Manfred contra Michil

Dass es unter den HGV-Mitgliedern sehr unterschiedliche Positionen zur Sperrung von Pässen für den motorisierten Verkehr gibt, gesteht Manfred Pinzger durchaus ein. Umso wichtiger sei es einen Grundkonsens zu finden – „und zwar vor allem von den Betroffenen vor Ort statt von Bozen diktiert“, findet er. Dass Michil Costa eine solch klare Richtungsvorgabe einfordert, wurmt den HGV-Präsidenten auch wegen der Tatsache, dass Costa seinem Verband den Rücken gekehrt hat. Zu den Gründen dafür kann oder will Pinzger nichts sagen. „An sich ist das sicherlich schade, denn nicht er, aber seine Leute führen einen tollen Betrieb, der ein Aushängeschild ist – und wir wären auch froh über ein paar Querdenker“. Dass ein Querdenker den Verband dagegen von außen so frontal angreife, ordnet Pinzger der Kategorie „unterste Schublade“ zu. „Wenn er nicht einmal weiß, was verbandsintern alles zu dem Thema läuft, soll er solch dumme und unqualifizierte Aussagen unterlassen“, meint er. DolomitesVives, lebendige Dolomiten, heißt der erste Versuch, ein seit langem ungelöstes Thema auf eine neue Ebene zu bringen. Doch ohne lebhafte Polemik scheint dies nicht zu funktionieren.

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Wir werden noch darüber lachen

Zur sommerlichen Mittwoch-Sperre des Sellajochs:

SaltoWas für den Dachverband für Natur und Umwelt angesichts der Blechlawinen, die sich auch diesen Sommer über die landschaftlich spektakulären Pässe wälzen werden, dennoch nicht mehr als ein Tropfen auf dem heißen Stein ist,  entlockt anderen Umweltpäpsten gar eine politische Verneigung. „Jetzt ändert sich endlich etwas“, frohlockt der Gadertaler Hotelier Michil Costa. „Und man muss sagen, dass die Politik diesmal vorangegangen ist.“ Chapeau für Richard Theiner & Co., tönt Costa im Vorfeld des Auftakts am Mittwoch, dem er auf seinem alten Bismarck-Hochrad beiwohnen wird. „Sie haben wirklich großartige Arbeit geleistet und diese Sperre durchgeboxt.“ Und zwar um fünf vor 12, wie Costa unterstreicht. „Wenn wir auf den Dolomiten-Pässen von diesem porno-alpinen Tourismus wegkommen wollen, der von akustischer Verschmutzung und Ducati-Rennen geprägt wird, ist das der einzige Weg“, predigt Costa. Nicht als Pfarrer, sondern als Homo oeconomicus, wie er meint. „Uns laufen die Leute davon, ob Radfahrer oder Bergsteiger, weil es einfach zu laut ist“, sagt er. Deshalb sei der neue Weg, der nun mit dem Pilotprojekt eröffnet würde, nicht nur aus ökologischer Sensibilität, sondern auch aus wirtschaftlicher Sicht ein Gebot der Stunde.

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Con la forza del silenzio

di Franco Brevini
dal Corriere della Sera del 30 luglio 2017

Frastuono, movimenti bruschi, folla. La Modernità è il tempo del troppo pieno: horror pieni chiosava Gillo Doriles. Ma, per ritrovare se stesso, è di altro che ha bisogno l’uomo. «Interminati spazi, sovrumani silenzi, e profondissima quiete» raccomandava un poeta alla ricerca dell’infinito. La montagna è da sempre il luogo del silenzio: non a caso è stata prescelta da tutte le civiltà per l’incontro con Dio. Eppure la Modernità è riuscita a importare il rumore anche fra le vette. Accanto all’implacabile musica, che imperversa dovunque, dai dehors ai pic-nic, dai bar ai ristoranti, il principale indiziato è il traffico. Ed è proprio ad auto e moto che hanno dichiarato guerra Trentino e Alto Adige nei nove mercoledì di luglio e agosto. Dalle 9 alle 16 il Passo Sella, nodo strategico nella viabilità dolomitica, si potrà raggiungere solo a piedi, in bici, con gli impianti a fune o con i mezzi pubblici.
Autunno. La prima neve imbianca i pendii in ombra, ma a Sud la roccia è calda come ad agosto. Arrampichiamo sulla Terza Torre di Sella, siamo al traverso della via Jahn. Mi ritrovo al termine della lunghezza di corda, un puntino su questa lavagna giallastra. Mentre mi autoassicuro, sono colpito dal silenzio in cui sono sospeso, come dentro un’acqua di vetro. Il vento, sì, porta confusi brusii, ma sembrano salire da un altro mondo. Quassù è solo luce, verticalità e questo silenzio che assorda. Due mesi fa le moto in accelerazione lungo i traversi ai piedi delle pareti avrebbero reso questo posto un inferno. Una domenica di luglio, ricordo che ci si sentiva a fatica con il mio compagno di cordata. Continua a leggere “Con la forza del silenzio”

