Storia dei ladini delle Dolomiti…

… per conoscere l’anima delle Dolomiti

In Alta Badia l’appuntamento conclusivo dell’ottava rassegna d’incontri con l’autore “Un libro, un rifugio” si terrà venerdì 19 agosto, alle 17.30, presso la sala manifestazioni di Corvara.

Werner Pescosta, autore del libro “Storia dei ladini delle Dolomiti”, parlerà di leggende, storia, lingua, politica e vita quotidiana nelle valli dolomitiche, spiegando cosa vuol dire conoscere le Dolomiti e quella che può essere considerata la loro anima, la minoranza ladina. La proclamazione delle Dolomiti a patrimonio naturale dell’umanità nel 2009 ha certamente fatto balzare il loro grado di notorietà ai massimi livelli. È perciò ancor più curioso pensare che per molti secoli i cosiddetti “Monti Pallidi” sono stati esclusiva dei pochi abitanti che vivevano nelle strette vallate e di rari, occasionali visitatori.
La storia “moderna” delle Dolomiti inizia, infatti, soltanto a partire dal 1796, anno in cui il geologo francese Déodat de Dolomieu scoprì alcune caratteristiche particolari della pallida roccia. Successivamente queste montagne iniziarono ad attirare prima l’attenzione di geologi, geografi e alpinisti, per diventare poi nel corso degli ultimi 60 anni una delle mete privilegiate da milioni di turisti. Ma quanti tra questi conoscono veramente le Dolomiti?
Conoscere le Dolomiti non vuo dire sapere solo la loro ubicazione geografica, o il nome delle cime o delle vallate: ciò sarebbe molto limitativo, così come lo sarebbe il percorrere gli affascinanti sentieri ammirando esclusivamente il paesaggio.

Per conoscere le Dolomiti bisogna addentrarsi nel mondo delle leggende, scoprire la storia, i personaggi, le tradizioni, in parte dimenticate, ma che sono ancora in grado di affascinare, di donare emozioni a bambini e adulti. È dunque importante andare oltre la semplice ammirazione del paesaggio e rivolgere lo sguardo a quei tesori altrettanto preziosi – come le leggende, la cultura e la lingua ladina – tramandati di generazione in generazione da un esiguo numero di persone che da tempo immemore abita qui, tra queste montagne. Soltanto così si può conoscere quella che é la vera essenza delle Dolomiti.
E il libro sulla storia dei ladini che l’autore Werner Pescosta presenterà insieme a Michil Costa, imprenditore ambientalista fautore di un turismo sostenibile a livello ambientale e sociale, e a Leander Moroder, direttore dell’Istituto Culturale Ladino “Micurà de Rü”, presta attenzione proprio a questi aspetti più nascosti dell’area dolomitica, poichè soltanto attraverso le antiche leggende l’uomo moderno può ritrovare il fascino dell’immaginazione e visualizzare la poesia delle favole, soffermandosi ad esempio sulle rive di un torrente o di un lago di montagna. Conoscendo la storia, invece, può provare l’emozione di ripercorrere sentieri che furono teatro di guerra o ritrovare luoghi, oggetti, personaggi, protagonisti del passato e del presente sulle Dolomiti ladine…
Ad accompagnare la presentazione ci sarà il quartetto maschile “Cuartët Göma” di San Martino in Badia, che canterà alcune canzoni ladine tradizionali, ed il noto pianista Alessandro Trebo.

Un pensiero su “Storia dei ladini delle Dolomiti…

  1. Convocazione primo incontro organizzativo – Assemblee popolari il 15 ottobre

    Erste Einberufung zur Organisation von Volksversammlungen am 15. Oktober

    Il 7 settembre alle 18.00 nella sala teatro del centro giovanile Via Vintola, in via Vintola 18, si svolgerà il primo incontro organizzativo della giornata mondiale indetta dai cosiddetti Indignados spagnoli. Anche se non siamo spagnoli e magari sceglieremo uno stile differente, abbiamo molto da indignarci.

