Ad accontentarsi del giusto si vive meglio

IMG_5084La Perla, Corvara. Una distinta signora arriva in taxi, accenna un buongiorno, si guarda un po’ intorno come a fiutare l’aria. Austera, cammina lieve, dritta come il campanile della chiesetta di Santa Caterina qui fuori. Accompagnata in camera, servita e riverita di tutto punto, scende mezz’ora dopo: i passi si sono fatti pesanti, la leggerezza degli agi svanita di colpo, il viso corrucciato: “Sono stata minacciata da dei neri (l’espressione che usa non è questa, è ben più colorita) e ora me li ritrovo qui in mezzo alle montagne.” Subito non capiamo, poi tutto si chiarisce, come il cielo che si fa azzurro dopo il temporale: accendendo la tv in camera per prima cosa c’è la presentazione della Fondazione, con tanto di neri, tibetani, afghani. Il nostro ponte con il mondo, perché nei ponti da costruire, come scriveva Alexander Langer, ancora ci crediamo. A cena mi avvicino per cortesia al suo tavolo, ed ecco che la signora ne ha di ogni per la gente di colore. Non l’ascolto e la lascio sola a sproloquiare sui negher di qui e i negher di là. Molte domande mi ronzano nel cervello e di risposte ne ho sempre meno. Arriva un nuovo giorno. I neri non li abbiamo tolti dalla tv. La signora chiede il conto. Doveva stare due settimane. Abbiamo perso un cliente, troveremo altri ospiti.

Albergo Posta Marcucci, Bagno Vignoni. Una coppia di anziani è seduta davanti al Barrino, beve qualcosa ammirando la bellezza della Val d’Orcia. Mi avvicino per fare due chiacchiere; la signora, sostenuta dallo sguardo compiaciuto del marito, mi fa: “Quello che mi piace di questo posto è che non se ne vedono in giro. Eh già, qualche problema l’avete anche voi in Alto Adige a quanto pare.” Continua a leggere “Ad accontentarsi del giusto si vive meglio”

Un giorno fuori dal tempo

Il 25 luglio corrisponde al 365° giorno dell’anno nel Calendario delle 13 Lune dei Maya. Un giorno per donare senza aspettarci nulla in cambio.

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copyright Guatav Willeit

I Maya, con il loro calendario delle 13 Lune, dividevano l’anno solare in 13 mesi di 28 giorni ciascuno e quindi in 52 settimane perfette, per un totale di 364 giorni. Ne rimaneva uno, il 365° giorno. Eccolo il Giorno Fuori dal Tempo che in corrispondenza con il nostro calendario cade Il 25 luglio. Per la civiltà Maya il giorno fuori dal tempo è un giorno di completamento e perdono, di celebrazione della vita e dell’esistenza. Abbiamo già scritto del perdono, e allora cos’è questo perdono? L’uomo, a differenza di tutte le altre creature, non è consapevole della straordinarietà del dono che ha ricevuto. Non riconoscendolo fa peccato mortale, si fa quindi mortale. L’uomo è un animale strano: è l’unico a non accogliere naturalmente il manifestarsi di Dio. Tutte le altre creature lo fanno, perché Dio si loda manifestandosi in loro. Solo noi impediamo di accogliere il dono di essere a immagine di chi ci ha creato. Non uguali, ma simili. Solo noi esseri umani non abbiamo la capacità di pensare che “la radice di ogni peccato è la mancanza di accoglimento”, come diceva una volta un poeta russo. Accogliere è fondamentale e si può solo accogliere se prima ci si svuota. Svuotarsi per ricevere. Solo così potremo donare. Nella nostra forma mentis, però, è il do ut des il presupposto dominante: doniamo se riceviamo. Eppure dare è divino: ma quante volte il dare è condizionato dalla aspettativa di ricevere? 

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Bon di!

JosefKostnerTlo bën adide
Bon di
chël dëssen dì
ie bën saurì da dì.
Ma canche tlo bën
un che sta te Gherdëina
da vint ani y nce deplù
y che l ne sà mo no da dì Bon di
tlo bën
o che l ie da totl
o che l ie n ciavon
ma n dur!

Josef Kostner
*11/08/1933 +10/07/2017

Dimmi

Su ispirazione dell’originale Versicoli quasi ecologici – RES AMISSA (1991), del poeta Giorgio Caproni

Non uccidere i laghi alpini, la salamandra, il vento! Non soffocare il canto d’amore del gallo cedrone. Il camoscio, il cirmolo, la genziana: anche di questo sei fatto, uomo! E se il tuo compare per ignobile profitto folgora la trota salmonata di quel ruscello, che non vale meno del fiume giallo, non farlo assessore all’ambiente. (E tantomeno Cavaliere del Lavoro). L’Amanita Muscaria presa a calci, le dolomoto nelle Dolomiti, un autentico pandemonio della folle umanità, apoteosi del turismo pornoalpino, come finirà, chissà. Ma si sa: L’amore finisce dove finisce l’arnica e l’acqua muore. E quando sparendo le isole vicine e lontane, da Corfù a Mali, il lariceto e l’aria verde, e quando svanendo i ghiacciai del Monte Bianco e della Marmolada resterai, sospirando, nel sempre più vasto Paese guasto, dimmi, chi ucciderai? E dimmi, potrebbe tornare a essere bella, senza te uomo cattivo, la terra? E per chi? Ma per un po’ancora ci sarai, e avanti con questo ambaradan che tra poco finiremo, senza muoverci di qua, senza acqua e larici, come in Pakistan. (fortunati noi ad avere solo cannoni da neve e talebani ambientalisti..)

michil costa
 

Accoglienza oltre la paura

“Non si riesce a guardare con serenità e con spirito cristiano alle sofferenze che vivono queste persone che lasciano i loro Paesi d’origine e che ci tendono una mano per essere aiutate. Tocca a noi venire loro incontro. È un nostro obbligo di cristiani anzitutto. E poi perché abbiamo la possibilità di aiutarli a vivere meglio.”
Don Willeit

DonWilleit

A metà tra interno e esterno

INTEGRA

LOIS ANVIDALFAREI

VERNISSAGE
24/06/2017
12:00

Grotta delle Conturines

Anvidalfarei

“[…] La grotta è il suo primo domicilio. Lois immagina che ci ritorni oggi, trovandola sbarrata. Allora sta a metà tra la condizione esterna di precipitato e quella di embrione all’interno […]”
Erri De Luca

Il ritrovo è a San Cassiano presso la Capanna Alpina alle ore 8.00.

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Odori

Tutto ciò che ci circonda è fragranza: se è buona ci attrae curiosi, se non lo è ci fa prendere le distanze; per questo gli odori sono importanti, perché rivelano molto di noi, del nostro modo di intendere la vita, del rispetto che possiamo avere degli altri e perfino di noi stessi. Leggi tutta la storia