Calcio e clima

Pallone

Che c’importa del clima, noi c’avemo Tottigol. C’avevamo. Nemmeno più questo abbiamo ed allora occupiamoci di altro, perché sì, è vero, siamo fuori dal mondiale. Come è vero che c’è già chi teme per il Pil perché non sappiamo fare più gol. Anche se a me il fatto che si continui a pagare profumatamente quei burattini di calciatori viziati e milionari e spesso palloni gonfiati mi sa alquanto fuor di logica. Già! Una volta almeno c’erano Pertini e Bearzot, oggi abbiamo Tavecchio e Ventura. Altri tempi, altri uomini. E poi un popolo da stadio che fischia gli inni nazionali delle squadre straniere è meglio che rimanga a casa, no? S-ventura, vergogna, vituperio, apocalisse: siamo fuori dal consesso civile. Però, più che fuori dal mondiale, siamo fuori dal mondo. Perché non è possibile pensare solo al pallone, e se si perde parlare di tragedia epocale. Le tragedie sono ben altre e il mondo ha bisogno di altro. Così, facendo una bella sforbiciata volante e tirando un bel calcio di rigore alla logica pallonara, credo sia più importante la conferenza di Bonn sul clima che la disfatta dei calciatori italiani. E magari perfino più importante delle primarie del povero PD in Südtirol Alto Adige. Quel PD che sembra un po’ come gli azzurri, indeciso com’è se frantumarsi in tre-cinque-due o quattro-due-uno-tre o quattro-tre-tre…

Proviamo a lasciare da parte le sciocchezze e concentriamoci davvero su alcune cose importanti. È presto per dire se Bonn porterà buoni risultati; fatto sta che non abbiamo tanto tempo, e non è un caso che la presidenza sia stata affidata alle Isole Fiji, angosciate come sono, e per ovvi motivi, dell’innalzamento del livello del mare. Continua a leggere “Calcio e clima”

La poesia del tennis

Per lui sarebbe andata bene anche la parità. Un grande uomo, umile, mite. Lo sport sa essere bellissimo. Ieri, a dieci anni esatti dall’ultima vittoria in uno Slam di Roger su Rafa, abbiamo rivisto e ammirato la bellezza del rovescio a una mano uscire dalla sua racchetta con una grazia, una precisione, una perfezione quasi sublime.

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Trentino, 31/01/2017

 

Caro Alex, continua a girare

Lieber Alex,

è una brutta storia, perché quella in cui sei coinvolto è senz’altro una bruttissima storia, quando tutto intorno non sembra che ci siano vie d’uscita. Quando è il buio ad avvolgere ogni cosa. Quando ci si sente soli e disarmati, come credo tu lo sia adesso, di fronte all’ipocrisia di chi ti condanna senza remore. Avevi scelto Sandro Donati, la sua è stata una vita spesa a combattere contro i mulini a vento. Il vostro sodalizio, un campione che torna a marciare e un uomo di sessantanove anni che torna ad allenare, dava troppo fastidio. E siete stati puniti, in modo vigliacco e crudele. Ho visto le immagini dei vostri allenamenti, e ho pensato allo sport fatto come si deve, con pazienza, ostinazione e instancabile coraggio. Ho pensato che è questo l’unico modo per sentire dentro se stessi lo sport. Voi avreste vinto, anche perdendo. Sul campo, però. O meglio, sulla strada. Possibilità che vi è stata negata da chi governa lo sport e sguazza nel denaro e nelle furberie, protegge i più forti e sopraffà i più deboli. Quegli stessi che predicano lo sport pulito e sguazzano nel marcio. Questa storia è finita per sempre e adesso devi trovare le forze per iniziarne un’altra. Prendi un’altra strada Alex, fai la tua vita, sii forte come tu sai esserlo. Il mondo non finisce a Rio de Janeiro, negli uffici della Iaaf, ma continua a girare. Fallo pure tu.

michil

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Dear Alex, the world continues into the future

