Heilige und Olympiaden – Santi e Olimpiadi

Er ließ sich Fu Shenfu nennen, war Ladiner und lebte in China. Fu Shenfu kennt man besser unter seinem wahren Namen, Ujöp Frëinademetz. Unser Heiliger hat China zu seinem Land gemacht. In China besitzt niemand Land.
China kann auf solide internationale Beziehungen bauen. Wir lassen in China mehr oder weniger alles produzieren. Es ist bequem. Kostet wenig, und die Chinesen arbeiten wie verrückt. China überschwemmt die ganze Welt mit nachgeahmten Markenartikeln, erwerbt aber selbst authentische Markenprodukte ohne Ende. Die reiche chinesische Oberschicht liebt es, das Beste zur Schau zu stellen – von Louis Vuitton bis Chanel. Millionen verzweifelte Arbeitslose bevölkern die Städte.
In China gibt es mehr als tausend Arbeitslager. Es gibt „Umerziehung durch Arbeit“. Schöne Idee war das, von Mao. Mao ist tot, doch die Methode ist geblieben. Nur wenige kommen mit dem Leben davon.
Der Dalai Lama ist eine störende Figur. Für die Chinesen. Und für den Papst, der ihn nicht empfangen hat. Auch Ex-Ministerpräsident Romano Prodi hat ihn nicht empfangen. Die beiden werden wohl ihre Gründe gehabt haben, ich kenne mich da nicht aus. Es lebe die Religionsfreiheit.
In China werden Geschäfte gemacht. Diskussionen über menschliche Werte verbessern die Bilanzen nicht. Sie sind tüchtig, die chinesischen Arbeiter. Sie geben keine Widerworte und arbeiten. Peking kann auf eine florierende Ökonomie bauen. Großartige Unternehmer, die Chinesen. Mehr als 100 Millionen Bauern haben ihre Felder verlassen. Verhungert, arbeitslos, unterbeschäftigt.
China = Wirtschaftsboom. Der Produktionsapparat funktioniert. In vollem Umfang auch der des legalen Todes. Seit 1957 verlangt die ONU die Abschaffung der Zwangsarbeit. Der Albtraum heißt Laogai. 
Warten wir auf die Olympischen Spiele. Faszinierend ist das.
China ist heute das zweitwichtigste Land in Sachen Organtransplantation. Business im aktiven Bereich. 95 % der Organe stammen von hingerichteten Gefangenen; man rechnet mit weiter steigenden Bilanzen.
Die Spiele im Namen der Menschenrechte boykottieren? Njet! Nou! Nein! Nada!
Wie viele schöne Hymnen wird man in Peking hören. Brüder der Welt!
Es wird eine festliche Zeremonie geben, mit Volksgesängen und –tänzen, auch tibetani-schen. Wissen Sie noch, was in diesem März in Tibet passiert ist?
In China gibt es Hinrichtungen. Urteil, Exekution, und los geht’s. Sofort. Fehlstarts sind nicht zugelassen. Leben, Schuss, Tod.
Auf die Plätze, fertig los. Nach dem Schuss – wenn es keine Fehlstarts gegeben hat –  wer-den wir die katzenartigen Spurts der stärksten 100-Meter-Läufer der Welt verfolgen.
In China funktionieren die öffentlichen Sicherheitskräfte einwandfrei – und wie! Es reicht, die Magnetkarte einzuführen, und schon weiß die Polizei, wer da im Netz surft. So ist das, wenn man in China mit dem Rest der Welt verbunden ist! In China betreiben Yahoo und Microsoft ihre besten Geschäfte und geben den Kommunisten volle Unterstützung. Sie überwachen total sämtliche Kommunikationswege.
In China darf man gebären, manchmal: Man muss nur erst den Staat um Erlaubnis fragen. Fragen kostet ja nichts – wenn man nicht in China lebt. Wenn man dagegen in China lebt, und wenn man das Pech hat, als Frau bereits Kinder zu haben, dann ergeht es einem wie Nachbars Katze. Dann wird man sterilisiert.
Gut, aber jetzt wollen wir es uns auf unserem Sofa gemütlich machen und den Fernseher einschalten. Die Spiele beginnen. Viel Vergnügen.

michil costa

Si faceva chiamare Fu Shenfu, era ladino e viveva in Cina. Fu Shenfu è più noto con il suo vero nome, Ujöp Frëinademetz. Il nostro Santo della Cina ha fatto la sua terra. In Cina nessuno possiede la terra.
La Cina può contare su solidi rapporti internazionali. In Cina noi facciamo produrre di tutto. È comodo. Costa poco. Lavorano tanto.La Cina inonda il mondo di marchi contraffatti, ma compra insaziabilmente i marchi autentici. Ai ricchi in Cina piace esibire il meglio: da Vuitton a Chanel. Milioni di disperati senza lavoro affollano le città.
In Cina ci sono oltre mille campi di lavoro. La “rieducazione attraverso il lavoro”. Bell’idea era quella di Mao. Lui è morto, il metodo è rimasto. Sono pochi quelli che ne escono vivi.
Il Dalai Lama è un personaggio scomodo. Per i cinesi. E per il Papa: che non l’ha accolto. Non l’ha ricevuto l’ex-presidente del Consiglio, Romano Prodi. Avranno avuto i loro motivi, non me ne intendo. Viva la libertà di religione.
In Cina si fanno gli affari, parlare di diritti umani non serve ad aumentare i bilanci delle imprese. Sono bravi i lavoratori cinesi. Non replicano: lavorano. Pechino può contare su un’economia florida. Grandi impresari, i cinesi. Oltre 100 milioni di contadini hanno abbandonato i campi. Affamati, disoccupati, sottoccupati.
Cina uguale boom economico. La macchina produttiva funziona. A pieno ritmo anche quella della morte legale. È dal 1957 che l’Onu chiede l’abolizione della condanna ai lavori forzati: l’incubo si chiama Laogai.
Aspettiamo i giochi olimpici. Affascinanti.
La Cina è oggi il secondo Paese al mondo per trapianti di organo. Business in attivo. Il 95 per cento degli organi proviene da prigionieri giustiziati. Previsione di bilancio in aumento.
Boicottare i Giochi in nome dei diritti umani? Njet! Nou! Nein! Nada!
Quanti belli inni si sentiranno, a Pechino. Fratelli del mondo. Sarà una cerimonia festosa, con canti e balli popolari, anche tibetani. Ricordate ancora quel che successe in marzo, in Tibet?
In Cina ci sono le esecuzioni. Sentenza-esecuzione-via. Immediatamente. Partenze false non ammesse. Vita-sparo-morte.
Pronti-attenti-via. Allo sparo – partenze false non ammesse – seguiremo gli scatti felini dei centometristi più forti al mondo.
In Cina la forze di pubblica sicurezza funzionano, eccome: basta inserire la carta magnetica, così la polizia scopre immediatamente che navighi in rete. Già… in Cina sono collegati con il mondo! In Cina Yahoo e Microsoft fanno gli affaroni, pieno sostegno ai comunisti. Vigilano interamente tutti i mezzi di comunicazione.
In Cina si può partorire, a volte: basta chiedere il permesso dello Stato. Chiedere non costa niente. Se non abiti in Cina. Perché, se in Cina ci abiti, se hai la sfortuna di essere donna e di avere già dei figli, ti succede come con la gatta della vicina di casa: vieni sterilizzata.
Bene, ma ora mettiamoci comodi in poltrona, accendiamo la tv. Iniziano i giochi. Buona visione.

michil costa, Corriere dell’Alto Adige

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...