesa sottoscritta dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione Lombardia e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, si vuole smembrare, quindi annientare, l’area in tre parti e modificarne radicalmente la governance e le tutela. Sarebbe il primo caso di declassamento di un parco nazionale in Europa, del più importante parco in Italia, della più grande area protetta sul suolo nazionale. L’ipotesi che l’ente unico di gestione si smembri in un non precisato ‘comitato di coordinamento’, privo di qualsiasi personalità giuridica e che lascia a Regioni e Province Autonome piena autonomia deliberatrice fa paura. Com’è mai possibile che il Ministro dell’Ambiente e il Primo Ministro sottoscrivano un’intesa con la quale lo Stato, oltre a dismettere il finanziamento dell’ente, rinuncino a esercitare qualsiasi funzione di controllo nei confronti di un parco nazionale di questa importanza e notorietà? Fa paura perché da troppo tempo oramai e in troppi luoghi si pratica la politica del cemento. Continua a leggere

Maratona dles Dolomites: verso i passi dolomitici chiusi al traffico

“Ho sentito grande vicinanza alla manifestazione, sia da parte di quelli che c’erano e hanno potuto vivere la corsa in prima persona, sia da parte di quelli che erano lontani, ma hanno comunque fatto sentire la loro passione attraverso i social network. Voglio dire grazie a tutti, mi hanno commosso. E grazie soprattutto alla nostra madre terra, che ci ospita con tanta bellezza, senza dimenticare i 1.400 volontari impegnati, i ragazzi dell’ufficio e il direttore della Maratona, Claudio Canins.”

Nel luglio del 2016 l’evento festeggerà il suo 30esimo anniversario. “Ovviamente stiamo già lavorando per il futuro e qualche punto è già stato fissato. La cosa più importante credo sia quella di avere ancora una visione universale e, anche in questo senso, avere ancor più consapevolezza delle responsabilità nei confronti di questo mondo; io sono un uomo di natura e credo che la responsabilità verso L’ambiente che ci circonda e che ci dona lo spettacolo teatro della Maratona debbano essere sempre presenti.”

Corriere dell’Alto Adige, 07 luglio 2015

Leggi tutto l’articolo:

15.07.07_CorriereAA

Vergebung – Maratona dles Dolomites 2015

Das Radrennen Maratona dles Dolomites – Enel 2015 im Zeichen der VERGEBUNG
„Wir sollen auf den Klang der Natur hören, und sie um Vergebung bitten, für wie wir sie behandeln und ausbeuten. Eine Bitte um Vergebung, die nicht dem Schuldbewusstsein entspringt, sondern durch das neue Bewusstsein und das neue Wissen entstanden ist. Nur so kann sich unsere Welt entwickeln. “ äußerte sich Michil Costa, Präsident des O.K. Maratona dles Dolomites.

hier zum ganzen Artikel Tageszeitung.it: Salimbeni siegt

18812830614_6e50e5d040_z

Top manager e appassionati alla “scalata” delle Alpi

“Quest’anno la Maratona, che è giunta ormai alla 29esima edizione e ha ricevuto ben 31.600 richieste di adesione da tutto il mondo (perfino Cina, Giappone, Russia, Brasile e Nuova Zelanda), è dedicata al tema del Perdono: «Un gesto di forza e determinazione- ha ricordato Michil Costa, patron dell’evento – come le doti che servono per affrontare la sfida». Anche quest’anno gran parte del ricavato sarà destinato alle associazioni «Insieme si può», che sostiene i corsi di formazione professionale in Uganda, ad «Alex Zanardi BIMBINGAMBA», che realizza protesi per bambini che hanno subito amputazioni e non possono usufruire dell’assistenza sanitaria e ad «Assisport Alto Adige», che sostiene talenti sportivi che non hanno la possibilità di finanziarsi le competizioni.”
Maximilian Cellino

Leggi tutto l’articolo qui: Il Sole 24ore

19250935970_e2bcec402b_z

Si può morire aprendo il gas della falsità

Ogni anno la stessa storia. Da un lato i motociclisti che continuano a fare il bello e il cattivo tempo sulle strade dolomitiche. Dall’altro i soldi spesi per campagne inutili, o forse utili solo a salvare la buona coscienza delle istituzioni. Qui bisogna scegliere, senza ricorrere ai soliti compromessi, alle solite multe, alle solite dichiarazioni di facciata. Vogliamo il Mugello intorno al Sella? Lo si dica chiaramente. Vogliamo inquinamento acustico, feriti, morti e distruzione? moto unesco
Bene. Allora avvisiamo i ciclisti di cambiare rotta, di andare a pedalare da altre parti. Le Dolomiti, patrimonio dell’umanità, sono in balìa di centauri che si credono tutti Valentino e soprattutto si credono i padroni della strada. Basta saperlo e fare di conseguenza una buona e corretta comunicazione. Non tanto ‘no credit’, quanto ‘no cyclist’ e di conseguenza ‘no future’. Ma che senso ha predicare il buonsenso? Non giova. Solo la mano pesante può essere efficace. Inutile nascondersi, ormai. Troppi sono i morti, troppe le lacrime, troppi i feriti, troppe le disperazioni. Basta con le parole vane come le multe. Basta prendersi in giro, come facciamo già su tante altre questioni. Kurt Vonnegut diceva “siamo quello che fingiamo di essere. Quindi dobbiamo stare attenti a quello che fingiamo di essere”. Che abbia ragione? Spacciamo il Südtirol Alto Adige come realtà incontaminata, con tanto di paesaggi incontaminati, ben sapendo di mentire.

Le bugie, si sa, hanno le gambe corte, e di falsità si può anche perire, come avviene puntualmente sulle nostre strade

Michil Costa, Alto Adige, 02/07/2015 Continua a leggere