Deve mutare lo spirito, non il cielo

rainÈ stata, finora, una bella estate, è vero. Giornate calde, lunghe, luminose. Giornate d’estate in montagna. Fatte di una luce immobile, di remoto stupore. Poi arriva la pioggia. Che aiuta le piante a vivere: le rinfresca, le accarezza donando gocce perlate di vigore. Hanno sofferto gli abeti, e anche i cirmoli hanno dei rami gialli. Dopo tanto sole, tutto ha bisogno di acqua. Anche i nostri ospiti, che il primo giorno di pioggia sembrano contenti, ‘così possiamo riposare’. Il secondo iniziano a scricchiolare, sotto i colpi di una noia che non sanno governare. Bisogna fare qualcosa, presto, prima che i pensieri, le ansie, la paura di rimanere fermi mettano a nudo l’incapacità di guardare dentro se stessi. E allora prendono la macchina e vanno a Cortina: ‘ma quanto traffico, però…’. Oppure vanno a Innsbruck: ’ma quanta gente, però…’.

E allora va bene anche Monaco: ‘che viaggio lungo, però…’. A volte mi chiedo se esista solo la macchina per noi umani. L’auto per fuggire lontano e ritrovarsi intrappolati perché tutti hanno avuto lo stesso pensiero. E stupirsi di ciò. E mi vengono in mente le parole di Seneca: ‘È lo spirito che deve mutare, non il cielo sotto cui vivi’. Scendere dall’auto, entrare in un bosco. Semplice. La pioggia è meravigliosa. La selva umida e intrisa di pioggia è un incanto. Ogni odore si accentua, la vegetazione pulsa, anche i rami contorti ammiccano a qualcosa, rauchi sospiri pregni di segatura. Il porcino che solleva la testa. Il profilo del formicaio che cambia forma. Sculture vegetali di un mondo a parte, parallelo, eppure più vicino a noi di quanto possiamo immaginare. Il viaggio non è la meta. Non è una collezione di francobolli, di stemmi, di stellette da appuntare nei nostri personalissimi ricordi. Il viaggio siamo noi, che possiamo aprire o chiudere gli occhi. Continua a leggere “Deve mutare lo spirito, non il cielo”

Non sprechiamo l’acqua, ce ne pentiremo

Il barcone terra sul quale navighiamo fa acqua da tutte le parti. Al punto che, in pochi decenni,  rischiamo di non averne più nemmeno una goccia per soddisfare il nostro fabbisogno quotidiano. Del resto, c’è poco da sorprendersi, noi esseri umani ci siamo letteralmente specializzati nell’inquinare, dissipare e consumare a sproposito la risorsa più preziosa che abbiamo. Che altro non è che l’acqua, come ci hanno insegnato – inutilmente – già alle scuole elementari. Con i rubinetti a secco, si prospettano anni bui, con possibili conflitti non solo per il petrolio, ma anche per l’approvvigionamento e il controllo delle risorse idriche. Il Botswana, la Cambogia, il Sudan, la Repubblica araba siriana ma anche l’Ungheria, il Lussemburgo e i Paesi Bassi ricevono tutti più del 75% dei loro approvvigionamenti idrici da corsi d’acqua che nascono dai loro vicini. Quasi il 40% della popolazione mondiale dipende da sistemi fluviali comuni a due o più Paesi. L’India e il Bangladesh litigano sul Gange, il Messico – illuminante a questo proposito è il film H2Omx – e gli Stati Uniti si contendono il Colorado. In Europa il Danubio si sta prosciugando. gange Continua a leggere “Non sprechiamo l’acqua, ce ne pentiremo”

Acqua bene comune!

(foto: Studio Panato)

Il 28 febbraio centinaia di cittadine e cittadini hanno occupato il Comune di Trento interrompendo per alcuni minuti i lavori della giunta comunale. “Il nostro voto va rispettato! Acqua Bene comune” c’era scritto nello striscione aperto nella sala consiliare davanti alle forze politiche municipali.

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