Correva l’anno 1987…

… Quattro amici al bar non volevano cambiare il mondo, aspiravano però a coinvolgere, nel loro entusiasmo, amici che sapessero andare in bicicletta. Quel dì, il 12 luglio, in una fredda mattinata che sembrava d’inverno, si trovarono in 167. Faceva quasi tenerezza quella gara. A cronometrarli tutti e a segnare il tempo uno a uno, a mano, così pochi poi non erano. E la sera, davanti a un gran calice di birra ci si raccontava l’impresa amplificandone i contorni e trasfigurando le azioni forse a grosse parole, forse con una cronaca fedele, ma sicuramente esaltando quegli eventi appena vissuti. Non è cambiata in 25 anni la storia di valori come l’amore per la fatica che ancora si alimenta della poesia dell’entusiasmo. È cresciuta quella corsa; è diventata passione condivisa pur conservando al tempo stesso quello Zeitgeist, lo sconfinamento del presente nella grandezza della storia, una serie di azioni contingenti che nascono già pronte a trasformarsi in memoria. Migliaia di persone ancor prima che personaggi inseguono ostinatamente un sogno; praticano il loro movimento lento e contemplativo alla ricerca di qualcosa che è in chiunque abbia vissuto questa straordinaria esperienza. È la ricerca della purezza, di una visione dentro di sè che si abbandona a una visione onirica mentre aspira a superare il limite. È la ricerca di Bellezza. Chi pedala non è concentrato solo su se stesso, ma si apre verso gli altri con un sorriso complice o con un grido di incoraggiamento a chi crede di non farcela. Quella Maratona, è dura, ma ciascuno sa che un incitamento al più debole non aiuta solo chi crede di non farcela, ma esalta il senso di appartenenza e rinforza l’identità del gruppo. Ciò che conta è esserci tutti, esserci fino in fondo. Insieme a Laureus vogliamo dare un contributo concreto ai più deboli, un aiuto che farà sentire meno soli coloro che non hanno avuto dalla vita quello che abbiamo avuto noi. Da animali sociali è un obbligo avere la consapevolezza della responsabilità di ogni nostra azione. Sì, quei quattro amici al bar un pezzo di mondo l’hanno cambiato. Per noi, quest’anno, in un bel legame con Laureus, insieme a persone-personaggi di valore, sarà un “saggio” di vita verticale, sarà un volgere lo sguardo verso l’alto, sopra quelle dolomitiche cime, sarà l’aspirazione di riuscire in un’impresa comune facendoci ispirare da quelle pareti del Sella, godendo della magia del tempo presente, per poter dire, a fine serata, davanti a un gran calice di birra: io c’ero.

Michil Costa

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