Questo posto non è mica tuo

Sembra un paradosso ma non lo è: lo smembramento del Parco Nazionale dello Stelvio, le cui competenze sulla gestione passano dallo Stato alle amministrazioni locali (Lombardia, Trento e Bolzano) non segna una vittoria per il sistema Südtirol ma ne indica al contrario una italianizzazione nel metodo…

Non temo di offendere gli amici italiani: loro per primi ammirano il nostro Südtirol, la sua bellezza, la qualità della nostra vita e l’eccellenza del servizio pubblico, in linea con le grandi democrazie nordeuropee e scandinave. Loro per primi avvertono la differenza in positivo quando sono qui da noi e ci considerano un modello. E ora che succede? Semplice: la SVP, il partito di maggioranza che qui regna dal 1945, ha barattato l’astensione dei suoi parlamentari in occasione del voto di fiducia il 14 dicembre scorso con lo smembramento del Parco dello Stelvio. Con un rigore intellettuale alla Scilipoti, lasciatemi dire.

Quali sono i miei timori? Uno: il “metodo Antersasc”. Ossia costruire, cementificare, imbruttire: in una parola gettare al vento il nostro patrimonio. Sottolineo “nostro” per ricordare ciò che mi gridò il presidente Durnwalder qualche mese fa mentre dimostravamo pacificamente contro l’inutile strada di Antersasc: “questo posto non è mica tuo”. No appunto, ma neanche suo. E nemmeno degli speculatori. È di tutti noi. E c’è un’altra cosa che accomuna il caso Stelvio a quello Antersasc: la non conformità alle regole. Non a caso il TAR ha accolto la sospensiva sulla strada oggetto di contesa, mentre molti già fanno notare come lo smembramento del Parco sia in contrasto con la Costituzione, che affida allo Stato e non alle amministrazioni locali, la tutela dell’ambiente. Insomma questa bassa manovra non ha nulla del rigore austroungarico, nulla dell’integrità ladina e nulla nemmeno del buonsenso italiano, che comunque aveva tenuto insieme e finora protetto questo parco che è (era) il più grande dell’arco alpino con i suoi 135 mila ettari estesi su 24 comuni.
Il rischio è ora che questo patrimonio naturalistico, vanto italiano fin dalla sua costituzione nel 1935, e che contiene decine di ghiacciai, duemila specie di fiori e piante, cervi, caprioli, marmotte, camosci, stambecchi, aquile reali e gipeti, venga messo al sacco. Il rischio non è solo l’introduzione del permesso di caccia nel parco ma più in generale lo “sviluppismo”, il consumo sfrenato del territorio come abbiamo visto fare ad esempio in Valfurva, dove si colse al volo l’occasione dei Mondiali per aggredire il territorio.
Contro questa decisione si sono alzate le voci di Giulia Maria Mozzoni Crespi presidente del Fai, di Legambiente, Italia Nostra, Club Alpino Italiano, del Fondo Ambiente Italiano, Federparchi, Italia

Nostra, Legambiente, Lipu, Touring Club Italiano, Wwf Italia. Pure la ministra dell’Ambiente Prestigiacomo era contraria alla decisione.
Non voglio avere pregiudizi, nonostante il “caso Antersasc”, contro re Durni che pure qualcosa di buono in questa regione l’ha combinato: aspettiamo di sapere quali linee guida verranno seguite e quali saranno le strategie di valorizzazione di questo grande patrimonio naturalistico. Io un modello in mente ce l’ho, è il Parc Naziunal Svizzer (mi piace il suono romancio), esempio in tutta Europa di rispetto della natura e della biodiversità, oltreché di ottima amministrazione: mi auguro che i nuovi responsabili del Parco vorranno andare a visitare una realtà che brilla per la propria eccellenza. Per quel che mi riguarda sono pronto ad organizzare questa spedizione e farne parte. Chissà che non ne nasca un bel gemellaggio.
Difendiamo la nostra natura, difendiamo il nostro Südtirol. Ricordiamoci che abbiamo bisogno di uomini veri, non di showmen dalle tante vanità che soddisfano qualcuno ma ledono alla collettività e che giocano a monopoli con il nostro territorio. Antersasc, lo Stelvio, i nuovi scempi a Sesto Pusteria: territori che non sono mica tuoi, caro il nostro Landeshauptmann.

