Botte e botti

Stamane sono salito sul Boé. Il sentierino che parte dal fiume è lontano dalle folle di genti di questi giorni, è riparato dal freddo vento da nord, non si odono schiamazzi e non giungono i rumori assordanti delle motociclette che quest’anno, nemmeno in agosto, ci danno tregua. Quindi, verrebbe a dire, tutto perfetto. Siccome però la perfezione di questo mondo non è, mi sono molto stupito di una cosa: non sentivo gli uccelli cantare.

Ieri sera abbiamo potuto assistere e dovuto udire gli spettacoli pirotecnici organizzati dal consorzio turistico. Illuminavano a giorno il Sassongher, i forti scoppi erano dei veri botti di vita! Si saranno divertiti i caprioli nel bosco. Le volpi si saranno messe vicine vicine alle marmotte ad assistere a tutto quelle disarmoniche innaturali e tecnologiche vibrazioni. Meraviglie dell’uomo padrone del mondo.

Cosa c’entra la passeggiata di oggi con botti e botte –a seconda dell’osservatore- di ieri? Possiamo anche pensare alla natura come una cosa distante da noi, che non ci appartiene; ma se solo abbiamo un briciolo di sensibilità, possiamo immaginare che quel baccano avrà fatto correre all’impazzata i nostri amici dei boschi e delle montagne. Non cantavano gli uccelli oggi, non correvano i camosci. Sono ancora nascosti nelle caverne e nei tronchi degli alberi temendo il peggio; non sanno, loro, che il ferragosto è passato e che noi ci siamo divertiti abbastanza. Solo anime anestetizzate non odono i loro lamenti, i loro pianti sono accompagnati da grida di atroce dolore.
No, non cantavano gli uccelli oggi. Sarà stato un caso. Eppure è un caso che mi mette dentro una grande tristezza: la mancanza di rispetto per loro, abitanti del pianeta non meno di noi, giusto per dieci minuti di ahhh ohhh uhhh. Stupori effimeri. Orgasmi artificiali. Tutto dimenticato. Infatti, i commenti più ascoltati dei clienti stamane erano: “ma che freddo che fa”.

michil costa

5 pensieri su “Botte e botti

  1. Leander Moroder

    quanto fa bene sentire uno che è albergatore lui stesso a
    fare discorsi del genere! Perchè se uno non è nel ramo turistico, magari addirittura uno statale, gli viene subito rinfacciato che per lui è troppo facile parlare, visto che ha la paga sicura.

    certo che ci rendiamo conto di quanto possa essere bello il canto degli uccelli, quando magari non cantano più…
    come spesso nella vita, rimpiangiamo le cose, … dopo.

  2. Joe

    Sabato 16 agosto in sala manifestazioni a Corvara c’era Margherita Hack. Ha presentato il suo ultimo libro “il mio zoo sotto le stelle” …il mio zoo sotto le stelle! Ed ho capito che non dobbiamo diventare per forza vecchi per essere saggi! Dobbiamo imparare ad essere sensibili ed arricchirci di conoscenza. Cerchiamo di aprofittare della saggezza dei nostri letterari, i cari saggisti e dotti che popolano il mondo… che tanti spunti ci possono dare e ci mettono a disposizione il proprio sapere! Lo consiglio a tutti: è una tecnica indolore, non fa rumore e non inquina benchè…. li chiamino luminari!!
    Concordo.

  3. Mi ricordo molto bene la mia prima salita al Piz Boé. Dieci anni fa esatti, a fine agosto. Ricordo di aver pensato che c’era qualcosa che non mi quadrava: tutta questa bellezza, e tutta questa altezza, e tutta quella bassezza e tutta quella bruttezza legate al turismo di massa. Ecco cosa mi ha sempre colpito delle Dolomiti. Michil sai bene che ho anche parlato apertamente in una conferenza stampa a proposito di tue proposte fatte per salvaguardare il patrimonio naturale.
    Io propongo una cosa: CORAGGIO. Continuo a pensare che dalle vostre parti avete il privilegio e l’onere di guidare tutti noi abitanti delle Alpi a un nuovo modo di viverle. Decrescita, modestia, umiltà: cominciamo a smantellare un centinaio di km di piste e di impianti, cominciamo davvero a far capire che camminare e vivere la montagna é anche fatica. Finiamola con l’illudere il turista di poter arrivare dovunque, comunque, quantunque …
    Per chi vuole i caroselli e le giostre, ci sono i luna park. Le Dolomiti non sono vostre, non sono nostre, sono del mondo: voi siete i custodi, voi avete un privilegio – e un onere – unici.

  4. Corrado Augias

    Fare luce, fare rumore è un retaggio antico, viene da tempi bui nel senso pieno della parola, cioè quando era faticosissimo accendere il fuoco e mantenerlo acceso. Le vergini vestali, investite di questo compito, avevano la precedenza sui senatori nelle cerimonie pubbliche. Oggi la difficoltà è opposta: come spegnerli i fuochi, come limitare gli incendi di rapina che devastano i boschi intorno al Mediterraneo, e non solo. Michil Costa ha ragione, i fuochi artificiali possono andare bene in città (anche se personalmente penso che siano soldi buttati)ma in un posto come Corvara sono una deplorevole abitudine che offende lo spirito dei luoghi.

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