Defend the land

Il primo spot della storia di Patagonia è a difesa delle terre americane:

”I National Monuments sono un elemento fondamentale della nostra eredità nazionale, queste terre non appartengono solo a noi, ma anche alle generazioni future. Siamo dalla parte dei milioni di americani che hanno fatto sentire la propria voce per la protezione delle terre pubbliche. Speriamo che il Segretario di Stato Zinke ricorderà le sue radici e le sue parole e proteggerà questi tesori nazionali”. Rose Marcario

Dimmi

Su ispirazione dell’originale Versicoli quasi ecologici – RES AMISSA (1991), del poeta Giorgio Caproni

Non uccidere i laghi alpini, la salamandra, il vento! Non soffocare il canto d’amore del gallo cedrone. Il camoscio, il cirmolo, la genziana: anche di questo sei fatto, uomo! E se il tuo compare per ignobile profitto folgora la trota salmonata di quel ruscello, che non vale meno del fiume giallo, non farlo assessore all’ambiente. (E tantomeno Cavaliere del Lavoro). L’Amanita Muscaria presa a calci, le dolomoto nelle Dolomiti, un autentico pandemonio della folle umanità, apoteosi del turismo pornoalpino, come finirà, chissà. Ma si sa: L’amore finisce dove finisce l’arnica e l’acqua muore. E quando sparendo le isole vicine e lontane, da Corfù a Mali, il lariceto e l’aria verde, e quando svanendo i ghiacciai del Monte Bianco e della Marmolada resterai, sospirando, nel sempre più vasto Paese guasto, dimmi, chi ucciderai? E dimmi, potrebbe tornare a essere bella, senza te uomo cattivo, la terra? E per chi? Ma per un po’ancora ci sarai, e avanti con questo ambaradan che tra poco finiremo, senza muoverci di qua, senza acqua e larici, come in Pakistan. (fortunati noi ad avere solo cannoni da neve e talebani ambientalisti..)

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Sì a Giorni Verdi, sì alla Bellezza

Certo, l’accesso ai passi non va negato a nessuno, va solo regolamentato con intelligenza e visione del futuro. Continuare a strumentalizzare le Dolomiti come patrimonio dell’umanità, senza mai fare nulla per difenderle, non porterà da nessuna parte. È giunto il momento di prendere decisioni coraggiose.

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Di casa comune e regione alpina

Michil, la sua attenzione allo sviluppo turistico va ben oltre i Passi dolomitici, ci può spiegare meglio?
Quando si parla di sviluppo turistico bisogna essere consapevoli del peso che hanno le parole. Se “sviluppo turistico” significa solamente monocultura turistica abbiamo a che fare con quello che io chiamo “il turismo porno-alpino”: una Disneyland di motociclette intorno al Sella che non ha niente a che fare con il benessere delle persone. Un benessere che non significa solo pecunia, ma ambiente, territorio e altri valori. Dipende tutto da noi, ognuno ha l’ospite che si merita. E ribadisco:noi non vogliamo clienti, ma ospiti. La differenza è sostanziale, perché il cliente normalmente viene, usa, abusa e va via…

Prima che iniziassimo l’intervista mi ha parlato di “casa comune”, un termine caro a Papa Francesco…
Esatto. Non dimentichiamo che economia deriva dal greco oikos nomos, l’amministrazione della casa comune… E meno male che c’è Papa Francesco! E’sicuramente il “politico” più illuminato del momento. Serve una visione globale, perché come dice il mio amico Massimo Cacciari “le tragedie non arrivano mai da sole, sono sempre globali…”.

Recentemente ha partecipato al “Festival delle Nuove Vie” a Courmayeur, con Brunello Cuccinelli, Oliviero Toscani, Luca Mercalli e altri “ecologisti”. Cosa accomuna le visioni di sviluppo lungo l’arco alpino?
Con loro abbiamo parlato dell’importanza di una “regione comune” che si estenda su tutte le Alpi, al di là dei confini amministrativi. Non si dovrebbe più parlare di Südtirol o di Valle d’Aosta, che da sole non possono avere appeal di marketing internazionale. Il cinese e l’australiano non sanno dov’è il Südtirol, dobbiamo promuovere le Alpi! Abbiamo dei problemi comuni, delle specificità comuni e delle idee di sviluppo che possono essere comuni. Significherebbe frenare gli eccessi intensivi del turismo in un solo luogo, ma allo stesso tempo ripopolare le montagne, offrire nuove opportunità di lavoro.

L’intera intervista di Andrea Gandiglio su Greenews.info: Ospitalità nella “casa comune” e diritti della natura. 

