No al 7 stelle del Ciampinoi

È di questi giorni la notizia che l’Assessore al Turismo Berger si è detto favorevole all’Hotel a 7 stelle da costruire a 2000 m di quota nella conca di Ciampinoi. L’intervista rilasciata a Maurizio di Giangiacomo sull’Alto Adige di ieri è interessante per vari aspetti. Vediamoli.

Intanto, dice l’Assessore, “valorizza” l’offerta turistica della nostra provincia e, avendo “dato un’occhiata” al progetto, trova che una struttura di quella qualità non potrebbe che “valorizzare” l’intera zona. A parte il fatto che una cosa di queste dimensioni a 2000 metri d’altezza meriterebbe di ricevere ben più di un’occhiata, prima di venire giudicata. Ma l’Assessore non è né un architetto né un urbanista, e gli si può concedere che, avesse anche dato un’occhiata approfondita, non ci avrebbe comunque capito un’acca. Ma l’Assessore Berger ha una fissazione: “valorizzare”. Devoto-Oli, alla voce “valorizzare”: rendere fruttifero un bene potenziale (v. una zona turistica, v. una fonte termale”).

È l’offerta turistica della nostra Provincia un bene potenziale? No, essa è un valore reale, ed è quanto il comparto industriale del turismo può offrire, in termini di servizi, ai turisti. In quanto tale non ha bisogno di essere valorizzata, perché essa non è, appunto, potenziale, ma reale. È la conca di Ciampinoi un bene fruttifero che merita di essere sfruttato per mezzo di una colata di cemento che divorerà un territorio di altissimo pregio ambientale, in quelle Dolomiti da poco promosse a bene dell’umanità? Secondo me no.  Andiamo avanti. Berger sottolinea come non si trovi tutti i giorni qualcuno disposto a investire 40-50 milioni di euro. E allora? A chi torna utile l’investimento, se non all’imprenditore stesso (una suite costerà 5500 euro a notte)? Se qualcuno ci guadagna sopra a parte lui, e qualcuno ci sarà di sicuro, questi non saranno i gardenesi né gli altoatesini in genere, ma i membri del club politico-imprenditoriale che da molti anni sottomettono ai loro privati interessi la conservazione dell’ambiente e dei beni culturali che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono di tutti. Continua Berger: “la superficie per posto letto supera i limiti massimi oggi previsti, ci vorrebbe un’autorizzazione speciale che comporta anche una decisione di carattere politico”. E siccome l’Assessore Berger ha detto che a lui piace, piacerà di certo anche al capo, e all’Assessore Laimer, che siccome non ha niente da dire su Carezza o sui Prati di Koja, o su Sonnenburg-Castel Badia, o sulla nuova Cantina di Gries, per dire, non avrà niente da dire neanche su Ciampinoi. Però, siccome ha anche la delega sull’energia, sarebbe interessante sapere cosa pensa di una struttura di quel genere, che verosimilmente sarà un micidiale divoratore di energia, alla faccia della protezione dell’ambiente e del clima. Berger aggiunge: “Per il resto, dal mondo turistico ho sentito fino a questo momento molti commenti positivi: sarà inevitabilmente un polo d’attrazione in più per la nostra terra, aumenterà il valore qualitativo della zona. Non mi sembra che ci possano essere molti dubbi a riguardo”. Non deve avere parlato con il mio amico albergatore Michl Costa, che si batterà finché avrà fiato in corpo contro questa porcheria. E poi Dio ci scampi da coloro che non hanno dubbi. Aumenterà il valore qualitativo della zona? E come può una costruzione a quella quota, in quel contesto, con quelle dimensioni e con quel target, rappresentare un aumento del  “valore qualitativo della zona”? Sarà l’esatto contrario, perché il valore della zona è costituito dalle bellezze ambientali e  paesaggistiche, non da una specie di Billionaire cafone per nuovi ricchi, sia pure progettato da una archistar. Berger non crede che avrà un impatto negativo sul paesaggio. Come può dire una cosa così? Egli “crede” o “sa”? Berger aggiunge: “Chi pensa che a 2000 metri andrebbe offerto solo pane e formaggio, sicuramente non ci soggiornerà”. È evidente che chi pensa così, e io la penso così, non ci soggiornerà, ma il patrimonio ambientale dell’Alto Adige è anche di chi mangia pane e formaggio e gli va di poterlo fare a 2000 metri di quota senza doversi sentire in imbarazzo per la volgarità di chi, avendo i soldi, deturpa un bene di tutti con il consenso della politica.

Umberto Tecchiati, Presidente di Italia Nostra  – Bolzano

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