Si può morire aprendo il gas della falsità

Ogni anno la stessa storia. Da un lato i motociclisti che continuano a fare il bello e il cattivo tempo sulle strade dolomitiche. Dall’altro i soldi spesi per campagne inutili, o forse utili solo a salvare la buona coscienza delle istituzioni. Qui bisogna scegliere, senza ricorrere ai soliti compromessi, alle solite multe, alle solite dichiarazioni di facciata. Vogliamo il Mugello intorno al Sella? Lo si dica chiaramente. Vogliamo inquinamento acustico, feriti, morti e distruzione? moto unesco
Bene. Allora avvisiamo i ciclisti di cambiare rotta, di andare a pedalare da altre parti. Le Dolomiti, patrimonio dell’umanità, sono in balìa di centauri che si credono tutti Valentino e soprattutto si credono i padroni della strada. Basta saperlo e fare di conseguenza una buona e corretta comunicazione. Non tanto ‘no credit’, quanto ‘no cyclist’ e di conseguenza ‘no future’. Ma che senso ha predicare il buonsenso? Non giova. Solo la mano pesante può essere efficace. Inutile nascondersi, ormai. Troppi sono i morti, troppe le lacrime, troppi i feriti, troppe le disperazioni. Basta con le parole vane come le multe. Basta prendersi in giro, come facciamo già su tante altre questioni. Kurt Vonnegut diceva “siamo quello che fingiamo di essere. Quindi dobbiamo stare attenti a quello che fingiamo di essere”. Che abbia ragione? Spacciamo il Südtirol Alto Adige come realtà incontaminata, con tanto di paesaggi incontaminati, ben sapendo di mentire.

Le bugie, si sa, hanno le gambe corte, e di falsità si può anche perire, come avviene puntualmente sulle nostre strade

Michil Costa, Alto Adige, 02/07/2015

15.07.02_AltoAdige

6 pensieri su “Si può morire aprendo il gas della falsità

  1. Verena Grones

    Michil carissimo,
    il bello e il cattivo tempo sulle strade dolomitiche lo fanno anche i ciclisti in queste calde giornate di luglio; è arrivata la carovana della Maratona Dles Dolomites!! Migliaia e migliaia di appassionati che scambiano i passi dolomitici per un velodromo a cielo aperto, beatamente pedalando in fila per 4 col resto di 2, buttando a destra e manca confezioni di barrette/gel (e chissà cos’altro), urinando ad ogni angolo di casa e per giunta con un’ ammiraglia alle spalle che scorta ai 10 km/h questi “amatori” che credono d’essere prossimi al professionismo.
    Le multe non farebbero male nemmeno a loro se venisse utilizzata la stessa coerenza, autovelox compresi.
    Se i morti sono rari in questo caso, c’è da ringraziare la pazienza dei “motorizzati”, elettrificati o meno che transitano insieme a loro sulle nostre magnifiche vie dolomitiche. Più spesso a farsi male ci pensano da soli, con la stessa incoscienza e spericolatezza che contraddistingue anche una parte dei motociclisti, senza fare di tutta l’erba un fascio.
    Vogliamo parlare della “distruzione” della natura???? Migliaia di freerider che accerchiano il Sella, scendono i passi lungo percorsi costruiti ad hoc in mezzo ai pascoli non sono certo ad impatto zero nonostante non emettano alcun gas nocivo. Figuriamoci quando oltre ad usare le piste create per le loro esigenze, si riversano sui sentieri faticosamente curati dalle associazioni alpinistiche. Anche gli amanti del trekking avranno di che lamentarsi prima o poi e gli incidenti capiteranno anche li. Basta solo dare tempo al tempo.
    Ci vorrebbe maggior rispetto e coscienza da parte di tutti, motociclisti, automobilisti e ciclisti. E poi diciamocelo Michil, la mobilità elettrica in pochi anni ha fatto grandi passi e fra un po’ avremo risolto anche il problema del rumore e dell’inquinamento senza nemmeno ricorrere alla chiusura dei passi ad orari prefissati; saranno sempre di più le auto e le moto elettriche; a cosa ci appiglieremo poi nei confronti di chi non usa la bicicletta?
    Vogliano il turismo (di massa)? Questo è un compromesso. Per chi vuole una montagna immacolata non rimane che un bivacco in qualche valle sperduta.
    Con sempre tanta stima, da una ciclista fodoma.

  2. Massimiliano

    Ciao Michil, buon pomeriggio.

