L’identità che si avvita su se stessa

imageI deliri schizofrenici hanno come peculiarità una perdita del senso d’identità. Una crisi d’identità, si potrebbe così riassumere, è un conflitto psico-sociale che può avere ripercussioni sul modo di agire, di pensare e così via. Non andando però troppo nel dettaglio (non ne ho certo le competenze), posso dire con certezza che l’identità non può essere ridimensionata a una questione di lingua e di appartenenza etnica o di religione, non sarebbe abbastanza esaustivo. L’identità poi, si evolve, cambia, viene influenzata da persone, situazioni, dall’ambiente che ci circonda.

Se un’identità non si fa contaminare, se è chiusa, ramificata, può dare luogo a fondamentalismi dannosi per se stessi e per gli altri, un’identità che non si trasforma brucia libri e distrugge monumenti, è deleteria.

Il memorandum ladino del quale molto si parla, è un’aspettativa identitaria redatta da alcuni grandi vecchi e giovani intellettuali ladini. Ne sono artefici soprattutto due ladini doc Erwin Valentini e Lois Trebo. Nel loro programma politico-culturale, da leggere sotto noeles.info, toccano molti aspetti importanti, condivisibili, degni non solo di nota ma di apprezzamento. Che i ladini non siano sempre stati trattati abbastanza bene –e voglio qui usare un eufemismo…- dalla politica partitica del partito che qui governa da 60 anni, questo è sicuramente vero. Non dare l’importanza (e i finanziamenti) necessari a istituzioni che hanno fatto la storia dei ladini, iniziando dalla Union Generela di Ladins, passando per la RAI Ladina, alla Usc di Ladins, non avere mai supportato e sopportato una politica linguistica unitaria, solo per paura che i ladini potessero alzare troppo la cresta, tutto questo corrisponde a verità; la tripartizione fascista ha fatto e continua a fare danni, manca certamente una politica panladina unitaria, su tutto questo non vi è nessun dubbio. Continua a leggere “L’identità che si avvita su se stessa”

Il futuro del Trentino tra…

21 marzo 2014
ore 20.30
Sala Assemblee Comunità di Valle, Malè

IL FUTURO DEL TRENTINO TRA… ambiente, identità, politica e svilluppo

domani sera sarò a Malè a parlarne assieme a:
Alberto Pacher
Lorenzo Dellai
Annibale Salsa
Mauro Corona

Il Futuro del Trentino

AGENDA RENZI, AMBIENTE NON PERVENUTO

Di questo primo Renzi non m’è piaciuto innanzitutto il ribaltine imposto al povero Letta. Non mi ha entusiasmato la lista  dei ministri, per non parlare di quella die loro vice e dei sottosegretari, con quattro indagati- che non significa colpevoli, certo, ma il Presidente avrebbe potuto scegliere qualcun altro – due “soldati” di Silvio Berlusconi alla Giustizia e quel Gentile che addirittura avrebbe impedito la pubblicazione del giornale che avrebbe riportato la notizia del figlio indagato. Verrebbe da dire che c’è andata bene con Bressa sottosegretario agli Affari Regionali, non fosse che la nomina del bravo politico veneto puzza un po’ di regalo alla SVP.
Ma questa è la politica, bellezza. Il Manuale Cencelli è sempre un best seller, tra i nostri politici, e lo ha dovuto consultare anche il Rottamatore Renzi, sostenuto da una maggioranza nella quale Scelta Civica e Nuovo Centrodestra sono al contempo marginali e imprescindibili. E il premier alla faccia di tanti elettori e tesserati PD – ha dovuto tenersi buona anche Forza Italia, con la quale intende varare le grandi riforme.
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