Caro Bruno, mi piacevi

Bruno, sei stato un grande atleta. Hai partecipato a tante gare, e tante ne hai vinte a fianco di Maria. Sembravi indistruttibile con quel fisico d’acciaio. Poi però arriva, ti colpisce con violenza, mica te l’aspetti, né tu, né quelli vicino a te. Arriva e non si sa più cosa dire, si rimane senza parole, anche tu, che mica le mandavi a dire, sempre diretto e chiaro, senza se e senza ma. Eppure è accaduto: tu non ci sei più. La morte arriva, e certo, non è una vittoria, ma pensando a te, ricordandoti qui e ora fra queste montagne, non è nemmeno una sconfitta. Perché tu hai vissuto bene e stai continuando a vivere, il tuo spirito è qui che volteggia. La morte del corpo è solo una tappa del viaggio, è come cambiare un treno in una stazione per raggiungerne un’altra. No, la morte non è un punto, è una virgola che danza fra le nuvole nel cielo. Mi piacevi Bruno. Ti ho sempre ammirato, lo sai? Tu, puro atleta della vita; bello, limpido, trasparente. Ti ricorderò sempre Bruno, sempre.

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Mille donne in maglia fucsia

Una sola donna in bicicletta. Con 166 partecipanti, di cui una ciclista, nasceva nel 1987, su un percorso di 175 km e 7 passi, la Maratona dles Dolomites, la granfondo a più alto tasso di panoramicità che ci sia. All’alba del 3 luglio, sotto un cielo che pareva d’autunno, sono state 993 le donne, su 9.352 partenti, in griglia a La Villa, in Alta Val Badia, tra le cime Patrimonio dell’Umanità. Per la trentesima edizione della Maratona, quest’anno sul tema del Viaggio |secondo il patron Michil Costa, un invito a “rendere leggeri, sciogliere i vincoli, ridurre all’essenziale, aprirsi a contaminazione e bellezza”|, vestivano la maglia fucsia ufficiale, un colore inedito, femminile e dirompente.

di Mariateresa Montaruli
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Manager in bicicletta

Non c’è Brexit che tenga, e neppure spazio perpensare alla ripresa economica in Italia (che arranca) o allo stato di salute del settore finanziario in Europa (piuttosto cagionevole): oggi molti protagonisti dell’impresa e della finanza del nostro Paese li troverete sui pedali, pronti a superare alcuni fra ipiìi duripassi delle Alpi insieme come di consueto agli oltre 9mila ciclisti che affrontano la classica Maratona DIes Dolomites. Ci saranno per esempio Rodolfo De Benedetti (Cir), Francesco Starace (Enel), Corrado Sciolla (Bt) e Mario Greco (Zurich), confusi nel serpentone multicolore che scalerà l’una dopo l’altra salite dal nome ormai mitico come Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo (due volte), Falzarego e il temibile Giau.
L’unico loro pensiero (e di altri Vip dello sport e dello spettacolo fra cui Alex Zanardi, Miguel Indurain, Manfred MMgg, Davide Cassani, Stefano Baldini e lapluricampionessa di casa Maria Canins) sarà arrivare in fondo a un percorso duro
ma spettacolare, perché si svolge all’interno diun’area patrimonio dell’Unesco
interamente chiusa al traffico per l’occasione,e che è stato premiato«siamo partiti trent’anni fa e non ci siamo mai fermati.
(…) Un viaggio lungo e bello. Un viaggio verso noi stessi. Del resto siamo nati nomadi e nudi. Senza città né accampamenti. Senza difese. Una dimensione, questa, che ci rimane in qualche modo scolpita nell’anima, per emergere a ogni occasione che si presenti».

Il Sole 24 Ore, 03/07/2016

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Un buon viaggio

f280a  © freddy planinschek (1)E’ il “Buon viaggio”, un passaggio della dedica-riflessione che come sempre Michil Costa – il “cuore” della Maratona delle Dolomiti – dedica a tutti coloro che stanno arrivando, che pedalino o no. E quest’anno, decisamente, non poteva essere che questo il tema della Trentesima edizione della Granfondo forse più famosa e amata. In fin dei conti questi visionari – e, al tempo stesso, grandi organizzatori – il viaggio con la bici nelle montagne che accompagnano le loro vite l’hanno iniziato 30 anni fa. Parafrasando: con speranze realizzate e sogno tutt’altro che finito, anzi… E due mesi fa anche il Giro d’Italia lo ha di fatto celebrato con un durissimo e avvincente tappone dolomitico che ne ricalcava pari pari il percorso attraverso quei passi che l’Unesco e qualsiasi amante della natura chiede di preservare a ogni costo.

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LaRepubblica.it, 02/07/2016

 

Bici e Dolomiti

CopppiBartaliA guardare le vecchie immagini si ha la netta conferma di come la fotografia sia l’arte che esprime la realtà nella forma più pura. La foto data 2 giugno 1949, tappa del Giro d’Italia Bassano-Bolzano. Sulla destra c’è il grande Fausto Coppi che scala il Gardena. Dietro di lui una moto che piacerebbe molto a mio padre Ernesto e un motociclista con quegli occhialoni da sci che lo fanno sembrare un marziano d’altri tempi. E poi la scia delle macchine scoperte: dal retro sbucano le bici di scorta. L’asfalto è fatto di briciole sassose. Lo sfondo è magnifico: l’amato Sassongher si staglia in tutta la sua fierezza come una divinità austera, elegante e maestosa. Guardo l’immagine e mi rendo conto, come se ce ne fosse ancora bisogno, che il ciclismo più di ogni altra cosa ha reso celebri le nostre Dolomiti. Che dico nostre, di tutti. Non a caso queste benedette montagne sono patrimonio dell’umanità. Più degli scalatori, più degli impianti sciistici, più dei depliant promozionali, il ciclismo ha fatto conoscere prima agli italiani e poi al resto del mondo il fascino di queste montagne e dei suoi panorami mozzafiato. Continua a leggere “Bici e Dolomiti”

Sarà davvero un giro per tutti

DSC05286Il Giro d’Italia e le Dolomiti sono un binomio inossidabile che vive nel tempo. Un binomio che ha fatto storia. Tappe epiche ed entusiasmanti hanno avuto luogo proprio qui, fra le nostre montagne, in una sorta di rito non solo sportivo che si rinnova di anno in anno. Il Giro, giunto alla sua novantanovesima edizione, non è solo un programma o un percorso. È un viaggio che dura 21 giorni e che parte da lontano, dai Paesi Bassi, per attraversare poi tutta l’Italia e soffermarsi qui, in Südtirol-Alto Adige, per ben quattro giorni!
Puntuali come la neve d’inverno, arrivano però anche le critiche legate ai costi e a eventuali casi di doping che potrebbero esserci. Essendo direttamente coinvolto nella tappa di Corvara di sabato 21 maggio vorrei fare qualche puntualizzazione. Continua a leggere “Sarà davvero un giro per tutti”