Marcia del silenzio

Alla Marcia del Silenzio organizzata alle Tre Cime di Lavaredo da Mountain Wilderness domenica 19 febbraio hanno partecipato, nonostante il tempo molto incerto, cento persone fra ciaspolatori, scialpinisti e camminatori.

di Luigi Casanova, portavoce di Mountain Wilderness, Italia

Oltre a Mountain Wilderness erano rappresentate sedi della TAM-CAI, della LIPU, del WWF e di tanti comitati che lavorano su problemi specifici del territorio, come ad esempio “Per Altre Strade”, il gruppo che opera per contrastare la costruzione dell’autostrada del Cadore. Graditissimi sono stati gli auguri inviati dal presidente onorario del WWF, Fulco Pratesi.
Nonostante il tempo incerto, gli escursionisti sono saliti al rifugio Auronzo mentre iniziava a cadere una leggera nevicata. Una volta raggiunta la meta Il presidente di Mountain Wilderness Carlo Alberto Pinelli (giunto appositamente da Roma) ha ricordato il senso della manifestazione: si vuole ricostruire un senso alla montagna, oggi divenuta periferia delle città. Con una specifica identità, con autonomia, senza dover scimmiottare i comportamenti ed i ritmi della vita quotidiana. Anche per questo si chiede il recupero del valore del SILENZIO. Ecco quindi la coerenza delle azioni di MW: contro l’eliski, ovunque, contro i quad, contro le motoslitte. La manifestazione non è rivolta contro gli abitanti della montagna cadorina, anzi, si prende atto della regolamentazione in vigore sul territorio di Auronzo. Si chiede invece a gran voce che il Parlamento inserisca in tempi brevi la regolamentazione delle motoslitte nel Codice della strada. Sono più di 50.000 le motoslitte che frequentano la montagna italiana: in alcuni casi, anche in Cadore (vedi Lozzo), ma in Valcamonica, Val Brembana, zona dello Spluga e sull’Appennino si arriva ad assistere a veri e propri motoraduni che solcani i versanti e disturbano la fauna selvatica, rompono equilibri delicati e fragili.
Vittorio de Savorgani ha riassunto gli impegni complessivi di MW: Marmolada, con la costruzione di un piano d’area di sviluppo equilibrato; difesa della Foresta del Cansiglio; difesa paesaggistica del Monte Bianco; impegno lungo tutta la dorsale appenninica.
Gli amici delle diverse sezioni CAI-TAM hanno portato anche il loro contributo sollecitando gli amministratori ad avere coraggio e liberare le montagne dai troppi inutili rumori.

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