Dolomiti, è lite sui pedaggi: troppi Passi “Questa estate vietato l’accesso alle auto”

D’accordo il Cai e Messner, ma Bolzano sceglie il ticket. Anche se non riduce il traffico

Dolomiti, è lite sui pedaggi: troppi Passi “Questa estate vietato l’accesso alle auto”
di ANDREA SELVA

 TRENTO – “Via le auto dalle Dolomiti”. Questa volta a dirlo non è un manipolo di ambientalisti, oppure un gruppo di alpinisti nostalgici della montagna d’altri tempi ma il governatore del Trentino, Lorenzo Dellai, che fa della lotta ai motori in alta quota il manifesto del nuovo turismo: “I territori che faranno scelte coraggiose sul piano della mobilità con mezzi alternativi avranno in futuro un turismo di alta qualità, gli altri dovranno accontentarsi di un turismo di risulta”. Insomma, si pensa di chiudere i passi ai mezzi a motore durante l’estate, per qualche giorno almeno, magari la domenica. Ecco la nuova ricetta, spiegata ai cittadini di Canazei, ai piedi della Marmolada, in un incontro dedicato al riconoscimento dell’Unesco ai Monti pallidi, inseriti l’anno scorso nella lista dei patrimoni dell’umanità.

Sono con lui la Società degli alpinisti trentini (20mila soci), il Cai e l’Alpenverein di Bolzano e il re dell’Himalaya Reinhold Messner che aveva già lanciato l’ipotesi di chiudere al traffico i passi dolomitici: “Lasciamo spazio ai ciclisti e ai camminatori, almeno durante le ore centrali della giornata, per esempio dalle 9 alle 15, per godere al massimo di queste bellezze naturali”. Parliamo dei quattro passi che fanno il giro del gruppo del Sella, 55 km di strada fra Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo, ad un soffio dai ghiaioni bianchi, presi d’assalto dalle auto soprattutto in agosto quando si trasformano in una colonna di lamiera che procede adagio alla ricerca disperata di una piazzola da cui ammirare il panorama. Il record dell’estate 2009 fu stabilito a passo Sella dove una centralina elettronica contò oltre 5mila veicoli dall’alba al tramonto. Il 25% erano moto. Niente, se fossimo in pianura. Ma si tratta di asfalto a duemila metri di quota, con gli scalatori in parete a imprecare per il rombo delle due ruote sui tornanti.

Dire “chiudiamo i passi” è facile. Il difficile è mettere d’accordo le tre province che si dividono il territorio: Trento, Bolzano e Belluno. E Bolzano infatti sulla chiusura non è d’accordo: “Molto meglio il pedaggio” spiega l’assessore ladino Florian Mussner, che pensa a un unico pacchetto per risolvere anche il problema dello Stelvio (al confine con la Lombardia). Cinque euro per ogni auto, questa l’ipotesi di Bolzano (che non piace a Trento e Belluno) ma che si è dimostrata perdente sul passo Rombo, ai confini con l’Austria, dove il pedaggio è già in vigore. Il risultato? Traffico in aumento. In Austria se ne infischiano, ad esempio sul Grossglockner dove si paga (profumatamente) per transitare su una delle strade più spettacolari dell’arco alpino. E nessuno si lamenta.

Ma sui versanti italiani l’idea di battere cassa non piace: “Vogliamo limitare il traffico” spiega Michil Costa, albergatore di Corvara, abituato ad ospitare vip del calibro di George Clooney. Fu proprio Costa a lanciare la Maratona delle Dolomiti, gara ciclistica che ogni estate richiama sui quattro passi quasi 10mila ciclisti. E ai clienti che lasceranno ferma l’auto durante le vacanze Costa regalerà una bottiglia di Sassicaia: a verificare l’integrità dei sigilli alle ruote ci penserà lui in persona. Ieri si è incontrato con Messner per dare il via all’offensiva del partito “no alle auto”.

La Repubblica, 28 marzo 2010

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