    …parlando da innamorato di Madre Natura, da sportivo amante dell’attività all’aperto e, allo stesso tempo, da centauro, cercherò di essere quanto più trasparente possibile nel formulare il mio pensiero.
    Il patrimonio naturale, riconosciuto o meno dall’Unesco, deve essere difeso sempre e comunque.
    Difeso da chi, con volontà o per negligenza, rappresenta una minaccia, immediata o futura. Difeso da chi vede, in una montagna da scalare, un nemico sul cui corpo vinto abbandonare i resti della lotta (bottiglie, carte e altro). Difeso da escursionisti che usano i rami di un albero, vivo e possente, per accendere un fuoco, pensando di essere i protagonisti di Survive e poi lasciare le loro irrilevanti comunicazioni ai posteri incise sul tronco amputato. Difeso dagli sciatori che hanno il coraggio di bere una lattina gasata a 2000mt e lasciarla dentro la neve (tanto non si vede). Difeso dall’eccesso di impianti di risalita costruiti in ogni dove, senza un minimo di stile e rispetto, per una logica tesa solamente al profitto a scapito, appunto, della natura originaria del territorio. Difeso da chi pensa di trasformare le Dolomiti in un fast food vendendo panini di pessima qualità nutrizionale ad ogni angolo, come se l’uomo fosse stato creato per mangiare durante la fatica (brevemente, in assenza di zuccheri ingeriti, i livelli di insulina restano bassi e costanti, l’attenzione alta e i muscoli reattivi…). Difeso dal ciclista che si crede Pantani e che spesso rischia più del necessario, invadendo corsie opposte, mettendo a rischio la vita di chi sopraggiunge e…ancor di più difeso dal motociclista che si crede Rossi e che troppo spesso è convinto di avere uno sponsor sul sedere ed essere ad una curva dalla vittoria del mondiale, con Guido Meda che intanto lo incinta su Sky, perché entrambi possono incorrere in incidenti con più o meno gravi conseguenze e avere un impatto, più o meno evidente, sul territorio e sulle altre persone.
    Evidentemente, non è paragonabile l’impatto di un motociclista rispetto a quello di un ciclista sull’ambiente circostante, inteso come Natura e persone.
    Per questo motivo ritengo che sia necessario regolamentare gli “stormi di centauri” perché sono i veri responsabili degli incidenti, dei feriti e dei morti ma non si può pensare di impedire al motociclista (che, per definizione, non ha colpe, come tutte le figure generiche) di godere della Bellezza di Madre Natura in sella alla sua moto perché si creerebbe un paradosso: difendere la Natura limitando lo spirito umano. Creiamo già regole a sufficienza per essere sempre più ingabbiati e freddi.
    Un muro, al pari di una restrizione, può difenderci allo stesso modo di come può limitarci.
    Siamo sicuri di non riuscire a coesistere?
    In fin dei conti, pur essendo un velista, amo la tecnica che sta dietro ad un Wally Power 118, pur essendo uno sciatore, impazzisco nel vedere un Prinoth Husky risalire una pista nera spingendo quintali di neve e, pur amando passeggiate tra i sentieri di montagna, con lo zaino in spalla, bevendo dove possibile l’acqua che mi offre la Natura, sogno di percorrere quel paradiso anche in sella alla mia Triumph o al volante di una Porsche GT3, credendo fermamente di essere semplicemente me stesso, di non avere sponsor sul sedere e di essere un privilegiato a poter godere di tutto questo nel pieno rispetto di tutto e tutti.
    Se l’uomo saprà convivere nella diversità di usi e costumi, di aspirazioni e fonti di inspirazione, di passioni… si accorgerà che, in fin dei conti, l’umanità, così malata, è la cosa più bella che l’Universo abbia creato, la sua eterogeneità è la dimostrazione della sua perfezione e che tutti noi, in modo diverso, difendiamo semplicemente la voglia di lasciar respirare il nostro spirito libero laddove più gli è congeniale.
    Un abbraccio a chi si alza la mattina ringraziando l’Universo e rispettando la Vita, qualunque sia il mezzo con il quale la percorre.
    Un abbraccio a te Michil e grazie per queste riflessioni.

    Massimiliano

  3. Norbert

    Sì può far fallire un azienda chiudendo il gas alle motociclette? La risposta è sì.Sappiamo tutti che , Michil , vorresti i passi chiusi.ma così affonderesti un intero settore importantissimo per la nostra economia e per l occupazione. Tornando alle moto,un mese all’anno non credo porti scompensi così pesanti alla natura! perché di un mese di tratta! Noi operatori nei passi dolomitici viviamo del passaggio di mezzi motorizzati. (Bus ,auto e moto) limitando se non addirittura vietando il loro transito porterebbe ad un colpo letale la nostra attività! Ben vengano i ciclisti (lo sono anche io) e fermiamo a valle le moto con decibel assurdi. Un po di buon senso qualche controllo in più e tutto si risolve. Buona serata Michil.