Lieber Alex,
It must seem that there is no way out, no way ahead for you, given the horrible episode you have been involved in. It must seem that everything is dark and dismal and that you feel alone and helpless. It has been hypocrisy to condemn you without due consideration. You had chosen Sandro Donati to train you, a man of 69 years of age who in his life has stood up to many things even if against the accepted stance. Your solidarity together upset many – a champion that returned to compete and a 69 year old that returned to train And you were both treated and punished in a crude and cruel manner. I have seen film of your training and I thought it showed sport as it should be, done with patience, quiet determination, and relentless demonstration of courage. And watching such I thought that this is the only real way to feel the real meaning of sport in oneself. You both showed you can win, even if others denied you the chance of proving it out on the ‘pitch’, or should I say ‘road’! You were denied the chance of so doing by those who govern sport and do so engulfed in cunning and cash, looking always to protect the strong at the cost of the weak And yet these are the very same persons who stand up for clean sport in their public role. This particular story of yours is now over and you must have the strength and courage to start another. Look ahead Alex and take a new path, and look to embark on a new life, possessed with the strength you have shown in abundance. The world does not finish with Rio de Janeiro, nor in the offices of Iaaf, but continues into the future. It is up to you to do the same.
michil

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L’Italia e il pallone, quante analogie!

Allora è proprio vero, il calcio è lo specchio fedele dell’Italia. La sua classe dirigente, mediocre e politicante, inetta, provinciale e analfabeta, ben rappresentata dal nuovo presidente della Federazione Carlo Tavecchio, è la stessa che si trova in Confindustria – per anni abbiamo avuto un primo ministro che era anche presidente di un club.

Le cause del declino del calcio italiano sono le stesse che affliggono il nostro Paese. L’orribile calcio italiano che si consuma tra risse, interrogazioni parlamentari e spettacoli ignobili, ci riguarda tutti, e molto da vicino.
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Ai mondiali la figura è stata pessima, non solo dal punto di vista dei risultati, ma anche per via delle patetiche scene post eliminazione improntate sullo scarica barile generale. Cosa che avviene puntualmente in qualsiasi ambiente politico di fronte a un problema, una calamità, un’assunzione di responsabilità. Nella lista dei 23 migliori giocatori selezionati per il Pallone d’oro non c’è un italiano. Altrettanto accade in sede di Parlamento europeo: abbiamo sì qualche rappresentante di facciata, ma nelle commissioni che contano siamo completamente tagliati fuori. Il giro d’affari delle nostre squadre più importanti é distante da quello dei grandi club europei. Anche la Francia, in quanto a volume di affari complessivo della serie A, ci sta superando. Lo stesso avviene nelle graduatorie dei paesi che fanno parte dell’Unione europea: siamo in piena zona retrocessione. I nostri stadi, Juventus a parte, sono fatiscenti, scomodi, inospitali, brutti, al punto che il pubblico diminuisce ogni anno di più. Violenza, degrado, mancanza totale di cultura sportiva fanno il resto. E la stessa violenza, lo stesso degrado, la stessa incultura si abbatte sul nostro patrimonio artistico, da Pompei alla tutela del territorio, che negli ultimi vent’anni ha subito una cementificazione più che raddoppiata. Continua a leggere “L’Italia e il pallone, quante analogie!”

Cari olimpionici, state coi gay!

L’ostentata invincibilità e il machismo cafone di Putin stanno diventando modelli, abitudini pericolosissime che si diffondono sempre più velocemente, favorite da un’apatia intellettuale che è il peggiore dei mali.
Cari ragazzi, avete la fortuna di essere idolatrati, andate a Sochi e fate sentire la vostra voce contro il regime russo, perché adesso in quel Paese, basta un bacio per non uscire vivi da quelle luride galere.

Certo, gli sportivi sudtirolesi avranno pure le loro buone ragioni per non intromettersi nella discriminazione degli omosessuali da parte del governo russo. Ma l’odio razziale nei confronti dei gay è un’offesa nei confronti di tutti gli esseri umani, offende l’amore ed il rispetto. Contro la nuova legge varata dal parlamento russo si sta levando un ampio coro di proteste, in cui ai Mondiali di atletica di Mosca, si sono uniti tanti importanti sportivi. E i nostri ragazzi in maglia azzurra, cosa ne dicono?
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