Amo e faccio ciò che voglio

Due appuntamenti importanti la settimana scorsa, il 27 novembre a Milano per “Oltre i gesti“, il convegno di Le Soste sul mondo della sala e l’importanza dello stesso. Ho parlato di PR di sala, non di portapiatti, e del ruolo fondamentale di ciò che davvero contraddistingue l’ospitalità, l’amore per il prossimo, o semplificando un po’: il miglior caffè del mondo servito con un sorriso.

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Il 30 novembre poi a BTO, sempre eccezionale l’appuntamento a Firenze. I talenti vanno riconosciuti e spronati, la crescita aziendale è possibile solo a pari passo con una crescita personale, del team che la contraddistingue. Le rivoluzioni culturali non suscitano mai grande entusiasmo, ma sono necessarie per un successo a lungo termine. Ho parlato di Economia del Bene Comune, di valori e missione, dell’attività della Costa Family Foundation onlus che quest’anno compie dieci anni, e dell’importanza di saper fiorire e prosperare in ogni terreno in cui si è piantati.

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Giulan, grazie per avermi voluto con voi.

Un salotto da bere

“I miei ospiti abituali conoscono la mia passione per il Martini, un’attitudine più che un cocktail” dice Valeria. A Roma il 47 Barrato di Valeria Bassetti e Emanuele Broccatelli e Riccardo Speranza:
Un luogo non catalogabile e fuori dagli schemi, dunque riconducibile alla simbologia barrata, che rispecchia l’identità del format”.

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il 47 Barato su Gambero Rosso e su Scatti di Gusto

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Presenze sublimi

Sì, è proprio vero, non c’è una seconda possibilità di lasciare una prima impressione. Venni qui tanti anni fa: viaggiatore curioso, ieri come oggi. Non era nelle mie possibilità pernottarvi, ma volevo carpire il fascino del luogo; di lì passavano – e passano tuttora – star internazionali attratte dal lusso e dalla riservatezza. Ho ricordi sublimi degli spaghetti allo scoglio che degustai: cottura perfetta, vongole deliziose, servizio impeccabile. E che vista! Mi ero sentito una star anch’io! Sì, quel luogo, tra ulivi e rosmarino mi era rimasto impresso. Complice di quella benefica sensazione la distesa d’acqua azzurra, insolita per un montanaro; ma le rocce verticali mi facevano sentire un po’ a casa. Il posto, magico allora, meraviglioso è rimasto.
Ma cosa fa di un albergo una casa speciale?

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Anche in cucina, ogni azione è dolcezza

Sabato 26 settembre alle 13:00 in Piazza Walther, con lo chef pluristellato Cristian Bertol, parleremo di cibo e vino per lo show cooking di AltoAdige.live. 

E a proposito di AltoAdige.live, la mia intervista:

