Un giorno fuori dal tempo

Il 25 luglio corrisponde al 365° giorno dell’anno nel Calendario delle 13 Lune dei Maya. Un giorno per donare senza aspettarci nulla in cambio.

giornofuoridaltempo
copyright Guatav Willeit

I Maya, con il loro calendario delle 13 Lune, dividevano l’anno solare in 13 mesi di 28 giorni ciascuno e quindi in 52 settimane perfette, per un totale di 364 giorni. Ne rimaneva uno, il 365° giorno. Eccolo il Giorno Fuori dal Tempo che in corrispondenza con il nostro calendario cade Il 25 luglio. Per la civiltà Maya il giorno fuori dal tempo è un giorno di completamento e perdono, di celebrazione della vita e dell’esistenza. Abbiamo già scritto del perdono, e allora cos’è questo perdono? L’uomo, a differenza di tutte le altre creature, non è consapevole della straordinarietà del dono che ha ricevuto. Non riconoscendolo fa peccato mortale, si fa quindi mortale. L’uomo è un animale strano: è l’unico a non accogliere naturalmente il manifestarsi di Dio. Tutte le altre creature lo fanno, perché Dio si loda manifestandosi in loro. Solo noi impediamo di accogliere il dono di essere a immagine di chi ci ha creato. Non uguali, ma simili. Solo noi esseri umani non abbiamo la capacità di pensare che “la radice di ogni peccato è la mancanza di accoglimento”, come diceva una volta un poeta russo. Accogliere è fondamentale e si può solo accogliere se prima ci si svuota. Svuotarsi per ricevere. Solo così potremo donare. Nella nostra forma mentis, però, è il do ut des il presupposto dominante: doniamo se riceviamo. Eppure dare è divino: ma quante volte il dare è condizionato dalla aspettativa di ricevere? 

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Bon di!

JosefKostnerTlo bën adide
Bon di
chël dëssen dì
ie bën saurì da dì.
Ma canche tlo bën
un che sta te Gherdëina
da vint ani y nce deplù
y che l ne sà mo no da dì Bon di
tlo bën
o che l ie da totl
o che l ie n ciavon
ma n dur!

Josef Kostner
*11/08/1933 +10/07/2017

Dimmi

Su ispirazione dell’originale Versicoli quasi ecologici – RES AMISSA (1991), del poeta Giorgio Caproni

Non uccidere i laghi alpini, la salamandra, il vento! Non soffocare il canto d’amore del gallo cedrone. Il camoscio, il cirmolo, la genziana: anche di questo sei fatto, uomo! E se il tuo compare per ignobile profitto folgora la trota salmonata di quel ruscello, che non vale meno del fiume giallo, non farlo assessore all’ambiente. (E tantomeno Cavaliere del Lavoro). L’Amanita Muscaria presa a calci, le dolomoto nelle Dolomiti, un autentico pandemonio della folle umanità, apoteosi del turismo pornoalpino, come finirà, chissà. Ma si sa: L’amore finisce dove finisce l’arnica e l’acqua muore. E quando sparendo le isole vicine e lontane, da Corfù a Mali, il lariceto e l’aria verde, e quando svanendo i ghiacciai del Monte Bianco e della Marmolada resterai, sospirando, nel sempre più vasto Paese guasto, dimmi, chi ucciderai? E dimmi, potrebbe tornare a essere bella, senza te uomo cattivo, la terra? E per chi? Ma per un po’ancora ci sarai, e avanti con questo ambaradan che tra poco finiremo, senza muoverci di qua, senza acqua e larici, come in Pakistan. (fortunati noi ad avere solo cannoni da neve e talebani ambientalisti..)

michil costa
 

Accoglienza oltre la paura

“Non si riesce a guardare con serenità e con spirito cristiano alle sofferenze che vivono queste persone che lasciano i loro Paesi d’origine e che ci tendono una mano per essere aiutate. Tocca a noi venire loro incontro. È un nostro obbligo di cristiani anzitutto. E poi perché abbiamo la possibilità di aiutarli a vivere meglio.”
Don Willeit

DonWilleit

A metà tra interno e esterno

INTEGRA

LOIS ANVIDALFAREI

VERNISSAGE
24/06/2017
12:00

Grotta delle Conturines

Anvidalfarei

“[…] La grotta è il suo primo domicilio. Lois immagina che ci ritorni oggi, trovandola sbarrata. Allora sta a metà tra la condizione esterna di precipitato e quella di embrione all’interno […]”
Erri De Luca

Il ritrovo è a San Cassiano presso la Capanna Alpina alle ore 8.00.

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Odori

Tutto ciò che ci circonda è fragranza: se è buona ci attrae curiosi, se non lo è ci fa prendere le distanze; per questo gli odori sono importanti, perché rivelano molto di noi, del nostro modo di intendere la vita, del rispetto che possiamo avere degli altri e perfino di noi stessi. Leggi tutta la storia

La forza dell’altro

Io sono relazione, lo sappiamo bene. Io sono l’altro e dell’altro dovrei decantarne i punti di pregio, piuttosto che esaltarne le debolezze. All’altro posso chiedere aiuto, all’altro devo dare sostegno. Le cose non dette certo, possono essere fonte di allusioni, sospetti, difficoltà relazionali, le cose dette invece sono certezze: lasciano il segno, hanno un peso e influiscono sostenibilmente sulla relazione con l’altro. Se sono negative, magari addirittura accusatorie, sono anti-generative, non lasciano nulla di bello, peggio, qualcosa nella relazione può essere spezzato.
Io sono strettamente legato all’altro, nessuno di noi può avere la presunzione di riuscire a vivere isolato. Accuse e parole sono macigni, chi li usa può avere l’impressione di buttare dei sassolini nelle scarpe dell’altro, ma possono essere insostenibili pesi per chi li subisce. Posso sentire l’esigenza di liberarmi dai sassolini, come da una battaglia che devo vincere subito, ma non è così: sono invece gli strateghi a vincere, quelli che pianificano, che controllano e che hanno visione del tutto, che vedono lungo e che, pur essendo consci delle difficoltà, fanno i passi positivi. Non vince chi usa le freccette. Ci vuole riflessione, autodisciplina per tenere a freno l’impulso di dire tutto ciò che vorremmo dire in certi momenti. Come manager, oltre che come persona, ho la necessità e il dovere di capire che il mio comportamento ha degli effetti sull’altro, su tutto l’andamento del gruppo e quindi sull’attività. Solo allora riuscirò a calibrare il mio approccio e vedere il problema come un’opportunità e non come un blocco; un’opportunità che avrà un’influenza positiva sull’intera azienda.

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Come persone abbiamo una grande capacità: quella di essere resilienti e di averne la consapevolezza. La resilienza è quella cosa, che ci permette di rialzarci in continuazione, che ci rimette in piedi facendoci crescere, che ci fa cantare vittoria e godere della stessa, quando le cose vengono aggiustate. Continua a leggere “La forza dell’altro”