2 pensieri su “Le valli e lo sviluppo

  1. “Scrive Michil Costa in una lettera al corriere della sera in risposta all’articolo del giornalista Franco Brevini apparso alcuni giorni fa riguardante l’alto adige e la sua vulnerabilità difronte a certi fenomeni meteorologici. in verità l’articolo si riferiva ad una vulnerabilità acquisita nel tempo e non la vulnerabilità innata, quella – per intenderci – naturale che si ha verso la natura in generale quando si gioca ad armi pari. il giornalista parla di una vulnerabilità acquisita a compromesso di un incremento monetario. insomma: l’articolo spiega le cose che ben si sanno e cioè che a patto di aumentare gli introiti provenienti da turismo non si guarda in faccia a nessuno e tanto meno si guarda alla natura. si costruiscono strade, alberghi, piste da sci con seggiovie ed ultimamente pure tapis roulant lì dove proprio non fanno male soltanto all’occhio sensibile all’ambiente. il giornalista non elenca in modo così esplicito, ma si fa capire benissimo ed inoltre da prova di sé come ottimo conoscitore della zona e della sua complicata sensibilità. il nostro Michil Costa apprezza e aggiunge sia elogi che bacchettate all’amministrazione locale. con grande educazione e classe, anche se senza mezzi termini. poche parole. ma buone. termina la sua lettera al giornale con il consiglio di dare più importanza al Bip che al Pil. cioè più importanza al “benessere interiore percepito” piuttosto che al pil (quest’ultima abbreviazione che non necessità spiegazione, caso mai richiederebbe di essere esorcizzata). a questo punto vorrei prevenire le malelingue che hanno in un certo senso ragione, sì, a dire che è facile per un Michil Costa, nella sua situazione, predicare che il contante non sia poi così importante … ma che sbagliano pure, se non si pongono almeno la domanda sul perché altri nella stessa situazione continuino a tacere. una risposta forse la troviamo anche nel perché una notizia del genere la si debba leggere su giornali “fuori provincia”…”

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