Willkommen – Tourismus in Südtirol

rai

“Wenn man diesen Beruf ausüben will, dann muss man den Gast lieben, wirklich lieben.”
Einblicke in das Albergo Posta Marcucci und Bagno Vignoni.
Giulan Manuela Reiter und Gottfried Deghenghi!

24/09/2017, RAI Südtirol

Bel Paese abusivo

Ecomostro-AlimuriQuesta è un’estate rovente, in tutti i sensi. Bruciano ettari di territorio, vengono giù le case e le macerie di un anno fa di Amatrice sono ancora lì, in bella mostra. Per di più, in un momento in cui l’acqua scarseggia, a Roma la si trova per spararla su dei poveri cristi. Per non parlare dell’attacco alle Ong che lavorano in acque torbide e senza dimenticare quello che sta facendo Trump, autentico nemico pubblico numero uno. I politici nostrani parlano, parlano e dicono sempre le stesse cose e la micidiale complicità tra eletti ed elettori, che è la vera rovina del nostro paese e del Sud in particolare, emerge in ogni dove. A volte in me fiorisce un senso di sfiducia che non voglio, che non mi appartiene e allora mi aggrappo, come un free climber esperto, a ogni appiglio possibile. Un vecchio pezzo di Frank Zappa, una rispolverata di Thoreau, una corsa verso il Col Alt, un sorriso della e delle persone amate. E, a proposito di persone, un plauso va all’ex sindaco di Licata Angelo Cambiano, classico eroe civile di un’Italia incivile. Lui che voleva abbattere abusivismi e ingiustizie è stato fatto fuori, per ora solo dal consiglio comunale. Se avesse potuto continuare la sua opera, lo avrebbero fatto fuori fisicamente. Questa è di fatto il Bel Paese, quella che in un’isola popolata da sessantamila abitanti si mette in bella mostra con la richiesta di venticinquemila condoni edilizi. E quando arriva una non terribile scossa di terremoto, ecco che quelle case di cartapesta vengono giù, ecco che le lacrime scorrono per vittime che potevano non esserlo. Continua a leggere “Bel Paese abusivo”

Defend the land

Il primo spot della storia di Patagonia è a difesa delle terre americane:

”I National Monuments sono un elemento fondamentale della nostra eredità nazionale, queste terre non appartengono solo a noi, ma anche alle generazioni future. Siamo dalla parte dei milioni di americani che hanno fatto sentire la propria voce per la protezione delle terre pubbliche. Speriamo che il Segretario di Stato Zinke ricorderà le sue radici e le sue parole e proteggerà questi tesori nazionali”. Rose Marcario

Pestizidland?!

pestizidtirolChe ridere. Per non piangere. Se qualcuno l’ha presa così male vuol dire che la coda di paglia ce l’ha, altrimenti perché arrabbiarsi così tanto? C’è chi vuole perfino intraprendere azioni legali. Per un poster, o una serie di poster apparsi a Monaco grazie all’Umweltinstitut München, l’Istituto Ambientale di Monaco, una Ong che si occupa di inquinamenti fondata nel 1986, all’indomani di Chernobyl. I tipi della Ong, spazientiti dalla promozione dell’Alto Adige che fa in Baviera spacciando il territorio come terra della natura incontaminata, dell’aria buona, dei verdeggianti pascoli, hanno disegnato nel poster un’imitazione del logo dell’Alto Adige e l’hanno sovrapposto alla fotografia di un trattore che passa tra i filari mentre spruzza sugli alberi una nuvola di una qualche sostanza pesticida, con lo slogan: L’Altro Adige cerca aria buona. E dove la cerca? E come la cerca? Diffondendo ad ogni piè sospinto che le Dolomiti sono patrimonio dell’umanità? L’aspetto che più mi fa sorridere, un sorriso amaro lo ammetto, è che sto parlando di manifesti in epoca social. Se gli altoatesini non ci avessero fatto caso, la cosa sarebbe finita lì. Invece, la loro reazione esagerata non ha fatto altro che far esplodere la questione. Ed è pur vero che l’uso nella regione di oltre 42 chili di pesticidi l’anno per ettaro non è pura propaganda anti, bensì sono dati che fornisce l’Istat nella sua rilevazione annuale sull’utilizzo dei prodotti fitosanitari. L’ultima risale a maggio 2017, e pone l’Alto Adige fra i territori che ne fa l’uso più massiccio in Italia. Certo, non è gentile da parte dei bavaresi sparare sui vicini di casa ma un po’ di sense of humour non guasterebbe, anche perché effettivamente questo Umweltinstitut, agenzia dell’ambiente, è un’associazione privata e si presume che l’uomo che l’ha pensata abbia delle velleità politiche. Che si sia fatto conoscere ora, su questo non vi è dubbio alcuno. È sveglio Karl Bär, il portavoce dell’agenzia, Continua a leggere “Pestizidland?!”

Direkte Demokratie – Südtirol

Für alle, die es nicht dem Glück überlassen wollen, und sich für die Direkte Demoktratie entscheiden: in den Gemeinden bis Freitag, den 18. August  zwei Unterschriften abgeben!

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Un giorno fuori dal tempo

Il 25 luglio corrisponde al 365° giorno dell’anno nel Calendario delle 13 Lune dei Maya. Un giorno per donare senza aspettarci nulla in cambio.

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copyright Guatav Willeit

I Maya, con il loro calendario delle 13 Lune, dividevano l’anno solare in 13 mesi di 28 giorni ciascuno e quindi in 52 settimane perfette, per un totale di 364 giorni. Ne rimaneva uno, il 365° giorno. Eccolo il Giorno Fuori dal Tempo che in corrispondenza con il nostro calendario cade Il 25 luglio. Per la civiltà Maya il giorno fuori dal tempo è un giorno di completamento e perdono, di celebrazione della vita e dell’esistenza. Abbiamo già scritto del perdono, e allora cos’è questo perdono? L’uomo, a differenza di tutte le altre creature, non è consapevole della straordinarietà del dono che ha ricevuto. Non riconoscendolo fa peccato mortale, si fa quindi mortale. L’uomo è un animale strano: è l’unico a non accogliere naturalmente il manifestarsi di Dio. Tutte le altre creature lo fanno, perché Dio si loda manifestandosi in loro. Solo noi impediamo di accogliere il dono di essere a immagine di chi ci ha creato. Non uguali, ma simili. Solo noi esseri umani non abbiamo la capacità di pensare che “la radice di ogni peccato è la mancanza di accoglimento”, come diceva una volta un poeta russo. Accogliere è fondamentale e si può solo accogliere se prima ci si svuota. Svuotarsi per ricevere. Solo così potremo donare. Nella nostra forma mentis, però, è il do ut des il presupposto dominante: doniamo se riceviamo. Eppure dare è divino: ma quante volte il dare è condizionato dalla aspettativa di ricevere? 

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Bon di!

JosefKostnerTlo bën adide
Bon di
chël dëssen dì
ie bën saurì da dì.
Ma canche tlo bën
un che sta te Gherdëina
da vint ani y nce deplù
y che l ne sà mo no da dì Bon di
tlo bën
o che l ie da totl
o che l ie n ciavon
ma n dur!

Josef Kostner
*11/08/1933 +10/07/2017