2017: amur

LaStampa

Il tema dell’edizione 2017 sarà l’Amur (amore in ladino). Michil Costa, patron della Maratona, lo racconta così: «L’amore va a ruota libera. Arriva, ti sorprende, ti lascia di stucco, ti succhia il cuore, ti dilata polmoni e cervello, ti eccita e ti manda in fuga da tutto. L’amore è una questione di ritmo: mantenere quello giusto è importante, decisivo, altrimenti si scoppia. Quante analogie tra l’andare per amore e l’andare in bici. Perché l’amore e il cavallo d’acciaio del secolo scorso, sono tuttora il manifesto della libertà. Ami dunque vivi, pedali, quindi sogni. Ecco perché la Maratona quest’anno ha scelto l’amore: il nostro povero mondo ha bisogno più che mai di amore e non di muri; di positività, creatività e senso del bello e non di orrori e di urla, di aggressività, di testate nucleari, di insulti, di corruzioni e di tutto il brutto che ci circonda».

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Il mercoledì chiudiamo il Sella

È arrivata l’ora. Dopo anni e anni di discussioni, finalmente qualcosa si sta facendo: quest’estate tutti i mercoledì, il passo Sella sarà chiuso al traffico motorizzato.

Amo la Terra. Tanto tempo fa, evitare gli sprechi per le generazioni passate non era un comandamento, ma una necessità. Amavano la Terra i nostri avi? Sicuramente non era una questione di etica, ma di penuria. Le cose, si sa, da allora sono un po’ cambiate; sprechiamo e inquiniamo senza rispetto. Abusiamo spesso del nostro corpo, ci facciamo cullare da vizi e stravizi in nome della tanto vituperata libertà.

Amo la Terra e amo l’esperienza Dolomiti, ma non amo il prodotto Dolomiti. L’esperienza è un desiderio, una bramosia, il prodotto è una cosa della quale non necessariamente ho bisogno, come di ogni altro oggetto del desiderio: chi acquista un orologio prezioso non lo acquista perché è un prodotto necessario, ma lo fa per acquistare un benessere, una piacevole sensazione, una sensazione di benessere.

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Passo Sella, copyright http://www.Sentres.com

Fare cultura dell’ospitalità significa proprio questo: coinvolgere chi arriva da lontano, nell’irrefrenabile desiderio che noi stessi sentiamo per questi luoghi. Continua a leggere “Il mercoledì chiudiamo il Sella”

L’amore è come andare in bici…

L’amore è come andare in bici. Ci vuole resilienza, perseveranza, cuore.
Eh sì, l’amore è come andare in bici. Ci vuole condizione. Condizione e pazienza. Bisogna accettare le sconfitte, i rifiuti, le negazioni, le privazioni e non smettere mai di crederci. Non smettere mai di pedalare. Per non perdere l’equilibrio, per raggiungere quella gioia infinita che l’amore come la bici sanno dare.
Quando le forze sono allo stremo, quando la voce interiore ti dice ‘rinuncia’, nel tuo viaggio ci vuole abdicazione. Perché se vi è rinuncia, vi è generatività. Non farai più le cose per te, ma per il viaggio in sé. Solo con una personale rinuncia ci può essere una collettiva generatività: ecco la strada che conduce verso il bello. Chi rinuncia è umile. Umiltà e uomo derivano entrambe da humus, Terra. L’uomo nasce creatura umile, la piccola creatura generata dalla terra. È virtù fondamentale, l’umiltà: è il farsi piccoli nei confronti dell’Infinito, dell’Anima, dell’Assoluto. Non facendolo pecchiamo mortalmente. Perché se non riconosciamo l’essere Dono dell’Assoluto, chiamiamolo Dio, ci rendiamo mortali. Finiti. Attraverso tutte le creature l’Assoluto si manifesta. Gli uccelli cantano non per fare piacere a noi esseri umani, ma perché sono lode di Dio, come noi. Siamo quindi dono e siamo fragili, ma siamo relazione. Ubi maior minor cessat, dove vi è il maggiore il minore decade. Io umile uomo posso diventare magnum insieme agli altri. Rinunciando al mio egocentrismo mi apro verso l’altro. Ed è togliendo una parte di me, facendo spazio all’altro che nasce, inevitabilmente, quanto di più alto ci possa essere: l’amore.
A presto alla Maratona 2017, la Maratona d’Amore!

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Il fascino della fatica

La Stampa, 26/06/2016

Ma se provate a guardare oltre i telai in carbonio e le maglie colorate, scoprirete che la Maratona è qualcosa di più di una classifica: è una ricerca di armonia, una sfida interiore in cui, oltre al sogno di sentirsi per un giorno come Nibali, ci si può confrontare con Goethe o le missioni spaziali. Michil Costa, presidente della corsa, riassume tutto in una formula: «Andare in bici qui è il lusso contemporaneo». Prego? «La Maratona ti regala benessere fisico – sì, fisico, a dispetto della gran fatica – e spirituale, la bellezza che hai davanti agli occhi mentre pedali diventa bellezza interiore». Questa forma di lusso contemporaneo è inseguita da ciclisti che arrivano da tutta Europa e dagli Stati Uniti: «La difficoltà di partecipare aumenta l’appeal e noi non facciamo favoritismi, ma sono convinto che la molla che spinge tanti a iscriversi è poter vivere un’esperienza opposta alla realtà di tutti i giorni. Siamo abituati alla velocità, in tutto, mentre qui riscopri il gusto della lentezza, di salire piano, di farti osservare dalle montagne e pensare come loro. Per un giorno non ci sono auto, puoi prendere il tempo che ti serve, senza affanni. Quando pedali sul Giau mica parli al telefonino».

Quando nasce nel 1987, la Maratona è l’idea di 4 amici al bar – davvero – che discutono di come far vivere il turismo anche d’estate: prima edizione con 176 corridori. Continua a leggere

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