Mille donne in maglia fucsia

Una sola donna in bicicletta. Con 166 partecipanti, di cui una ciclista, nasceva nel 1987, su un percorso di 175 km e 7 passi, la Maratona dles Dolomites, la granfondo a più alto tasso di panoramicità che ci sia. All’alba del 3 luglio, sotto un cielo che pareva d’autunno, sono state 993 le donne, su 9.352 partenti, in griglia a La Villa, in Alta Val Badia, tra le cime Patrimonio dell’Umanità. Per la trentesima edizione della Maratona, quest’anno sul tema del Viaggio |secondo il patron Michil Costa, un invito a “rendere leggeri, sciogliere i vincoli, ridurre all’essenziale, aprirsi a contaminazione e bellezza”|, vestivano la maglia fucsia ufficiale, un colore inedito, femminile e dirompente.

di Mariateresa Montaruli
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Dorothea

Manager in bicicletta

Non c’è Brexit che tenga, e neppure spazio perpensare alla ripresa economica in Italia (che arranca) o allo stato di salute del settore finanziario in Europa (piuttosto cagionevole): oggi molti protagonisti dell’impresa e della finanza del nostro Paese li troverete sui pedali, pronti a superare alcuni fra ipiìi duripassi delle Alpi insieme come di consueto agli oltre 9mila ciclisti che affrontano la classica Maratona DIes Dolomites. Ci saranno per esempio Rodolfo De Benedetti (Cir), Francesco Starace (Enel), Corrado Sciolla (Bt) e Mario Greco (Zurich), confusi nel serpentone multicolore che scalerà l’una dopo l’altra salite dal nome ormai mitico come Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo (due volte), Falzarego e il temibile Giau.
L’unico loro pensiero (e di altri Vip dello sport e dello spettacolo fra cui Alex Zanardi, Miguel Indurain, Manfred MMgg, Davide Cassani, Stefano Baldini e lapluricampionessa di casa Maria Canins) sarà arrivare in fondo a un percorso duro
ma spettacolare, perché si svolge all’interno diun’area patrimonio dell’Unesco
interamente chiusa al traffico per l’occasione,e che è stato premiato«siamo partiti trent’anni fa e non ci siamo mai fermati.
(…) Un viaggio lungo e bello. Un viaggio verso noi stessi. Del resto siamo nati nomadi e nudi. Senza città né accampamenti. Senza difese. Una dimensione, questa, che ci rimane in qualche modo scolpita nell’anima, per emergere a ogni occasione che si presenti».

Il Sole 24 Ore, 03/07/2016

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Un buon viaggio

f280a  © freddy planinschek (1)E’ il “Buon viaggio”, un passaggio della dedica-riflessione che come sempre Michil Costa – il “cuore” della Maratona delle Dolomiti – dedica a tutti coloro che stanno arrivando, che pedalino o no. E quest’anno, decisamente, non poteva essere che questo il tema della Trentesima edizione della Granfondo forse più famosa e amata. In fin dei conti questi visionari – e, al tempo stesso, grandi organizzatori – il viaggio con la bici nelle montagne che accompagnano le loro vite l’hanno iniziato 30 anni fa. Parafrasando: con speranze realizzate e sogno tutt’altro che finito, anzi… E due mesi fa anche il Giro d’Italia lo ha di fatto celebrato con un durissimo e avvincente tappone dolomitico che ne ricalcava pari pari il percorso attraverso quei passi che l’Unesco e qualsiasi amante della natura chiede di preservare a ogni costo.

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LaRepubblica.it, 02/07/2016

 

Il fascino della fatica

La Stampa, 26/06/2016

Ma se provate a guardare oltre i telai in carbonio e le maglie colorate, scoprirete che la Maratona è qualcosa di più di una classifica: è una ricerca di armonia, una sfida interiore in cui, oltre al sogno di sentirsi per un giorno come Nibali, ci si può confrontare con Goethe o le missioni spaziali. Michil Costa, presidente della corsa, riassume tutto in una formula: «Andare in bici qui è il lusso contemporaneo». Prego? «La Maratona ti regala benessere fisico – sì, fisico, a dispetto della gran fatica – e spirituale, la bellezza che hai davanti agli occhi mentre pedali diventa bellezza interiore». Questa forma di lusso contemporaneo è inseguita da ciclisti che arrivano da tutta Europa e dagli Stati Uniti: «La difficoltà di partecipare aumenta l’appeal e noi non facciamo favoritismi, ma sono convinto che la molla che spinge tanti a iscriversi è poter vivere un’esperienza opposta alla realtà di tutti i giorni. Siamo abituati alla velocità, in tutto, mentre qui riscopri il gusto della lentezza, di salire piano, di farti osservare dalle montagne e pensare come loro. Per un giorno non ci sono auto, puoi prendere il tempo che ti serve, senza affanni. Quando pedali sul Giau mica parli al telefonino».

Quando nasce nel 1987, la Maratona è l’idea di 4 amici al bar – davvero – che discutono di come far vivere il turismo anche d’estate: prima edizione con 176 corridori. Continua a leggere

f280a  © freddy planinschek (1)

Passpartù – il punto

Alla puntata del 15 febbraio all’Alpe di Siusi, ho avuto il piacere di essere ospite per parlare di “turismo”.
Per rivedere la puntata: clicca qui e vai sotto “Mediateca” 15-02-2015 Passpartù

passpartù il punto michil costa

Dolomiti, patrimonio del molesto?

 

Cinque anni sono passati da quando le Dolomiti fanno parte del Patrimonio dell’Unesco. Qualche riflessione è d’obbligo.

Non mi sembra che la percezione di “Patrimonio dell’Umanità” sia entrata nel cuore di noi operatori turistici. E’ entrata in testa, come strategia di marketing, in chi elabora gli opuscoli patinati. Abbiamo usato il logo Unesco per abbellire il baule del nostro fuoristrada. L’abbiamo scritto a caratteri cubitali sulla pagina internet sotto la foto della spa di 2000 metri quadri. Non credo però che ci sia stato in questi anni un radicale aumento della consapevolezza di tutelare realmente questo patrimonio. Di difenderlo e salvaguardarlo. Di modificare le strategie della sua gestione. Prova ne è che ancora si parla di natura come nostro capitale, che di per sé è un termine obbrobrioso: il Sassongher ad esempio non è il resoconto di un bilancio economico e quindi non va stimato in base alla sua redditività.

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