In tanti, è meglio

Non si può salvare il mondo da soli,
ma possiamo contribuire a renderlo migliore.

In più siamo, meglio è!
Il 29 maggio saremo a Castrette nei Benetton Studios
a favore di tre scuole in Karamoja.
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DOMENICA 29 MAGGIO 2016
dalle 17:00 alle 21:00
BENETTON STUDIOS
presso il complesso industriale Benetton di Castrette

Una domenica pomeriggio con alta gastronomia a sostegno del progetto di ristrutturazione energetica di tre scuole in Karamoja (Uganda).
con
Carlo Cracco
Lionello Cera
Alessandro Breda
Giorgio Damini
Antonio Magliulo
Nicola Laera

Scarica l’invito, sarebbe bello averti con noi! INVITO_Benetton e Costa Family Foundation

Il nostro sì, per dire no agli interessi

trivelleLa questione delle trivelle, pur nella sua complessità, è molto più semplice di quanto si creda. A renderla complessa è la politica del sotterfugio, dell’ipocrisia, dell’interesse clientelare che è ormai diventata, purtroppo, non solo dominante ma devastante e che contamina le nostre anime, i nostri corpi, le nostre menti. È una politica subdola, escogitata con un unico fine: renderci assuefatti, incapaci di reagire, inebetiti sempre di più. Ebbene: a una questione semplice si risponde con una risposta altrettanto semplice. Sì. Il 17 aprile si vota sì per dire no (altra assurdità tipicamente italiana) non tanto o non solo all’ennesimo e ormai anacronistico tentativo di grattare il fondo del barile e trovare ricavi attraverso il collaudato meccanismo della speculazione, quanto all’ostinata e assurda voglia di inquinare, distruggere, calpestare e in questo caso trivellare il nostro disastrato pianeta. Per cosa? Per un’inutile, ammesso che ci sia, goccia di petrolio che però, annacquata e diluita nel mare delle concessioni, autorizzazioni, speculazioni, può dare effimeri guadagni ai soliti noti a discapito come sempre della comunità. Continua a leggere “Il nostro sì, per dire no agli interessi”

Il turismo vince grazie all’umanità

Una stagione invernale perfetta ci dà la sicurezza che anche i prossimi anni avremo comunque delle ottime stagioni da un punto di vista turistico? Possiamo finalmente rilassarci e ripensare tra due mesi al lavoro estivo per poi, ad autunno inoltrato aspettare che arrivino le prenotazioni?

IMG_9130_GWNo, non possiamo. Chi dice che il turismo è cambiato si sbaglia di grosso. Il turismo sta cambiando continuamente! Una nuova applicazione di successo può stravolgere le modalità di un intero mercato. Prendiamo l’esempio di Booking.com che tanto fa arrabbiare diversi operatori turistici. Stanno avendo un successo globale, ma basterebbe un nuovo potente player sul mercato per mettere in discussione tutto e ribaltare l’attuale situazione. Non creda quindi l’associazione albergatori del Südtirol di riuscire a contrapporre a un mercato globale un sito internet di prenotazione locale come bookingaltoadige.com. Fallirà miseramente, alla stregua del progetto hallo.com, il portale che avrebbe dovuto sbaragliare la concorrenza. Nato qualche anno fa ormai, costò un bel po’ di soldi ma ora non esiste più. Ci piaccia o no, nel turismo sono all’avanguardia i fenomeni di strategie globali. Si può essere anche non d’accordo con Tripadvisor o Holidaycheck, ma non si può non fare parte di alcuni meccanismi internazionali di divulgazione, prenotazione, conoscenza turistica. Continua a leggere “Il turismo vince grazie all’umanità”

Ma la musica va oltre l’età che avanza

“Hope I die before I get old” (ovvero, “spero di morire prima di diventare vecchio”) cantano gli “Who” nella canzone manifesto “My Generation” del 1965. Fortunatamente molti coetanei di Roger e Pete hanno resistito a lungo e parecchi di loro sono ancora vivi, vegeti e creativi. È innegabile però che in questi giorni, in questi mesi in cui sono tante le star che ci stanno lasciando, prevalga una sensazione strana in molti di noi che hanno avuto la fortuna di crescere a suon di rock. Una sensazione di smarrimento. Come se “quel” sogno, Lucia nel cielo con i diamanti, –Lucy in the sky with diamonds– si stesse smaterializzando del tutto: la carlinga del rock è sempre più affusolata e sta perdendo a uno a uno i pezzi migliori.