michil costa

29 pensieri su “Questo posto non è mica tuo

  1. Gentile fam Costa,
    ho letto con interesse il suo grido di protesta.Ho goduto con rispetto delle zone da cui scrive, con la mia famiglia abbiamo osservato i cerbiatti, abbiamo sfamato gli scoiattoli, sciato e quant’altro godendone la bellezza. Non so se la sua paura dell’italianizzazione è legittima,dovrebbe parlare forse di regionalismo o di localismo; per quanto mi riguarda, penso piuttosto che a volte i nemici si nascondano più vicino alle nostre case , nella gente che sentiamo uguale e non in chi ci ammira e a volte esalta realtà di sogno, che poi sogno non sono. Auguro a Lei ed alla Sua terra tanta fortuna e che non diventi come spesso accade un mucchio di cemento e pilastri.
    Nonostante la distanza geografica (sono in Molise)le siamo più vicino di quanto non creda
    D.F. e fam.

    1. Gentile D.,

      sì, certo, lei ha perfettamente ragione. è che a volte sono deluso, deluso da tutto.
      Le brutture che hanno fatto in Italia negli anni 70 (e che ancora continuano a fare) ora le fanno anche qui da noi. Fino a pochi anni fa si faceva molta attenzione, ora anche qui da noi in nome del progresso causa la crisi economica (?) si consuma il suolo in modo pazzesco. Mi viene da piangere.
      Un dolomitico abbraccio

      michil

  2. F. e famiglia

    Caro Michil condivido pienamente la tua nota da una città quale Napoli(la mia ,la nostra città)di cui la classe politica ha fatto scempio!Tienici aggiornati sulla tua iniziativa svizzera ,se ci chiami siamo con te.I più cordiali saluti Massimo F. e famiglia

  3. G.

    Caro Michil sono perfettamente d’accordo con te. E se c’è qualcosa da firmare per allargare la protesta, fammelo sapere. Sono comunque socia del Fai e quindi sempre a fianco di Giulia Maria Mozzoni Crespi nelle sue battaglie. Il Parco dello Stelvio deve rimanere integro. Ma la cosa disperante sono tutti questi Scilipoti in giro e anche a me l’SVP ha fatto cadere le braccia per il suo comportamento in Parlamento. Un abbraccio grande al re degli Elfi

    G.

    1. michil costa

      Gentile M.,

      ma Lei non è un cliente. È un nostro ospite!
      grazie del bel pensiero. Lo farò appendere in bacheca, in mensa collaboratori.
      Ci ha dato una grande gioia, grazie.

      Saluti cari

      michil

  4. S.S

    Egregio Signor Costa,
    condivido il Suo pensiero riguardo alla spartizione del Parco (vogliamo continuare a definirlo Nazionale?) dello Stelvio. Il collasso di una civiltà si coglie anche dalle decisioni miopi e tutte tese al contingente dei nostri amministratori, pronti a barattare valori e ideali in cambio di un piatto di lenticchie per la cena di stasera, talvolta pure in buona fede o comunque affetti da troppa ingenuità. Ma quando il declino è palesemente grave come lo è ora, anche la buona fede e l’ingenuità sono colpe gravi se non sono corrette da un po’ di prudenza e lungimiranza.

    Colgo tutta la tragicità (in senso euripideo) della condizione di chi come Lei – come noi, mi permetto di dire – si trova impossibilitato a compiere il bene che vorrebbe e ad impedire il male che aborre.

    Non ci resta che continuare a “sensibilizzare” con ogni mezzo democratico i nostri governanti, perseverando nella speranza in un domani migliore, sebbene gli Scilipoti non mancheranno mai. La speranza consiste proprio nel tirar fuori con coraggio le nostre migliori energie per metterle al servizio di tutti.

    Grazie dell’attenzione, buon lavoro e un cordiale saluto

    S.S.

    1. michil costa

      Egregio S.S.,

      grazie molte delle Sue righe. Fanno riflettere.
      Spinosa parlava di “Deus sive Natura”; mi piace anche pensare all’anima mundi, il collegamento universale, tutto è connesso. Il matematico Lorenz diceva che una farfalla che sbatte le ali fa piovere a New York. Ma a volte sono talmente deluso, che davvero non riesco a trovare una spiegazione a tutte le cose che non vanno.
      Oggi sono stato al Garda a parlare dell’importanza del Silenzio e del biologico nell’alta ristorazione; salendo, in auto, ascoltato Battiato. Mi sono scritto le parole. Era il 1991. nulla è cambiato.