  4. Georg Demetz

    Allora… cosa facciamo. Lasciamo tutto così com’è? Tutte queste paure di perdere qualche centesimo, tutte queste paure del fallimento. Certo che nessuno avrà la forza e il coraggio di prendere una decisione contro questa immensa massa di persone che non ha capito il concetto dell’idea. Ne rimangono tantissime strade aperte per fare gare ed andare a tutta velocità. Non è che per caso, togliendo una piccola parte del mondo al rumore e al inquinamento, ci si potrebbe creare un qualcosa di un valore immenso per l’umanità? No. E` assolutamente indispensabile che ognuno possa andare dove vuole, quando vuole e con quale mezzo vuole. Per fortuna esistono alcune persone come Michil, che cercano di farci riflettere, anche se devono sentirsi abbastanza soli.

  5. Alena Cernohousova

    Ma e impazito?Forse fa troppo caldo? I automobilisti sono anche del peggio! Sono le macchine che tagliano le strade di brutto! E per rumore? Non cambia per il trafficco invernale! Sembra che Costa vuole avere il potere di scegliere chi passare e chi no ma questo e discriminazione e sarebbe meglio che il trafficco li chiude per tutti allora( che e quello che alla fine vorebbe, no?)

  6. Eugene

    Dear Michil Michil Costa, as a regular guest of your hotel in summer and winter I disagree with your opinion in the newspaper Alto Adige/worldpress. I visit the Dolomites in summer and winter, for hiking, motorbiking and skiing and to enjoy the Ladinia atmosphere, I leave my holidays budget in the DOLEMITES, however your crusade against motor bikes is based on personal and emotional reasons and not objective and not based on figures. Why not closing the skilifts from 11.00 till 14.00 hours??? The pollution of skiing is sky high. There is a lot of noice too, helicopters bringing in your guests!!! traffic jams on the road and in the mountains. Not to mention the infra structure in the mountains. Water bassins for the hundreds of energy eating snow machines, new restaurants, new lifts.
    Please do not pick out just one hobby to eliminate because you hate it. And mind you, I am aware of crazy people on motorbikes, with loud pipes. But there are some very crazy people on ski’s too, very loud, drunk and nasty. In one week skiing I see lots of dangerous, unrespectfull and DRUNKEN people on the slopes. You serve alcohol to skiërs on the ski slopes!!! Hello are you still there. I see much more alcohol use among skiërs then among motorbikers. Learn to live together: bikers, skiërs motorbikers, car drivers and last but not least the inhabitants of the Dolomites. Start a campaign against loud pipes and respect. I as a motorbiker ( since 38 years) slow down in villages, when I pass cyclists (they can be very dangerous too) and hikers along the road. No loud pipes, LOUD IS OUT!! Start also a campaign against DRUNKEN unrespectfull skiërs on your slopes.
    And then: Unesco…….your Facebook page is too small to mention the environmental damage caused by the ski industry. Snow makers, pistebulleys, lifts, infra structure what about the noise of the snow cannons near one of your hotels. THERE IS ONE PROBLEM………THE SNOW MACHINES SPIT OUT EURO’s instead of snow!!!! And now the figures and facts:
    40 ski lifts have an average energy consumption of 11520 Mwa. in a season of 4 months 8 h/day. FYI, this is +/- 24000 liters of Diesel in energy PER DAY!!!!!! One pistebully uses 30 liters of diesel/ hour= 300L/ per night. How many are there in Corvara?? 10pcs? This makes 21 tons of Diesel per week! Ski lifts and bully’s use a huge quantity of energy comparible with 68000.000 km with a motorbike. this means that 68.000 motorbikers can ride around a 1000 km in the Dolemites……and this is only the Corvara area!!! It is the same Carbon footprint. But the fact is that the average person is not aware of this situation. The powerplant is probably in another Valley……so the problem is solved in Corvara. This is way too easy Michil.

    To continue with figures: read this: the Times.com (citation)
    Last updated at 12:01AM, February 10 2015
    The European ski season is set to be the most deadly for five years as avalanches continued to claim lives across the Alps at the weekend and this winter’s death toll increased to 75.
    The combined total of 43 dead in France and Switzerland is already equal to the total number of fatalities on the slopes in those two countries last winter, with ten weeks of the season still remaining.

    It is the money machine that sets your mind. Shall we stop skiing now?? I couldn’t find any figures about Italien casualties with skiing. It was easy to find some motorbike accidents. Is it carefully hidden?? In winter, every week one plane arrives with wounded skiërs in the Netherlands. This is socially accepted. If we should have this with motorbikers in the summer they should be called “crazy and dangerous”.
    So If you are objectiv, your next story in the newspaper should be about: HOW SKIING IS DESTROYING NATURE IN THE DOLEMITES. Close all the ski lifts, slopes hotels and roads and the Unesco heritage will live forever.
    Concerning myself: I will go skiing next season, ride my motorbike all season, hike in the mountains and show respect to all different meanings, hobby’s and passions!!

    Eugene.

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