Cento parole

Chi ha voglia di mandare un romanzo in massimo 100 parole?
Ecco il mio:

Cra cra. Il gracchiare del corvo sotto alle nubi sospese copre il rumore dei miei passi. Soffici affondano nella fresca neve.
Nell’osteria giocano a carte; Filomena mi serve lo strudel con la salsa di vaniglia calda.
Rifiuto la grappa, voglio ancora salire su quel pendio. Un boato L’avessi bevuta, non fossi partito, avessi ascoltato quel paesano…Maledetta valanga. Mi tireranno fuori, ma quando, quando? Non sento più ne i piedi ne le gambe, non ho freddo. Elisabetta, le due piccole, dove saranno ora? Sono stanco. Devo aspettare, posso dormire.
Cra cra cra così gracchiava quel nero corvo in quel nero giorno.

Un pensiero su “Cento parole

  1. Silvia Corti

    Salve, signor Costa!
    Non so quasi nulla di Lei, eppure oggi ho visto su Rai5 un servizio sulla Sua famiglia (“Dinastie”) che mi ha colpito. E mi ha fatto anche venir più voglia di visitare le Dolomiti, che non conosco affatto! Più di tutto mi hanno colpito le parole sulla sua esperienza di vita, l’amore per i “suoi” luoghi, le montagne, la natura. E’ raro sentir parlare un perfetto sconosciuto e trovarlo immediatamente interessante, tantomeno in televisione! E ora mi ritrovo sul suo blog, e scovo questa “sfida” delle Cento parole, e io a queste sfide non riesco a resistere, visto che sono una “scrittrice” in erba…Così ci provo! Vediamo se in cento parole riesco a far capire qualcosa di me…Ancora complimenti per quello che ha detto, il giorno che mi deciderò a passare dalle sue parti, spero di incontarla e di fare quattro chiacchiere!

    ED ECCO LE MIE CENTO PAROLE:

    “Non era una serata da festeggiare: mi sentivo svuotata, colpevole, eppure finalmente onesta. Le nostre lacrime si erano mescolate in un bacio, l’ultimo. Scesi dalla macchina e corsi senza voltarmi, se l’avessi fatto l’avrei visto distrutto dal dolore, e immaginarlo soltanto era già insostenibile.
    Quella sera sei venuto a prendermi, tu avevi già programmato tutto, tutto il tempo che avremmo trascorso da quel momento in poi: ogni sorpresa, ogni viaggio, ogni regalo, erano già tutti nei tuoi pensieri , perchè avevi vinto la tua personale battaglia, senza colpo ferire. Piangevo ancora, mentre versavi lo spumante. Le prime bollicine erano fuoco.”

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