È sempre tenace pragmatico e carismatico il governatore Durnwalder

Domenica 11 luglio ha rilasciato un’intervista riguardo i passi dolomitici. Il suo pensiero la dice lunga sulla sua sensibilità ambientale.
1. Come Lippi prima dell’ultima partita, riesce ancora a negare l’evidenza del danno di scelte sbagliate. Migliaia di motociclisti che scorazzano su e giù per i passi dolomitici. Egli risolve il problema tappandosi le orecchie proprio come fa la mia nipotina Magdalena, otto anni.“I bambini insegnano”. Effettivamente questa è una santa verità.
2. La sua affermazione “mi sembra che i turisti non sono d’accordo” -ndr sulla chiusura- è fuori luogo. Manca evidentemente di intelligenza turistica. O non conosce le tendenze di mercato e non vuole capire che l’ospite nelle Dolomiti cerca quello che in città non ha: la quiete, il Silenzio.
3. sostiene il progetto del tunnel di base del Brennero ma scopre che mancano i fondi per le circonvallazioni di Selva e Corvara. Un paradosso che mi farebbe ridere, se non mi venisse da piangere.
4. dice: “i sindaci chiudano pure i passi. Poi ne risponderanno”. Ma cos’è, una minaccia? E lui invece non risponde all’inferno che stiamo vivendo nuovamente da un paio di mesi sui passi e anche in alta montagna? –il rombo arriva alle cime più elevate-
5. le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità non sono né di proprietà dell’Alto Adige, -e nemmeno della regione Veneto-. Usarle per batter cassa è un ulteriore dimostrazione di pochezza di vedute e di offesa all’ambiente. È chiaro che un pedaggio è un polo d’attrazione. È chiarissimo che pagando i motociclisti si sentirebbero ancor più gli attori principali, i padroni delle curve, i protagonisti di una 24 ore di Le Mans incastonata tra uno degli scenari più belli al mondo.
6. il Presidente dice: “non voglio una minoranza che si lamenta perché si sente isolata e non può circolare nel resto della provincia”. Troppo comodo ascoltare i ladini quando fa comodo e sorvolare quando chiedono attenzioni (vedi circonvallazione, ma non solo)!

Sarebbe gran ora che il Presidente desse voce a chi ha idee più moderne ma soprattutto più sensibili, più giuste e più vere.
Platone parlava della pianura della Verità. La vita che scorre tra il vero e il bello. La Bellezza come termine assoluto, insindacabile. Come valore universale. Solo i grandi uomini dai valori veri scrivono pagine indelebili di storia. Il Presidente dovrà cambiar rotta se vorrà essere ricordato negli anni a venire come uomo dalle visioni oneste e lungimiranti.

michil costa, Alto Adige 18 luglio 2010

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