Se dovesse spiegare a un bambino il suo concetto di cucina?
Parlerei di dolcezza. Dolcezza intesa come cibo dolce, come sensibilità delle cose messe in bocca. Amo ripetere che non possiamo essere più sani di quello che mangiamo. Ogni nostra azione, quindi anche in cucina, deve essere ispirata alla dolcezza altrimenti non riusciremo a trasmettere emozioni nei cibi che prepariamo.
E in questo contesto che ruolo giocano i prodotti, la materia prima?
Fondamentale. Il biologico innanzitutto. Niente roba prodotta dalle multinazionali ma spazio a ciò che viene dal commercio equo e solidale. Tutti noi dovremmo valorizzare i prodotti della nostra terra a partire dalla val Badia non solo perché sono buoni ma perché allo stesso tempo facciamo un favore a noi stessi.
Insomma, il cibo come stile di vita e di cultura?
Ragioniamo un momento. Per arrivare a produrre un chilo di carne di manzo si consumano 15.000 litri d’acqua. Ecco perché io voglio stimolare una riflessione su questo punto. Ad esempio il venerdì sarebbe bene non mangiare carne, noi in albergo lo facciamo. Non per scelta religiosa ma come invito alla riflessione e al rispetto collettivo.
Lei ha fatto dell’ospitalità una regola base…
Ognuno di noi ha l’ospite che si merita. La differenza sostanziale è tra cliente e ospite. Il cliente è di passaggio, usa e abusa. L’ospite invece interiorizza, è consapevole dell’esistenza dei valori ad esempio della cultura ladina. Si guarda intorno e apprezza. E noi dobbiamo cercare di dargli più di quanto lui si aspetti. In ogni senso evitando quello che io chiamo il turismo porno -alpino. La migliore offerta è spesso un sorriso non standard.
Esistono i sapori tipici dell’Alto Adige?
Il sapore tipico è l’alimento in sé. Ricordando mia nonna potrei rispondere le patate e i prodotti dell’orto.
Trovare collaboratori all’altezza non è semplice. E’ vero che li seleziona sottoponendoli a una sorta di test di ammissione all’università?
Per dirla con Socrate il sapere è un bene. Non voglio persone o cuochi che siano ignoranti di base. Non li interrogo come in un telequiz ma devono sapere qualcosa di Rudolf Steiner, conoscere tempi e luoghi delle guerre mondiali, ricordare i fiumi più lunghi del mondo e così via. Ogni martedì e sabato faccio una riunione con tutti i collaboratori e parliamo non solo di organizzazione concreta.
Un’ultima curiosità. Cosa pensa della valanga di format televisivi su chef e ricette?
Da imprenditore dico che danno risalto alla cucina e quindi mi può star bene. Ma non capisco certi monumenti
ai cuochi. E poi si tralasciano un sacco di professioni che stanno dietro a chi appare. Prendiamo i camerieri. Non se ne parla mai eppure sono una figura importante. Altro che semplici portapiatti, capiscono di psicologia più loro che tanti dottori.

michil costa
Alto Adige, 21/09/2015

AltoAdige.live

La qualità va ben oltre il sapore

genetically-modified-chickensAccade in Olanda. Siamo a un ‘salone del cibo biologico’. Un giornalista in veste di burlone escogita uno stupido scherzo ai danni dei visitatori. Fa assaggiare dei cibi provenienti da un fast food spacciandoli per prelibatezze ‘bio’ e nessuno si accorge della differenza. Facile prendere in giro le persone: quante cose si possono vendere a nostra insaputa? Poniamo di dover comprare un indumento, un pallone, un computer. C’è una bella differenza, anche se non lo sappiamo, se l’indumento, il pallone o il computer sono stati realizzati o meno nel rispetto delle corrette condizioni di lavoro. Se l’operaio, il tecnico o l’artigiano lavorano in ambienti degradati, sottopagati, senza alcun rispetto di regole basilari. Continua a leggere “La qualità va ben oltre il sapore”

altoadigelive: l’energia che contagia!

Una piazza. Un palco. Agitazione, ansia e farfalle nello stomaco. Parlare alle persone mi costa molta più fatica che scrivere. Le sfide mi piacciono, però. E su quel palco, in piazza Walther, di fronte a un bel pubblico sono salito. Certo, non potevo rifiutare l’invito di Altoadige.live. Mi trovavo in buona compagnia: insieme a me c’erano Christian Bertol, patron dell’Orso Grigio di Ronzone e ormai famoso conduttore televisivo de “la prova del cuoco”, e il bravo giornalista Massimiliano Bona.

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14.04.17_AltoAdige_altoadigelive

Lo chef e l’albergatore in tandem tra i fornelli

Grande show in piazza Walther con lo stellato Cristian Bertol e Michil Costa
Signore pronte a carpire i segreti del risotto all’aglio orsino e dell’anatra

Porta in piazza uno chef stellato, divertente e che piace (tanto) alle donne e un albergatore e opinionista colto e con un grande savoir – faire e il gioco è fatto. O meglio il pranzo è servito. I grandi protagonisti dello “show cooking” in piazza Walther, nell’ambito di Altoadigelive, sono stai il noneso Cristian Bertol, ospite fisso del programma Rai “La prova del cuoco” e scrittore mai banale, e Michil Costa, uno dei più noti ristoratori badioti ma anche apprezzato organizzatore di grandi eventi (come insegna il pienone che si registra ogni anno in occasione della “Maratona dles Dolomites”).

michil alto adige

 

2014.04.13._AltoAdig_Lo chef e l’albergatore in tandem tra i fornelli

 

Alto Adige, 14/04/2014