      “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!”

      Eppure dobbiamo confidare in un mondo migliore, abbiamo la responsabilità di diffondere armonia.

      Un saluto caro e grazie ancora dei bei pensieri

      michil costa

  5. R.L.

    Sehr geehrter Herr Costa !

    Ihre Ausführungen, das Stilfser Joch betreffend, habe ich mit großer Betroffenheit gelesen.
    Aber solange Italien von einem machtgeilen ( und nicht nur da), sich über bestehende Gesetze hinwegsetzenden Regierungschef geleitet (oder sollte ich sagen:manipuliert ? wird, der sich seine eigenen Gesetze macht), wird sich wohl da nichts ändern.
    Es sei denn, eine breite Phalanx stellt sich dem mit allen MItteln entgegen.
    Da ich selbst seit 44 Jahren in den Dolomiten im Winter bin, wird der Schnee wohl noch einige Sünden vor mir verbergen.
    Trotzdem sind die Dolomiten meine Bergheimat geworden und ihre unvergleichliche Schönheit fasziniert mich ,auch nach einem halben Menschenleben, jedesmal aufs Neue.
    Den Bemühungen in dieser Sache wünsche ich den bestmöglichen Erfolg,

    mit herzlichen Grüßen
    R.L.

  6. H.-U. J.

    Sehr geehrter Herr Costa,
    als Gegner eines anderen – in meinen Augen völlig überzogenen – Projektes namens “Stuttgart 21”, kann ich Ihre Gedanken sehr gut verstehen. Es mag in Stuttgart die Dimension des Eingriffes in die schützenswerte Natur zwar geringer sein, aber auch hier fallen hunderte von Bäumen (z.T. älter als 200 Jahre) der Säge zum Opfer. Denkmal geschützte Bausubstanz wird abgerissen! Und das alles für die bessere Mobilität (Zeitgewinn nach München 10 min.) und die Anbindung an eine imaginäre europäische Magistrale. Die Gegner sind die ewig Gestrigen und haben die Zeichen der Zeit nicht erkannt. Vor allem schwächen sie Wirtschaftskraft und Wohlstand des Landes!
    Die Problematik schwieriger geologischer Verhältnisse von insg. 60 km Tunneln in Karst und Gipskeuper wird weggewischt!
    Und alles wird getragen von unserer Kanzlerin und dem Ministerpräsidenten (der mit seinen Alleingängen in mancher Hinsicht bei Herrn Berlusconi wohl in der Lehre war) unter dem Hinweis auf Parlaments – u. Gerichtsentscheide, bei denen nicht alle Fakten auf dem Tisch lagen.

    Auch bei uns denkt eine seit 58 Jahren im Bundesland regierende Partei sie könne sich alles erlauben.
    Möge Ihr Widerstand Erfolg haben!
    Mit einem “OBEB BLEIBEN”, dem Motto der Tiefbahnhof Stuttgart 21 Gegner grüsse ich Sie

    H.-U. J.
    —–Ursprüngliche Nachricht—–

  7. R.G.

    Grazie del messaggio, vengo sulle Dolomiti da quando ero piccola ed ho sempre adorato questi posti e tutti quelli che mi hanno insegnato il rispetto sia delle persone che della natura, purtroppo i ricatti politici colpiscono anche questi luoghi che dovrebbero essere più che tutelati, speriamo solo che si riesca a fermare lo scempio.
    Cordiali saluti.

    R.G.

