Eppure è uno spettacolo, ahimè!

passo Giau

Ne parlano sempre tutti i ciclisti del passo più duro delle Dolomiti, e così lo voglio fare anch’io. Si tratta del passo Giau, versante sud.
È veramente ripido con i suoi 29 lunghi tornanti i quali supero grondando di sudore. Arrivo su e vedo il Nuvolau che si erge lì all’orizzonte.
È uno spettacolo che la natura mi regala, ma ahimè abbasso lo sguardo e vedo una valanga di metallo puzzolente che toglie poesia e bellezza a questo luogo incantevole.

Manuel Dellago, 14 luglio 2013

5 pensieri su “Eppure è uno spettacolo, ahimè!

  1. Otmar Frasnelli

    Se ne era già parlato e sarebbe veramente ora di farlo diventare legge: CHIUSURA AL TRAFFICO DALLE 8:00 alle 20:00. Chi vuole prenda l’autobus, vada a piedi, in bici, funivia … ma via le macchine !

  2. Maria Teresa

    Ma quando inizieremo a capire che la vita e’ vita, che la salute e’ un dono, e che non abbiamo fatto niente per aver le Dolomiti, eppure da noi si dice i siori, ci sentiamo i siori del mondo!!!

  3. qui rasentiamo l’ intolleranza .Le biciclette son fatte di cioccolata ? La fibra di carbonio …il tungsteno degli ingranaggi e molti altri materiali quali il silicone, la gomma, la vernice , l’ olio sintetico della catena ecc ecc son minori nell’ utilizzo che nel fare una moto ma quattro bici valgono una moto …certo non fanno rumore ,non si portano appresso 30 litri di benzina e 3-4 di olio…ma portano gente pari ai ciclisti ( spesso strafottenti e maldisposti con il mondo quando pedalano ma poi quando salgono sul porsche cajenna o sulla SUV di plastica indonesiana ti guardano con lo spregio che solo ai coglioni di razza riesce cosi bene…
    Caro michil io vado in moto,,,cerco di non fare il pilota in gara ,fotografo e spesso m i fermo ,godo immensamente del contatto con il vento…e con la vista totale…senza cruscotti o parasole .
    Mettiamolo sto pedaggio caro come uno skipass 40 € al gg e pranzo gratis con la vidimazione del tiket di ingresso …paghino moto, bici <( in misura proporzionale)paghino le auto paghino doppio i SUV e paghino le auto storiche che quanto ad inquinamento non le batte nessuno…
    chiudiamo la meta della baraccopoli dei venditori di polenta BIKE FREENDS, chiudiamo la metà delle finte malghe con la gelateria del corso…e le fragole spagnole, e mandiamo fuori dal sistema tutti glki imbroglioni montanari che vendono spalle affumicate per speck…uova conservate da mesi ..ragù di cervo che se va bene è alce o zebra ..funghi sempre anche quando non c'è un finferlo in tutte le dolomiti ..e altro che non dico per pudore e per vergogna .
    Le moto certo, le auto pure , le strade anche …tutta robaccia …..attendo di conoscere il business plan per rioccupare metà dei DOLOMITICI disoccupati ancorché furfantelli

    1. michil

      ah certo Claudio, vista così non hai torto. Solo che il mondo è fatto di armonia e come dice il mio amico Massimo Cacciari, l’armonia non è statica, non è divisione, è movimento dell’uno verso l’altro, è voglia di conoscersi, del sapere aude, del servizi della forza della ragione. Anch’io sono andato in moto per vent’anni, mi divertivo come un disgraziato su per questi passi. Salivo a forte velocità, esattamente come fa la maggior parte dei motociclisti che qui passano. Questo è il punto centrale. La velocità, il rumore. Comunque, al di la dei concetti pseudofilosofici e dei miei soliti discorsi da ambientalista -facilmente attaccabile peraltro, come d’altronde fai te, e questo lo trovo sempre un modo molto scorretto-, sostengo che dovremmo puntare su un turismo fatto di maggior consapevolezza, di lentezza tanto per intenderci. I ciclisti sono in fortissimo aumento nei paesi anglosassoni, è un trend che continuerà per i prossimi anni. E quindi la mia considerazione è: ma perché non provare? perché non provare a chiudere i passi tre ore al giorno, dalle 13 alle 16, vediamo cosa succede. Noi sulla bici abbiamo investito perché ci crediamo, e posso dirti che i risultati sono già arrivati. Perché non provare a fare una rivoluzione culturale? perché il Sellaronda estivo non potrebbe diventare quello che già è d’inverno per gli sciatori? Chi ha non ha la forza di salire in cima ai monti potrebbe godersi i passi salendo su un pulmino elettrico, scendere al Giau, rifocillarsi, guardare gli scalatori che finalmente potrebbero arrampicarsi su queste guglie senza paura di rompersi i timpani e risalire sul prossimo shuttle mezz’ora dopo. Le Dolomiti come grande parco naturale. Come una cosa speciale, da vivere in pace, come qualcosa di elitario. Un raduno di Porsche? -Macchine bellissime che ho avuto la fortuna di avere- Si deve chiedere l’autorizzazione, pagare tremila euro e passare all’ora che ti diciamo noi. Con quei soldi andiamo a investire nella strada. I muretti a secco che stanno crollando, le panchine che mancano, andremo a falciare i prati dove nessuno li falcia più.
      Ho visitato due o tre posti al mondo e posso garantirti che ci sono posti assai meno belli dei nostri che sono stati sfruttati, valorizzati (passami questa brutta parola) in tempi e modi a volte sconsiderati. Non ne va di fondamentalismi ecologici, ne va di turismo intelligente. E finché non si prova non posso accettare posizioni radicalmente contrarie. Mi si dimostri dati alla mano che la mia teoria non funziona e la accetterò, anche se contrario al rumore la accetterò perché non voglio uno spopolamento della montagna e nemmeno albergatori disoccupati. Non ti rispondo sulle altre questioni. Da albergo abbiamo stilato il bilancio del Bene Comune di Christian Felber e credo questo possa bastare per dare una risposta a tutto quello che dici. Ti invito a esserci il 27 agosto, e capirai di cosa si tratta. Comunque, e finisco, accetto ogni posizione, sempre nel rispetto delle persone perché credo nella bellezza. Perché la dignità dell’uomo é nel farsi molti e perché l’effetto più profondo della bellezza é quello di risvegliare armonia. E qui il cerchio si chiude e qui finalmente chiudo anch’io

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