Una nuova strada sulle Dolomiti

Non mi sento più libero. Mi sento incatenato tra le mie montagne. Il rombo delle motociclette che scavallano impetuose i nostri amati passi dolomitici mi fa impazzire. In certi giorni sono migliaia e vanno a una velocità pazzesca. E poi ci sono i rally e ancora quelle moto che fanno a gara e si divertono a togliere le marmitte. Povere marmotte. Dalle Dolomiti alle dolomoto: vale al dire al dolo che le moto fanno del territorio alpino.  

È questa la pace fra i monti? Ogni giorno un carosello senza senso, senza alcun controllo. Non voglio certo incolpare le forze dell’ordine, sappiamo che non riescono a controllare chilometri e chilometri di strada, ma qualcosa si dovrà pur fare! Ognuno può scorrazzare libero come e quando vuole senza rispetto perché la libertà è un dato di fatto? Ma la libertà presuppone limitazioni e condizionamenti. Il problema non è la dimostrazione dell’evidente presenza della libertà, ma stabilire come in un rapporto tra umani ogni persona rimanga libera rispetto all’altro. Non siamo noi umani correlazione?

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LaStampa

Dolomites Bike Day

E’ passato un anno da quando ci siamo incontrati per la prima volta con il sindaco di pieve di Livinallongo. Ora, quel sogno è diventato realtà. Domenica 18 giugno, per la prima volta, i passi Camplongo, Falzarego e Valparola saranno chiusi al traffico motorizzato. Tre passi, tre provincie e tre valli ladine si sono unite per il primo Dolomites Bike Day. Sono felice! Anche perché oltre al tradizionale Sellaronda Bike Day Il 25 giugno, e la Maratona dles Dolomites il 2 luglio, nel corso dell’estate ci saranno 10 giorni di chiusura -non consecutiva- del passo Sella. Evviva le biciclette!

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Il mercoledì chiudiamo il Sella

È arrivata l’ora. Dopo anni e anni di discussioni, finalmente qualcosa si sta facendo: quest’estate tutti i mercoledì, il passo Sella sarà chiuso al traffico motorizzato.

Amo la Terra. Tanto tempo fa, evitare gli sprechi per le generazioni passate non era un comandamento, ma una necessità. Amavano la Terra i nostri avi? Sicuramente non era una questione di etica, ma di penuria. Le cose, si sa, da allora sono un po’ cambiate; sprechiamo e inquiniamo senza rispetto. Abusiamo spesso del nostro corpo, ci facciamo cullare da vizi e stravizi in nome della tanto vituperata libertà.

Amo la Terra e amo l’esperienza Dolomiti, ma non amo il prodotto Dolomiti. L’esperienza è un desiderio, una bramosia, il prodotto è una cosa della quale non necessariamente ho bisogno, come di ogni altro oggetto del desiderio: chi acquista un orologio prezioso non lo acquista perché è un prodotto necessario, ma lo fa per acquistare un benessere, una piacevole sensazione, una sensazione di benessere.

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Passo Sella, copyright http://www.Sentres.com

Fare cultura dell’ospitalità significa proprio questo: coinvolgere chi arriva da lontano, nell’irrefrenabile desiderio che noi stessi sentiamo per questi luoghi. Continua a leggere “Il mercoledì chiudiamo il Sella”