Bon di!

JosefKostnerTlo bën adide
Bon di
chël dëssen dì
ie bën saurì da dì.
Ma canche tlo bën
un che sta te Gherdëina
da vint ani y nce deplù
y che l ne sà mo no da dì Bon di
tlo bën
o che l ie da totl
o che l ie n ciavon
ma n dur!

Josef Kostner
*11/08/1933 +10/07/2017

A metà tra interno e esterno

INTEGRA

LOIS ANVIDALFAREI

VERNISSAGE
24/06/2017
12:00

Grotta delle Conturines

Anvidalfarei

“[…] La grotta è il suo primo domicilio. Lois immagina che ci ritorni oggi, trovandola sbarrata. Allora sta a metà tra la condizione esterna di precipitato e quella di embrione all’interno […]”
Erri De Luca

Il ritrovo è a San Cassiano presso la Capanna Alpina alle ore 8.00.

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Josef Kostner, cambiamento e liberazione

 

Kostner ha sempre cercato di guardare oltre e ha scelto: andare controcorrente, di lavorare la materia osservando l’immateriale.

Ci sono uomini e donne che vedono oltre i problemi quotidiani e altri che non solo sono in anticipo sui tempi, ma realizzano cose che non erano mai state pensate prima, create con un unico scopo: quello di indicare una direzione di bellezza universale. Penso ad Arnold Schönberg con la sua musica atonale e dodecafonica, o a David Bowie che ci ha lasciato qualche giorno fa in balia di quel suo espressionismo psicopatico e futurista così diretto e nello stesso tempo geniale. O agli impressionisti che hanno contaminato, influenzato, inventato un nuovo modo di dipingere. O alla pop art – prima con Raushenberg e Johns e poi con Warhol e Lichtenstein – che non aveva timore di sporcarsi le mani con la cultura popolare.

Josef KostnerSpesso sono persone incomprese, inascoltate. Ed è in parte ancor oggi incompreso Josef Kostner, un artista ladino che, insieme a Gilbert Prousch, si può considerare uno dei più grandi artisti viventi di tutto l’arco alpino. Incompreso e inascoltato quando criticava, cosa che continua a fare tuttora, la società, i foresti, gli autoctoni, il turismo massificato. Incompreso quando già da ragazzo si palesava come un uomo del futuro, un ‘haereticus’ e lo è ancora, con i suoi 80 anni e passa: l’haereticus è nella cultura greca colui che sceglie. È la chiesa a cambiarne il significato in eretico, con tanto di accezione negativa.  Continua a leggere “Josef Kostner, cambiamento e liberazione”

Beni Culturali, che errore eliminarli

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Ci sono due aspetti inquietanti nella vicenda dello smantellamento della Ripartizione dei Beni Culturali. Il primo ha a che fare con la miopia politica che ci sta facendo diventare ciechi e ostaggio dello sviluppo a tutti i costi. Distruggere la Ripartizione per risparmiare due euro è una retorica di comodo, è un vivere spicciolo, alla giornata, senza supporto d’idee.

A cosa servono strade, palazzi, enormi case della cultura in ogni paesello, ponti di plastica e grandi centri commerciali se non riusciamo a finanziarci un ufficio così importante? Le conseguenze di un simile smembramento sarebbero d’impatto devastante su quella che è stata la storia di questa provincia, su quello che siamo noi oggi. Mantenimento e conservazione di beni architettonici e artistici non devono e non possono essere competenza della Ripartizione che si occupa di Natura, paesaggio e sviluppo del territorio. Sono un’altra cosa. E non facciamoci fuorviare da quello che succede nel resto d’Italia. La rivalutazione e protezione di beni architettonici ed artistici merita attenzione e profonda conoscenza, e non può essere accorpata ad altri uffici: finirebbe per diventare l’ultima ruota del carro. Voluta da monsignore Karl Wolfsgruber nel 1973, la Ripartizione dei Beni Culturali rappresenta tuttora un aspetto basilare delle diverse culture che qui vivono: sono l’espressione della vitalità delle minoranze e non di un po’ di folclore; sono la base fondante della nostra autonomia.toepsl_sonnenuhr

Il secondo aspetto altrettanto preoccupante è che dietro a questa decisione c’è la malcelata volontà di colpire la coraggiosa direttrice Waltraud Kofler Engl. Che Kofler Engl, competente, brillante e decisionista, non sia una persona gradita lo si è capito da tempo. Ma che sia ora accusata, anche se ufficiosamente, di ostacolare i progetti di cementificazione e aumento della cubatura spacciati per sviluppo è a dir poco fuorviante.

L’aver avuto Moroder Lusenberg, Franz Angelo Rottonara, l’avere un immenso Gilbert Prousch, tanto per citare solo alcuni artisti ladini, dovrebbe bastarci per capire l’importanza di tutto quel che concerne la cultura: perché i Beni Culturali sono la nostra storia, anche quella attuale. Relegarli in un fondo di magazzino sarebbe un errore intollerabile. Dove sono le voci delle associazioni culturali, della Uniun Generela di Ladins, degli Istituti Ladini e di un Reinhold Messner che dice la sua su ogni foglia che si muove?

Non dobbiamo accontentarci, noi provincia di montagna, di laghi e cieli lucidi come smalto, di giardini grandi e piccoli, di Ötzi e Museion. Proviamo a usare la ragione, che non mi risulta sia un luogo nemico, profondo e senza luce, ed eleviamo la cultura al rango che si merita. L’arte, il bello, non sono solo una cosa da vedere. Sono parte integrante della nostra vita. La mancanza di bellezza crea limitatezza, assopimento, passività, indifferenza. Non facciamo in modo che una persona d’indubbio valore, a capo di una fondamentale Ripartizione non torni più. Non facciamo in modo di dispiacerci di ciò che si sta pensando di fare. Non commettiamo un errore imperdonabile, sarebbe fonte di mille rimpianti.

Signor Presidente della Provincia, signori assessori, provate a ragionare in termini di conservazione, ricerca, restauro, tutela. Guardate dentro voi stessi: chi rompe tutti i ponti dietro di sé, deve saper nuotare bene, molto bene. Siete ancora in tempo per tornare sui vostri passi. Vi saluto con “la cultura salva!”

Michil Costa
Alto Adige, 27 aprile 2015

Press Clippings zum 27.04.2015

O combatti o scappi (oppure ridi)

Aiutiamo Manuel Riz a vincere il concorso, sostienilo sul sito della Biennale dell’Umorismo che trovi QUI ed anche cliccando mi piace sulla pagina facebook del concorso che trovi QUI. Grazie!

Unknown

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