LA MARATONA DELLE DOLOMITI

ALTA BADIA – Un successo che non conosce battute d’arresto quello della Maratona dles Dolomites, forte e costante come la voglia di partecipare alla 24° edizione quella del prossimo anno. Oltre 25.000 le richieste di adesione (l’anno scorso erano 23.500) quelle che sono pervenute dall’apertura delle preiscrizioni, di cui 21.559 (le restanti sono di partecipanti di diritto e pacchetti già venduti) quelle ammesse al sorteggio, che si è svolto mercoledì 18 novembre alla presenza del notaio. Un incremento del 6% rispetto all’edizione del 2009, rappresentato anche dal sensibile aumento delle richieste dall’estero, in particolare da Germania, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito. Dall’Italia come sempre il maggior numero di richieste. Sono quindi 60 le nazionalità in questa fase di pre-iscrizioni, che quest’anno sono state da record, come la vendita dei pacchetti alloggio+iscrizione di Holimites, circa 1.000 in 10 giorni, l’unico tour operator partner della manifestazione.

5 luglio 2009 –  LA “REGINA” DELLE GRAN FONDO ALL’INGLESE BARROW

Ha vinto James Barrow, l’inglesino che l’anno scorso era arrivato terzo nel percorso lungo. Nome nuovo per la ribalta, volto nuovo o quasi. Anche se si tratta in fondo del solito ex prof (Amore & Vita, Otc, ecc.) in cerca di (vana)gloria e qualche gettone di presenza.  Ma conta poco in una manifestazione in cui al termine di 138 sudatissimi chilometri con sette passi “storici” delle Dolomiti nelle gambe e oltre 4.000 metri di dislivello sono giunti al traguardo di Corvara oltre 4000 ciclisti. Il successo più grande che si possa augurare una simile manifestazione. Sportivi e appassionati, amanti della bici, dello splendido paesaggio dolomitico (di recente assurto al rango di patrimonio dell’umanità Unesco) fanatici delle “imprese”, anche quelle meno limpide se qualcuno nelle prime ore della mattina, mentre albeggiava su La Villa, tradizionale sede di partenza (il via alle 6,30 precise) andava cercando “qualcuno che gli facesse una flebo”. Nel segno dell’energia, che per volere del vulcanico “patron” Michil Costa battezza questa 23esima edizione baciata da una mattinata splendida, speriamo che si sia trattato solo di una flebo di zuccheri, utili per scalare Pordoi, Sella, Giau e compagnia. Anche se trattasi pur sempre di pratica vietata se non a fine terapeutico e anche se sappiamo che “quel” problemino, la cosiddetta farmacia (proibita e non)  resta – come dire? – sospeso e grava cupamente su una manifestazione che per bellezza, per caratura, attenzione, cura quasi maniacale dell’organizzazione rappresenta un esempio per l’Italia e forse per il mondo. Già, perché va bene difendere la natura: uno dei primi al traguardo è stato squalificato – e poi riabilitato dalla giuria: il regolamento federale non prevede squalifica per quei comportamenti (?) – perché ha gettato per strada un “blister” di integratori di cui si era appena servito. Ma forse vale la pena preservare meglio questo splendido patrimonio anche da altri nemici occulti. E la credibilità, che è un patrimonio ancora più grande. Le strade ci sono, basta un po’ di buona volontà.  

 

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