  8. D.C.

    ALLA C..A SIG.MICHIL COSTA
    Egregio sig.Michil, apprezzo il Suo Hotel e naturalmente il Suo ristorante certamente di elevata qualita’ come di elevata qualita’ e’ il sistema turistico della Val Badia e comunque della stragrande maggioranza dell’Alto Adige in genere.
    Capisco smembrare il territorio di un parco nazionale possa avere piu’ riflessi negativi che positivi, non e’ difficle da capire.
    Ma non parlerei di “Italianizzazione nel metodo”,volendo per forza attruibuire a cio’ una valenza negativa, ne’ parlerei di mancata vittoria per il sistema “Sudtirol”, ricordandole che quello che Lei chiama SudTirol, e’ parte integrante dell’Italia cosi’ come I ladini ( che io apprezzo e stimo) sono chiaramente un popolo CHE NIENTE HA STORICAMENTE CULTURALMENTE E ETNICAMENTE IN COMUNE CON IL MONDO GERMANICO.
    Vada a studiare un po’ meglio la storia, bensi’ non quella scritta dagli italiani nel dagli austriaci, ma quella vera delle popolazioni che dice che se mai si vuole proprio definire un confine etnico linguistico questa andrebbe posto alla Chiusa di Bressanone e non certamente a Salorno, con la bellissima Val Badia parte integrante a pieno titolo dell’Italia.
    Sono un vs.collega perche’ anch’io ho un bell’albergo in area dolomitica e le assicuro che tutto bene con i fornitori Trentini, tutto bene con i fornitori Ladini, molti problemi invece con i fornitori di madrelingua tedesca, problem proprio in ordine alla correttezza e serieta’ commerciale.
    La cucina e’ cultura su questo non vi e’ alcun dubbio,ma fare politica dalla cucina e farlo dall’angolazione sbagliata.
    Non me ne voglia sig.Michil Costa, mi aspetto una Sua gentile risposta o a mezzo mail o a mezzo tel.335-8758439-
    Cordiali saluti e d aguri e grande stima per il Suo lavoro da parte mia.

    D.C.

    1. Gentile signor Costa,

      certo che Le rispondo.
      Nelle cose che faccio, in tutto quello che faccio, tento sempre di metterci quello che sta alla base della mia vita: un po’ d’etica, un po’ di serietà, un po’ d’allegria, un po’ di professionalità, coerenza e tanto rispetto per gli altri e per me stesso. tento di vivere una vita consapevole, conscio che tutto quello che faccio influisce su qualcosa o qualcuno.

      Credo di avere una cultura della tutela del verde e del paesaggio e conoscenza dei luoghi dove vivo; Conosco bene la storia, non abbia di che preoccuparsi. Sono stato a capo della Union Generela di Ladins per un po’ d’anni, so di cosa parlo. Amo la mia terra e vedo Bellezza e vedo anche cose e fatti che provocano in me ferite; e mi vien voglia di iniziare la guerra e di portarla in fondo vittoriosamente. Tante volte non ci riesco, altre volte sì.

      Non sono italiano perché italiano non mi sento. Sono felice di vivere in Italia e ho avuto tantissima fortuna a poter essere qui. con la tripartizione fascista le cose potevano andare anche peggio, molto peggio.

      Porto rispetto agli ospiti e pretendo che gli ospiti lo facciano nei confronti miei.

      Se Lei pensa che sia una sciocchezza quello che Le ho scritto è liberissimo di pensarlo. Però mi porti rispetto: così come io facco con lei.

      Se non condivide le mie idee, e non lo pretendo, usi parole pacate e le pesi. Credo però che Lei la mia newsletter non l’ha proprio capita. Mi pare di capire che Lei pensa che io sia un filo-tedesco magari di destra estrema e magari uno Schützen fondamentalista. Si sbaglia di grosso. Provi a rileggerla, poi mi dica. Con educazione però, altrimenti non la leggo. Di cafoni ce n’è già abbastanza in giro, non ho voglia di leggere brutture. Critiche sì, sempre.

      Distinti saluti

      michil costa

      1. D.C.

        Gentile sig.Michil Costa,

        Mi preme anzitutto ringraziarLA per la gentile risposta segno di una naturale predisposizione al confronto, cosa che costituisce la base per ogni naturale convivenza e crescita civica.

        Ho capito credo bene il contenuto della Sua, e’ chiaro che muove anzitutto dalla comprensibile e condivisibile indignazione tipica di che ha un animo verde ed ecologista come LEI ( e che in gran parte condivido ) anche se nello stesso tempo non posso non farLE notare che altrove proprio i verdi e gli ambientalisti in genere non avrebbero permesso tuttti quegli impianti di risalita e quelle piste bellissime che unitamente al Vs.lavoro,alla serieta’ ed impegno della Vs.gente ed alla natura fanno la fortuna anche del Suo Hotel e del Suo ristorante.

        Bellissima struttura la Sua ,che ho il piacere di conoscere, e LE assicuro che senza una “Singolarissima normativa antincendio che fa dell’Alto Adige-Sudtirol” un’isola a parte nel panorama del ns.paese ,ebbene altrove la sua struttura a mio avviso non sarebbe in linea con la legge antincendio. Ad esempio nella vicina Val di Fassa non lo sarebbe e questo e’ gia una sorta di concorrenza non leale, naturalmente incolpevole e non voluta.