 

Salviamo i passi dolomitici

Secondo uno studio dell’Accademia europea di Bolzano, i quattro passi attorno al massiccio del Sella sono attraversati ogni anno da quasi due milioni di veicoli, concentrati soprattutto nei mesi estivi, quando molte zone delle Dolomiti si trasformano in una specie di Disneyland alpino. (…) I quotidiani Alto Adige e Trentino pubblicano un articolo al giorno sul tema, e hanno lanciato la campagna “Salviamo i passi dal traffico”. (…)
“È inutile che stiamo qui a promuovere le Dolomiti quale Eldorado per i ciclisti quando pubblicizziamo anche iniziative per le moto e le auto sportive”, diceva Costa tempo fa. “Sui passi dolomitici si vede di tutto. Il motociclista non è compatibile con il ciclista e nemmeno con la gente che va a camminare in montagna, quel rumore ci fa diventare pazzi”.

Leggi tutto l’articolo: Salviamo le Dolomiti dall’assedio delle auto, internazionale.it

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Ruhe und Genuss

Südtirol bietet dafür alle Voraussetzungen, wenn die Grundlagen dafür zukunftsfähig genutzt werden. Für eine nachhaltige Entwicklung ist es notwendig, jetzt ganzheitliche Visionen zu entwickeln.

ruhe und genussDie grandiose Naturlandschaft mit der vom Menschen geprägten Kulturlandschaft, der historische Siedlungscharakter, Tradition, soziale, religiöse und künstlerische Werte in zwei sich überschneidenden Kulturkreisen sind die Grundlagen für die besondere Stellung Südtirols in Europa. Das Zwanzigste Jahrhundert brachte einen tief greifenden Wandel mit dem Wohlstand, der sich durch das Zweite Autonomiestatut entfalten konnte.

Das kleinteilige Gewerbe ist krisenfest, der Weinbau fand zu internationaler Anerkennung und in den zukunftsorientierten Teilen der Landwirtschaft findet ein Wandel von Quantität zu Qualität statt. Die Massenentwicklung des Tourismus hat seine Grenzen erreicht und es werden alternative Entwicklungen diskutiert. Diese Kräfte eines neuen Denkens müssen gebündelt werden, um einen Wandel zu vollziehen.

Längst hat sich die Erkenntnis durchgesetzt, dass ständiges wirtschaftliches Wachstum nicht möglich ist und Massenangebote zu einer schlechten Qualität führen, von der alle betroffen sind – Einheimische wie Gäste. 

Wenn Südtirol zum begehrenswertesten Lebensraum Europas werden will, dann muss es andere, alternative Wege gehen und das anbieten, was es anderswo nicht mehr gibt: klare Luft, sauberes Wasser, gesunde Produkte, ungestörte Natur mit Ruhe und Frieden. Weniger ist mehr und die Entdeckung der Langsamkeit hat zum Umdenken geführt.

Das gemeinsame Handeln für eine Zukunft mit hoher Lebensqualität braucht Visionen, die bereits diskutiert werden, die Umsetzung steckt aber noch in den Anfängen.

Südtirol liegt im Herzen Europas, nicht abseitig, sondern gut erreichbar. Das zeigt sich durch die hohe Anzahl von Gästen, obwohl Südtirol längst im oberen Preissegment liegt. Die gute Erreichbarkeit wird sich in wenigen Jahren vor allem im Zugverkehr wesentlich verbessern, so dass internationale Großflughäfen wie Mailand, München, Innsbruck und Verona näher rücken.

Ein Regionalflughafen für Kurzstrecken ist für Südtirol deshalb nicht erforderlich und die Investitionen dafür sollten für die umweltfreundliche Schiene aufgebracht werden. Einheimische und Gäste wünschen sich weniger Verkehrsemissionen. Vielen umweltbewussten Gästen ist Ruhe und Genuss wichtig.

Es ist eine Gästeschicht, die Wert auf biologisch erzeugte Lebensmittel legt, die Massenwaren ablehnt und lieber etwas mehr für einwandfreie Produkte bester Qualität ausgibt. Gute Gäste, die sich für Tradition, Geschichte und Kultur Südtirols interessieren und mit dieser Haltung den Gastgebern mehr Freude an ihrem Beruf verschaffen als jene Gruppen, die das Land nur als Sportarena betrachten.

Hier gilt es anzusetzen: hohe Qualität, die etwas mehr kosten darf, als mäßige Quantität, die es heute überall gibt. Nur dadurch kann Südtirol sich eine einzigartige Stellung für Einheimische und Gäste in der Zukunft verschaffen.

Wir laden Menschen aller Wirtschaftszweige ein, gemeinsam an dieser Zukunftsvision zu arbeiten und Strategien zu entwickeln, die unter Berücksichtigung der eigenen Interessen die Allgemeinheit und das Wohl Südtirols in den Vordergrund stellt – gute Anfänge sind schon gemacht.“

Prof. Walter Angonese, Architekt
Michil Costa, Hotelier
Reinhard Dissertori, Bezirksobmann Unterland des Südtiroler Bauernbundes
Jürgen Geier, Touristiker und Genussbotschafter
Prof. Andreas Gottlieb Hempel, Publizist
Alois Lageder, Winzer
Sepp Perwanger, Gast- und Landwirt, Gründer Idyllic Places
Kathrin Schiefer, Architektin
Willi Stürz, Kellermeister
Thomas Tschöll, Architekt
Paul Zandanel, Marketingfachmann

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