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Il coraggio di alzarsi sui pedali

Se non capiamo, che la chiusura dei passi dolomitici è un’opportunità e non una tragedia, allora ci sta sfuggendo una grande prospettiva economica. 

Non chiudere il passo Sella, nemmeno per un paio d’ore, significa non volere cogliere un’enorme opportunità turistica. Lo dico da albergatore. E nello stesso tempo significa non sentirsi responsabili e protagonisti della cura del proprio ambiente, della propria della propria Casa, della propria Heimat.

Le Dolomiti da sempre hanno un’insolita e paradossale grandiosità: da una parte ci relegano in un angolino quali individui piccoli e finiti, dall’altra trasmettono la percezione di un’immensità che ci appartiene nell’eterno momento che viviamo. Non capire, accettare, interiorizzare questa grandiosità è grave. E ci rende miopi, ottusi di fronte al rapido cambiamento del codice dell’ospitalità turistica. Ignorando la conoscenza dei nuovi codici si diviene analfabeti. E da analfabeti saremo più esposti ai venti mutevoli del mercato e dell’economia globale.

Se internet è una fra le poche invenzioni dell’uomo che lui stesso non capisce fino in fondo, (Erich Schmidt) si può dire anche che l’importanza di limitare il traffico automobilistico sui passi dolomitici è una fra le poche cose che gli amministratori locali non hanno capito per niente. In quest’era tecnologica nella quale c’è voglia di condividere foto e pensieri, sfoggiando il proprio ego, di conoscere amici e presunti tali, vi è anche al contempo una pazza voglia di estraniarsi dalla troppa velocità; di una nuova attenzione a come e a cosa mangiamo, a un rapporto più intimo con la natura, a un cambiamento nello stile di vita.

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La vera, che burta malatia

ganaL archif storich dl’ëiles de Bulsan y la revista feminila gana ve nviëia de cuer ala presentazion dl numer speziel dla revista gana sun la Gran Viera.

La vera, che burta malatia!
gana ie dedicheda al’ëiles che à vivù, patì, cuntà e cumbatù ntan la Gran Viera. N numer rich de documënc e fotografies gëura na reflescion sun l presënt.

Tl Archif storich dl’ëiles de Bulsan, Plaza dl Dom 16,
ai 8 de merz dala 17.00
Ala presentazion tulerà pert la storiches
Luciana Palla y Siglinde Clementi.
L unirà rujenà per ladin, tudësch y talian

L’identità che si avvita su se stessa

imageI deliri schizofrenici hanno come peculiarità una perdita del senso d’identità. Una crisi d’identità, si potrebbe così riassumere, è un conflitto psico-sociale che può avere ripercussioni sul modo di agire, di pensare e così via. Non andando però troppo nel dettaglio (non ne ho certo le competenze), posso dire con certezza che l’identità non può essere ridimensionata a una questione di lingua e di appartenenza etnica o di religione, non sarebbe abbastanza esaustivo. L’identità poi, si evolve, cambia, viene influenzata da persone, situazioni, dall’ambiente che ci circonda.

Se un’identità non si fa contaminare, se è chiusa, ramificata, può dare luogo a fondamentalismi dannosi per se stessi e per gli altri, un’identità che non si trasforma brucia libri e distrugge monumenti, è deleteria.

Il memorandum ladino del quale molto si parla, è un’aspettativa identitaria redatta da alcuni grandi vecchi e giovani intellettuali ladini. Ne sono artefici soprattutto due ladini doc Erwin Valentini e Lois Trebo. Nel loro programma politico-culturale, da leggere sotto noeles.info, toccano molti aspetti importanti, condivisibili, degni non solo di nota ma di apprezzamento. Che i ladini non siano sempre stati trattati abbastanza bene –e voglio qui usare un eufemismo…- dalla politica partitica del partito che qui governa da 60 anni, questo è sicuramente vero. Non dare l’importanza (e i finanziamenti) necessari a istituzioni che hanno fatto la storia dei ladini, iniziando dalla Union Generela di Ladins, passando per la RAI Ladina, alla Usc di Ladins, non avere mai supportato e sopportato una politica linguistica unitaria, solo per paura che i ladini potessero alzare troppo la cresta, tutto questo corrisponde a verità; la tripartizione fascista ha fatto e continua a fare danni, manca certamente una politica panladina unitaria, su tutto questo non vi è nessun dubbio. Continua a leggere “L’identità che si avvita su se stessa”