Blindati in un cellulare

Prendere quel coso e buttarlo lontano. Ma all’ istinto preferisco i modi gentili. Anche se quando una persona, un collega, sì anche un amico che non vedo da tempo dopo un saluto veloce sfodera subito il telefono per mostrarmi qualcosa, qualsiasi cosa, un video, un filmato ecco che la gentilezza va a farsi benedire. Lo ammetto: mi dà enormemente fastidio. Sto invecchiando, lo so. O forse sto cercando di non cedere al rimbambimento collettivo. Che nessuno si offenda perciò se la prossima volta dirò: non mostrarmi nulla sul telefono. Raccontami.

Che bello quando un ospite entra in Casa senza parlare al telefono. Che bello quando non si strepita lungo i corridoi maneggiando scatoline ipertecnologiche. Che bello quando non vedo un ospite al bancone del bar chino sul display ma con lo sguardo rivolto verso l’amico, l’amica o il barman di turno. Propongo di omaggiare con una torta di marzaphane a forma di cellulare fairphone a chi non mette lo smartphone sulla tavola. Quei benedetti telefoni ai quali dedichiamo troppo tempo creano dipendenza e, come gli stupefacenti, non recano poi tutti quei benefici che pensiamo.

Continua a leggere

La vera, che burta malatia

ganaL archif storich dl’ëiles de Bulsan y la revista feminila gana ve nviëia de cuer ala presentazion dl numer speziel dla revista gana sun la Gran Viera.

La vera, che burta malatia!
gana ie dedicheda al’ëiles che à vivù, patì, cuntà e cumbatù ntan la Gran Viera. N numer rich de documënc e fotografies gëura na reflescion sun l presënt.

Tl Archif storich dl’ëiles de Bulsan, Plaza dl Dom 16,
ai 8 de merz dala 17.00
Ala presentazion tulerà pert la storiches
Luciana Palla y Siglinde Clementi.
L unirà rujenà per ladin, tudësch y talian

I Led Zeppelin, piroette chitarristiche

Sprezzante e meditativa era la loro musica. Volgari, bestiali i loro concerti. 12 gennaio 1969: esce uno degli album più importanti: Led Zeppelin I.
Erano brani di una velocità bestiale, quelli del primo album dei Led Zeppelin. Indimenticabili le piroette chitarristiche e quel canto di Plant.
Per due anni, fino al 1971, ci fecero scoprire un rock nuovo con quelle spaventose accelerazioni. Mi piace ricordarli così, i Led Zeppelin.
Dagli anni 80 in poi i Led Zeppelin non ebbero più nulla da dire, in quanto a qualità musicale. Ma gli inizi, con Robert Plant e Jimmy Page, uno dei chitarristi più grandi di sempre, non li dimenticheremo mai più. Grazie Led Zeppelin. Siete stati fantastici.
Ascoltate How Many More Times:

 

Se non vi sentite, potete mandarvi una mail!

Scena 1. Notte di capodanno. Ambiente raffinato, ricchi centrotavola, piatti stellati e nei calici vini preziosi. L’ambiente perfetto per una conversazione tra due coppie di amici che trascorrono in una località sciistica quel che dovrebbe essere il periodo più bello dell’anno. Ebbene, per gran parte della serata tutti e quattro hanno lo sguardo fisso sul telefonino.

Scena 2. Stessa serata. Qualche secondo dopo mezzanotte scorgo una coppia non più giovanissima seduta al banco-bar. Hanno entrambi gli occhi bassi. Non certo per vergogna; stanno twittando, postando, whatsappando..

Scena 3. Degli ospiti che hanno il tavolo vicino ai musicisti, mentre diverse persone ballano, si lamentano per la musica troppo alta. Sono in sei, la mezzanotte è passata da un po’, è una famiglia con due figli già grandi con le rispettive fidanzate. Non riesco a trattenermi: “Se non vi sentite, potete mandarvi una mail”. Mentre gli adulti mi guardano basiti, i giovani si stanno già attivando, o almeno è quel che penso.

Continua a leggere “Se non vi sentite, potete mandarvi una mail!”

A Natale mi piace pensare

Mi piace l’amata che ho sposato. Mi piacciono i buoni propositi. Mi piace essere drammaticamente ottimista. Non mi piacciono le promesse non mantenute e non mi piacciono quelli che esordiscono sempre con un ‘sì, ma, eh, però’. E chi bestemmia non mi piace per niente. E già che ci siamo, solo Dio punta il dito. Mi piacciono i ribelli, i ribelli gentili, perché a qualcuno piace la violenza? Sembra che a qualcuno piaccia. Mi spiace per Raphael Hilz, il giovane architetto che lavorava per Renzo Piano ucciso vilmente a Parigi. E per tutti gli uomini, le donne e i bambini ucccisi in modo così assurdo. Nelle nostre città e sui gommoni.

pettirosso

Mi piacciono le persone istruite ma mi piacciono ancora di più se sono anche educate, quelle che rendono grazie. Non mi piacciono i melodrammi natalizi ma lamentarsene è insopportabile. Mi piace ‘Hallelujah’ di Jeff Buckley, straordinario chitarrista. Mi piace der Zauberberg. Mi piace il Pinot nero sudtirolese. Ma quello francese, quello grande, è insuperabile. Non mi piacciono i capri espiatori. Non mi piacciono gli urlatori di professione. Non mi piacciono i cinici sempre e comunque. Mi spiace per Omar Sharif, il sogno panafricano di Lawrence d’Arabia sembra scomparso insieme a lui.

Continua a leggere “A Natale mi piace pensare”

Milano Capitale Morale

Navigli_di_Milano_Laghetto_di_via_San_Marco001Passeggiamo. Due nostri amici, mia moglie ed io. Il pomeriggio volge al desio. La città è in pieno fermento. L’amico è fermato da un’anziana signora mentre ci accingiamo ad attraversare una linda piazzetta. “Professore, la prego, faccia qualcosa: questa piazza è uno dei simboli della città”. Guardo perplesso il mio ospite che per qualche giorno mi albergherà qui, in questa città all’avanguardia, così almeno si racconta in giro. L’amico mi dice quasi rassegnato: “Qui stasera si scatenerà l’inferno”. Eppure ci troviamo in un posto magico, siamo di fronte a una basilica importante, che trasuda storia, eretta probabilmente all’inizio del V secolo. Di certo, un tempo era il più grande edificio a pianta centrale dell’Occidente. Entriamo a fare visita. Quando usciamo, ho l’impressione che questo sia uno dei posti più pacifici della città. Un luogo magnifico. Di una sobrietà che deterge l’anima. Eppure, di lì a poco, avrei dovuto rivedere il mio punto di vista.

Continua a leggere “Milano Capitale Morale”