    Am 7. September um 18.00 Uhr im Theatersaal des Jugendzentrum Vintlerstraße, in der Vintlerstr. 18, findet das erste Treffen zur Vorbereitung der Veranstaltungen im Rahmen des internationalen Tag der spanischen Empörten statt. Auch wenn wir keine Spanier sind und möglicherweise einen anderen politischen Stil pflegen werden, haben wir trotzdem Gründe zur Empörung.

    Durante questo incontro i partecipanti dovranno definire:

    •luoghi/città in cui si svolgeranno le assemblee popolari
    •le tematiche principali
    •la modalità di discussione e partecipazione durante le assemblee
    •lo stile di comunicazione politica dell’evento
    •le modalità di finanziamento
    •preparazione delle finalità degli eventi (documenti finali, prossimi incontri, iniziative solidali a livello europeo)
    In diesem Treffen werden die Teilnehmer Folgendes definieren:

    •Orte/Städte in denen die Volksversammlungen stattfinden
    •Hauptthemen
    •Diskussions- und Partizipationsmodus in den Volksversammlungen
    •Politische Kommunikation der Vorbereitung und Veranstaltungen
    •Finanzierung
    •Vorbereitung und Ausarbeitung der erarbeiteten Resultate (Abschlussdokumente, weitereVeranstaltungen, solidarische und europäische Folge-Initiativen)

    Tutti gli attori della società civile sono invitati. I rappresentanti istituzionali dei partiti possono rappresentare solo se stessi. Non saranno ammessi simboli di partito durante le assemblee popolari. L’iniziativa deve rimanere apartitica! Quello che conta sono i temi e le proposte dei cittadini e delle persone.

    Alle Akteure der Zivilgesellschaft sind eingeladen. Die Vertreter der Parteien dürfen nur sich selbst vertreten. Es werden keine Parteisymbole bei den Volksversammlungen zugelassen. Die Veranstaltungmuss parteilos bleiben! Was zählt sind die Vorschläge und Meinungen der Bürger und Personen.

    E’ auspicabile che a partire dal 7 settembre si formeranno gruppi di lavoro specifici (informatica, video e rete, logistica, finanziamento, preparazione tematica, mediazione partecipativa delle assemblee, intrattenimento e musica).

    Es ist anzunehmen, dass am 7. September spezifische Arbeitsgruppen entstehen werden (medialeVernetzung, Video und Medien, Logistik, Finanzierung, Themenvorbereitung, Diskussionsmoderationbei den Volksversammlungen, Unterhaltung und Musik).

    La proposta iniziale per limitare il raggio d’azione tematico delle assemblee popolari è quella di definire due blocchi tematici distinti:

    1.cause apparenti e possibili conseguenze delle privatizzazioni dei beni comuni – crisi finanziaria, crisi del debito degli Stati europei, rispetto del voto popolare dei referendum del 12-13 giugno, resistenza popolare alle privatizzazioni dei servizi pubblici in Sudtirolo.
    2.democrazia sana – a quali livelli è necessaria più partecipazione, l’iniziativa della Democrazia Diretta al secondo anniversario del voto referendario, antipolitica, questione morale e movimento popolare in Sudtirolo.
    Questa proposta non è in alcun modo blindata! Vuole essere un incentivo alla discussione in rete prima del incontro del 7 settembre.

    Um den Diskussionsradius überschaubar zu halten, beschränkt sich der erste Vorschlag auf zwei Themenblöcke:

    1.Angebliche Gründe und mögliche Folgen der Privatisierung von öffentlichen Diensten – Finanzkrise, Schuldenkrise der Staaten, Achtung des Volksentscheid am 12-13 Juni, Bürgerwiderstand gegen Privatisierung in Südtirol.
    2.Gesunde Demokratie – auf welchen Ebenen brauchte es mehr Partizipation, die Initiative der Direkten Demokratie am zweiten Jahrestag der Volksbefragung, Antiberufspolitik, die moralische Frage und das Verhältnisse zu den Bürgerbewegungen.
    Dieser Vorschlag ist absolut nicht bindend! Er soll ausschließlich der Diskussion im Netz bis zum 7.September dienen.

    Ci organizzeremo nella rete e ci abbracceremo il 7 settembre! Sudtirolo InMovimento!

    Wir organisieren uns im Netz und umarmen uns am 7. September! Südtirol InBewegung!

    Max Benedikter

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