        Io non amo molte cose dell’Italia, sono nato in Toscana anche se faccio il suo stesso mestiere in Trentino, provo una profonda disapprovazione per gran parte della cultura “meridionale” che tanto continua a condizionare questo ” mio” paese, amo la natura e la rispetto e stimo che si impegna per la tutela e la conservazione dell’ambiente;apprezzo e stimo i Ladini, alcuni dei quali(troppi) non conoscono la loro storia e realmente non sanno chi sono ne da dove vengono( non si puo costruire e rinforzare una coscienza di popolo seguendo i proclami e la politica della SVP, proprio da quelle genti che mille anni fa li hanno sospinti in alta quota sradicandoli dai fondo valle dell’Adige e dell’Isarco o assimilandoli con la forza vedi venosta val d’ega ecc).

        Si puo’ star bene con qualsiasi vicino e cercare di andare d’accordo con tutti, ma la storia dice che il Germanico non riesce da sempre a rimanere a casa propria, ha da sempre la cultura dell’invasione e spesso della sopraffazione.

        Ebbene si’, l’Italia ha conosciuto il fascismo che per le terre Ladine ha costituito un momento MOLTO TRISTE E BASSO, ricordiamoci pero’ della chiara e triste inversione di tendenza effettuata dall’Austria dopo il Risorgimento per diversi decenni ai danni delle popolazioni di lingua Italiana dell’Alto Adige ed anche del Trentino in parte. Ricordiamoci pure delle “opzioni” frutto

        dell’accordo fra il regime Fascista ed il Regime Nazista di fine anni trenta, per fortuna non andate in porto in ragione dello scoppio del conflitto mondiale.

        So bene che potremmo entrambi parlare e scrivere molto a lungo sull’argomento, ma come mai i LADINI non hanno voluto mai una provincia LADINA ??? Io la troverai il naturale sbocco della storia di un popolo che sotto il profilo culturale ha tutto il diritto a ritrovarsi unito anche dal punto di vista amministrativo. Ma nessuno la vuole veramente e questo per un chiaro ritorno economico.

        Ho ben capito che la Sua lettera e’ centrata in larga maggioranza su problemi etici ed ambientali, ma per cortesia non usi l’aggettivo “Italianizzazione” volendo giocoforza contrapporlo al sistema Sudtirol e attribuendogli quindi una valenza negativa.

        Io mi sento Italiano anche se disapprovo molte cose del “mio” paese, un paese comunque che detiene circa il 50% del patrimonio artistico e culturale del mondo(questo non lo dico io) non puo’ essere un paese da trattare in malo modo.

        Le ricordo comunque che la “vera patria e’ LA LINGUA ” e LEI scrive in Italiano molto bene:!!

        La saluto cordialmente – D.C.

  9. D. L.-J.

    Dear family Costa,

    We appreciate your contact and we love our collection of china hearts. They hang on the wall of our flat here in the French Alps and are enjoyed by many visitors. Thank you.

    Our son, Simon and his wife much enjoyed their stay with you in January.

    We read your concerns about your beautiful National Park. May you preserve it and its special features in spite of the changes.

    Sincerely D. L.-J.

  10. P.C.

    Carissimo Michil,

    Le scrivo dopo aver letto la sua mail di oggi in merito al Parco dello Stelvio.

    Io sono uno di quegli Italiani a cui piace la Val Badia. Ci vengo ininterrottamente dal 1991 e anche quest’anno ho passato le vacanze invernali nella Vostra splendida località. La sua affermazione non mi offende certo, sono conscio di tutti i difetti dello stato Italiano e delle difficoltà che incontrano Imprese, lavoratori e cittadini per l’inadeguatezza dei servizi che il bel paese offre in proporzione alle imposte che si pagano (naturalmente questo discorso vale per chi come me le imposte le ha sempre pagate).

    Mi permetto solo di ricordare che la Vostra efficienza, l’eccellenza del servizio pubblico la qualità della Vostra vita è dovuta si alle Vostre capacità ma soprattutto grazie ai soldi che avete a disposizione per lo Statuto speciale di cui godete. Le ricordo anche che l’autonomia di cui ora gode la provincia di Bolzano è stata ottenuta anche sotto la spinta degli atti terroristici da parte di estremisti.

