L’amore è come andare in bici…

L’amore è come andare in bici. Ci vuole resilienza, perseveranza, cuore.
Eh sì, l’amore è come andare in bici. Ci vuole condizione. Condizione e pazienza. Bisogna accettare le sconfitte, i rifiuti, le negazioni, le privazioni e non smettere mai di crederci. Non smettere mai di pedalare. Per non perdere l’equilibrio, per raggiungere quella gioia infinita che l’amore come la bici sanno dare.
Quando le forze sono allo stremo, quando la voce interiore ti dice ‘rinuncia’, nel tuo viaggio ci vuole abdicazione. Perché se vi è rinuncia, vi è generatività. Non farai più le cose per te, ma per il viaggio in sé. Solo con una personale rinuncia ci può essere una collettiva generatività: ecco la strada che conduce verso il bello. Chi rinuncia è umile. Umiltà e uomo derivano entrambe da humus, Terra. L’uomo nasce creatura umile, la piccola creatura generata dalla terra. È virtù fondamentale, l’umiltà: è il farsi piccoli nei confronti dell’Infinito, dell’Anima, dell’Assoluto. Non facendolo pecchiamo mortalmente. Perché se non riconosciamo l’essere Dono dell’Assoluto, chiamiamolo Dio, ci rendiamo mortali. Finiti. Attraverso tutte le creature l’Assoluto si manifesta. Gli uccelli cantano non per fare piacere a noi esseri umani, ma perché sono lode di Dio, come noi. Siamo quindi dono e siamo fragili, ma siamo relazione. Ubi maior minor cessat, dove vi è il maggiore il minore decade. Io umile uomo posso diventare magnum insieme agli altri. Rinunciando al mio egocentrismo mi apro verso l’altro. Ed è togliendo una parte di me, facendo spazio all’altro che nasce, inevitabilmente, quanto di più alto ci possa essere: l’amore.
A presto alla Maratona 2017, la Maratona d’Amore!

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#MDD31

I looked at myself, I did not see me anymore;
For in that moon, my body turned as fine as soul.

Jalāl al-Dīn Rūmī

As it is by removing a part of myself, by making space for the other person, that inevitably the most important of feelings is born: LOVE.
See you soon for the 31st Maratona dles Dolomites dedicated to “love”!

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The best drama for real heroes

Epic MDD

You’d be better handing over your starting number to someone who appreciates the region they’re riding through. Go and do another race or try your luck as a professional. Why? Because the Maratona dles Dolomites offers the world’s most epic scenery, awe-inspiring roads, smooth tarmac and the best aid stations for those in the know. Of course, it’s acceptable to ride quickly, to grab the energy bars and munch through them as you grind your way along the route, but there’s another way and it involves slowing day, relishing the moment and savouring the seconds at the feed stations. Tuck into the strudel, cheese and process. South Tyrol is the embodiment of la dolce vita – and this is your chance to acquaint yourself with it.
Read the entire article by Robin Schmitt

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Mille donne in maglia fucsia

Una sola donna in bicicletta. Con 166 partecipanti, di cui una ciclista, nasceva nel 1987, su un percorso di 175 km e 7 passi, la Maratona dles Dolomites, la granfondo a più alto tasso di panoramicità che ci sia. All’alba del 3 luglio, sotto un cielo che pareva d’autunno, sono state 993 le donne, su 9.352 partenti, in griglia a La Villa, in Alta Val Badia, tra le cime Patrimonio dell’Umanità. Per la trentesima edizione della Maratona, quest’anno sul tema del Viaggio |secondo il patron Michil Costa, un invito a “rendere leggeri, sciogliere i vincoli, ridurre all’essenziale, aprirsi a contaminazione e bellezza”|, vestivano la maglia fucsia ufficiale, un colore inedito, femminile e dirompente.

di Mariateresa Montaruli
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Dorothea

Manager in bicicletta

Non c’è Brexit che tenga, e neppure spazio perpensare alla ripresa economica in Italia (che arranca) o allo stato di salute del settore finanziario in Europa (piuttosto cagionevole): oggi molti protagonisti dell’impresa e della finanza del nostro Paese li troverete sui pedali, pronti a superare alcuni fra ipiìi duripassi delle Alpi insieme come di consueto agli oltre 9mila ciclisti che affrontano la classica Maratona DIes Dolomites. Ci saranno per esempio Rodolfo De Benedetti (Cir), Francesco Starace (Enel), Corrado Sciolla (Bt) e Mario Greco (Zurich), confusi nel serpentone multicolore che scalerà l’una dopo l’altra salite dal nome ormai mitico come Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo (due volte), Falzarego e il temibile Giau.
L’unico loro pensiero (e di altri Vip dello sport e dello spettacolo fra cui Alex Zanardi, Miguel Indurain, Manfred MMgg, Davide Cassani, Stefano Baldini e lapluricampionessa di casa Maria Canins) sarà arrivare in fondo a un percorso duro
ma spettacolare, perché si svolge all’interno diun’area patrimonio dell’Unesco
interamente chiusa al traffico per l’occasione,e che è stato premiato«siamo partiti trent’anni fa e non ci siamo mai fermati.
(…) Un viaggio lungo e bello. Un viaggio verso noi stessi. Del resto siamo nati nomadi e nudi. Senza città né accampamenti. Senza difese. Una dimensione, questa, che ci rimane in qualche modo scolpita nell’anima, per emergere a ogni occasione che si presenti».

Il Sole 24 Ore, 03/07/2016

Leggi tutto l’articolo: 16.07.03_IlSole24Ore_MDD

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Un buon viaggio

f280a  © freddy planinschek (1)E’ il “Buon viaggio”, un passaggio della dedica-riflessione che come sempre Michil Costa – il “cuore” della Maratona delle Dolomiti – dedica a tutti coloro che stanno arrivando, che pedalino o no. E quest’anno, decisamente, non poteva essere che questo il tema della Trentesima edizione della Granfondo forse più famosa e amata. In fin dei conti questi visionari – e, al tempo stesso, grandi organizzatori – il viaggio con la bici nelle montagne che accompagnano le loro vite l’hanno iniziato 30 anni fa. Parafrasando: con speranze realizzate e sogno tutt’altro che finito, anzi… E due mesi fa anche il Giro d’Italia lo ha di fatto celebrato con un durissimo e avvincente tappone dolomitico che ne ricalcava pari pari il percorso attraverso quei passi che l’Unesco e qualsiasi amante della natura chiede di preservare a ogni costo.

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LaRepubblica.it, 02/07/2016