Con pane e Südtirol la SVP si è scavata la fossa da sola

Tra mance e mancette –sempre in buona fede, e chi ne dubita?!- e problemucci vari ora davvero la Svp é terrorizzata per la paura di non superare la soglia per la Camera. Sono in fermento; hanno le convulsioni, si agitano, in preda a una nevrosi contribuiscono all’economia locale stampando l’opuscolo “Autonomie in Gefahr”, ma tutti capiscono: “Volkspartei in Gefahr”. Hanno seminato vento, raccolgono tempesta.
autonomie-in-gefahr-svpHanno abituato i sudtirolesi a non pensare che a se stessi, li hanno allevati nel Sudtirol-centrismo, hanno sparso a piene mani la sfiducia verso l’Italia, verso l’Europa, tutti pronti a opprimere questa povera minoranza, e ora che il sistema non regge più, che i flussi di denaro si interrompono, sono i Freiheitlichen a capitalizzare questo senso comune: se non ci possiamo fidare più di nessuno, via dall’Italia, via dall’Europa, Freistaat! E ogni patto con partiti nazionali è il tradimento della minoranza e dell’autodeterminazione. A Leitner & Co. Non serve far nulla: basta essere populisti quanto basta, moderati quanto basta, lodare la Svp del bel tempo antico e dire che oggi, la vera Volkspartei dei Südtiroler sono loro.
Qualcuno nel 2008 disse: contro l’ondata a destra facciamo barriera votando Svp. E un 4-5% di voti passò nelle ultime settimane dai Verdi (dati al 10% in tutti i più affidabili sondaggi) alla Svp. Ma l’esperienza di questa legislatura dell’illegalità ha dimostrato che la Svp non è la barriera, ma la causa della frana a destra. E’ la Svp che lavora per la destra tedesca, basta vedere i manifesti che ha appeso in queste elezioni. Alla destra bisogna opporre un “Gegengewicht” e questologo-verdi-grc3bcne-verc possono esserlo solo i Verdi-Grüne-Verc. Una forza politica diffusa in ogni angolo del Sudtirolo, ben presente nel mondo tedesco e ladino, che si rivolge alla parte più civile dell’elettorato proponendo una protesta contro gli scandali (che noi abbiamo contribuito a scoprire, dallo scandalo SEL a Kaufleute Aktiv), ma che propone un Sudtirolo aperto al mondo, conviviale, pacifico, pulito, mite, morigerato, responsabile verso gli altri, verso il futuro, verso il pianeta.

michil costa

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