    Il presidente della Vostra provincia che Voi avete eletto ha uno stipendio che è superiore a quello del presidente degli Stati Uniti ed è il presidente che Voi avete votato e che ora forse ha barattato gli interessi del Vostro territorio con degli interessi di tipo speculativo come Lei stesso scrive ! Ecco quello che ci accomuna noi Italiani e Voi dello splendido Sud Tirol, è che abbiamo entrambi dei politici che noi stessi abbiamo votato ma che se ne fregano degli interessi degli elettori e della tutela del territorio in cui tutti viviamo.

    Ha ragione non mi offende quando dice che anche da Voi si sta assistendo ad un fenomeno di italianizzazione, la cosa che mi offende però è sentire i suoi concittadini di tutte le generazioni disprezzare gli Italiani. Questo mi creda accade molto sovente e quello che mi fa più rabbia è che questo disprezzo e odio e vivo anche nei più giovani. Personalmente ai primi di gennaio ho sentito un ragazzino (avrà avuto 10 anni dello sci club Ladinia che si stava allenando insieme al figlio di un mio amico) parlare male degli Italiani in Ladino (qualche parola la capisco visto che sono vent’anni che vengo a Corvara mediamente 40 giorni nella stagione invernale).

    Sarebbe forse opportuno che Lei, fra i tanti nobili impegni di cui si fa carico per difendere e promuovere il Vostro territorio, si prendesse anche l’onere di spiegare ai Sud Tirolesi, che se oggi possono essere presi a modello questo lo devono in parte, anche ai soldi che i cittadini e lavoratori Italiani hanno messo a disposizione delle regioni a Statuto autonomo. Credo che anche da Voi manchi un pizzico di coerenza come da noi in Italia.

    Buona giornata

    P.C.

  11. B. D.V.

    Gentile Signor Michil Costa,

    ho ricevuto con grande piacere la sua e mail sulle sorti del Parco dello Stelvio.

    Mi ritengo onorata di conoscere il pensiero di una persona come lei, che stimo e conosco da quando ero bambina e mio papà era Suo ospite al Perla.

    La val Badia è magica, ogni fine settimana che vengo a sciare o a camminare resto incantata dalle bellezze che mi circondano.

    Lei valorizza e ama la sua terra, ha perciò pieno titolo ad esprimere il Suo dissenso per quanto avvenuto.

    La prossima volta che verrò nella Sua Stua, spero di avere l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con Lei.

    Buon lavoro e mi saluti il Sella

    B. D.V.

    di Domegge di Cadore

  12. R. A. O.

    “It was for the love for which the hunter has for living things, and which
    he can only express by aiming his gun at them” Italo Calvino, The Baron in
    the Trees.

    When man came down from the trees and learned to make fire which in turn
    allowed, by mistake, for cooked food and the enlargement of man’s brain,
    ambition was also created…..acerbated. This thing, ambition, has been
    and
    will be the ruin of man, for not all men love nature.
    Many men believe they can out do nature…..that somehow they are better
    than nature and not a product of nature for men are a controlling specie
    whom all wish to be like gods. In America, where ambition knows no
    bounds,
    it is a constant war between those whom love nature and those whom pretend
    to love nature for the sake of making ever more money.
    For over thirty years I have piloted ships from Seattle, to Skagway,
    Alaska
    via the inside passages of British Columbia. I know better than most the
    ethics of the people of the Pacific Northwest and Alaska. For the most
    part,
    the people of the the Pacific Northwest love nature, provided they can
    have
    all of the products and means produced by man, that will allows them the
    illusion that they are enhancing their experience with nature. Yet, it is
    these same man made ambitious products that are ruining nature. Many
    people
    moved to Alaska, not because of their love for nature, but their need for
    jobs. Oil and the building of roads provided the way, however, once this
    class of people were abel to accumulate money via jobs they did not have
    in
    the lower
    48 states, their values began to change and their demands for more roads
    and
    tourism never cease. Many of the quint unique towns of Alaska have and
    continue to be ruined as they metamorphosis in to small forms of
    Disneylands. In short, the people of Alaska, if it were possible, whom
    because of their oil riches, no longer wish to be part of the U.S.
    or planet, would like to have roads that would take them to Nordstroms in
    Seattle or build bridges and roads to the countless islands of Alaska that
    go nowhere yet do produce millions of dollars for the companies that make
    and build roads. Politics in Alaska, like in the rest of the world for
    centuries, are really a means for men of ambition to earn and add to money
    they already have; if they have to destroy nature, so be it. For the few
    that are in balance with nature and enjoy the natural forces of nature it
    is, I am afraid, will always be a constant battle to save nature. In the
    end it will be nature who and always controls man that will win and no god
    will appear to correct the mistakes of the imperfect creature that the
    gods
    supposedly made.
    Keep writing and fighting for nature. I find you style of writing
    interesting; it has a mix of European with American touches. I would like
    to know more of your background.

    R. A. O.
    Bend, Oregon

  13. S.C.

    Gentile Signor Costa,

    le arrivi tutta la mia solidarieta’ !!!!!!!!
    Ci tenga informati nel caso attivi qualsiasi iniziativa anche preventiva.

    Cordiali saluti a tutta la famiglia

    S.C.

  14. agm.

    Caro Michil,

    hai troppa ragione: il modo per far tornare indietro la decisione c’e’. mi sembra di capire che la legge del piu’ forte in questo paese vale sempre di piu’! bisogna far tremare il/i “nemici”: con ogni mezzo.

    un abbraccione

    agm.

  15. N.P.C.

    Gent.mo sig Costa,
    sono stata ospite del suomeraviglioso albergo nel 2007 con mio marito e mia
    figlia.Purtroppo non siamo più ritornati,i progetti non sempre riescono,per
    la perdita improvvisa di mio marito.Sia io che mia figlia serbiamo con gioia
    il ricordo di quei giorni trascorsi nella sua casa.spero di ritornarci al
    più presto anche con gli altri due bimbi.Sono contenta di ricevere le vostre
    mail in merito ai vostri pensieri.Sono un’insegnante e proprio oggi ho
    svolto la mia lezione sul testo da Lei inviatomi dal titolo”non è tuo”.ho
    letto ai ragazzi il testo e insieme hanno commentato quanto segue:”aiutiamo
    il sig.Costa nella lotta per lo smembramento del Parco Naz.dello Stelvio”,”I
    nostri antenati hanno lottato per migliorare la qualità della
    vita”,”Sosteniamo il Sig.Costa e a voce alta gridiamo NO”.Liceo scientifico
    Nitti di Napoli.
    Aspettiamo il lieto fine della storia.
    saluti e a presto.
    N.P.C.

    1. Gentile N.,

      grazie della Sua mail.
      Sono spiaciuto per le cose che Le sono accadute; Lei pensi però che Suo
      marito ora sta molto bene, la protegge e la fa anche da guida. In più gli
      piace vederLa sorridere; il sorriso contribuisce a diffondere armonia, a
      rendere il mondo migliore.
      Mi ha scritto tante belle cose, mi sono commosso. Grazie tantissime delle
      belle parole, dei nobili pensieri che ha anche portato ai suoi ragazzi.
      Continueremo, insieme, a rendere il nostro pianeta più bello.
      È bello sapere che c’è un’Italia che al bunga bunga preferisce pensare
      pensare, l’Italia che sa distinguere e che sa indignarsi. Gran bella cosa
      che proprio a Napoli – città catalogata, purtroppo, anche, dei rifiuti, ci
      sia questa sensibilità rispetto all’ambiente. Amo Napoli, la trovo
      bellissima, e, e la Sua mail me lo conferma, con delle persone sensibili che
      vivono consapevolmente e con grande rispetto per se stessi e per gli altri.
      Grazie.

      Saluti cari, sarebbe bellissimo rivederLa a Corvara.

      michil costa

  16. luigi Casanova

    Carissimo signor Costa,
    le devo inviare alcuni servizi importanti sulle Dolomiti e sul parco dello Stelvio. Forse li trova pubblicati sul sito di Questo Trentino. ma le aniciperei la dura relazione che terrò il 10 febbraio alla cabina di regia sulle aree protette della provincia di Trento: Ovviamente condivido ogni sua riga e soffro con Lei per quanto dolore viene portato sulle nostre terre, le Dolomiti.
    Mi faccia sapere come fare.
    Luigi Casanova portavoce di Mountain Wilderness Italia.

  17. F.G.

    caro Michill,
    questo posto invece è nostro o perlomeno di coloro che amano la montagna e la rispettano. Non lasciare che trasformino quello che la natura ci ha naturalmente donato senza chiederci nulla in cambio, solo rispetto. Confido nel tuo lavoro nel non lasciare che questo passaggio di competenze possa danneggiare le nostre montagne ed egoisticamente privarci ci quelle emozioni che si rinnovano tutte le volte che le guardiamo

    un caro saluto a tutti

    F.G.

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