BREXIT, aria fresca

La lezione che ci insegna la Brexit, è un’altra: riconoscere e accogliere il “diverso”, non rinnegarlo. Oltre al fatto che, se venisse approvato nella sua forma attuale, il TTIP, il trattato liberalizzazione  commerciale transatlantico, sarebbe assai peggio del Leave.

 

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Perché affrettare i tempi e voler pensare a come dovremo morire di Brexit? Mi piace molto di più pensare a come possiamo vivere. Sono un montanaro, e allora associo una nuova Europa a una scalata: come verrà affrontata la scalata al Sassongher? Con gli infradito? In canottiera? Chi guarderà attentamente alle condizioni climatiche che verranno? Chi suggerirà i giusti indumenti da indossare? Cosa mettere nello zaino per affrontare l’imprevedibilità del tempo? Che tipo di alimentazione che non sia a rischio abbuffata, ma neppure a rischi calorie zero? Chi farà da guida? E poi, è il caso di affrontare da subito la salita se sei malaticcio e magari anche con un principio di polmonite? In alta montagna sentiamo l’aria fresca, più pulita, meno inquinata che in pianura, ci permettiamo anche un certo ottimismo. Poi è giusto che restino anche molte incertezze, come no.

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Mi piace, non mi piace, mi spiace

Mi piace l’amata che ho sposato. Mi piacciono le buone intenzioni, anche se, come diceva Erodoto, una buona intenzione non è ancora una buona azione. Mi piace essere drammaticamente ottimista. Non mi piacciono i giuramenti gratuiti e non mi piacciono quelli che condividono solo lamentele. “Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente” mi piace questo pensiero del Dalai Lama.
E chi bestemmia non mi piace proprio per niente. Mi piacerebbe ci fossero ancora gli Apache che dicevano: “Guardatele mentre sorgono/ sopra la linea d’incontro tra cielo e terra/ Nella vostra ascesa, o fateci da guida, stelle siateci maestre/ Insegnateci a essere, come voi, uniti”.  Continua a leggere

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Il mondo ha fallito

maschendrahtTreni. Già, i treni portavano ad Auschwitz.
Una poliziotta boema imprime un numero.
Era ieri, ed è oggi.
Nessuno vuole nessuno.
È il mondo che ha fallito
Ma hanno salvato le banche
L’Europa sta morendo
Mentre noi continuiamo a uccidere
Nei camion, sulle barche, in spiaggia
Kyrie Eleison
Al n’esist degüna rajun.
Non c’è ragione. Prego, datemi un motivo di speranza che possa salvarci, noi, complici Solo trovare estremo
rifugio nei nostri privilegi senza futuro.
Kyrie Eleison
Torna il filo spinato.
Il braccio teso, alzato, a fare muro.
Attoniti, guardiamo la tv:
il bimbo dorme sulla spiaggia.
L’müt dorm söl saurun
Das Kind schläft am Strand
Tranquilli: i padroni della guerra, i padroni della terra, stanno per mandare in onda l’ennesima partita.

michil costa

Europe slave of the USA

It’s always the same old story. Initiatives dedicated to the common good and underpinned by common sense are still few and far between. What about using that spark of intelligence we’re supposed to have? No, looks like we’ve decided not to. The day we look to the future with a smidgen of foresight will come as a big surprise, I can tell you that. The only idea buzzing around in the heads of those ruling Europe (and not only, unfortunately) is that of satisfying their desire for power, money, control in the most indecent way possible. How can we not look with terror upon that despicable treaty which hides behind an arrogant and conceited acronym: TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership)? This treaty, which will add to the infamous Sbloccaitalia treaty in Italy, should theoretically favour free trade between the EU and the USA. Truth is, the treaty is meant for the rich and powerful, as it would align European standards to American ones. This would de facto establish regulations to legalise US laws in the EU. Continua a leggere “Europe slave of the USA”

Ambiente, Europa serva degli Usa

Siamo alle solite. Sono ancora troppe poche le iniziative in favore del bene comune e del buon senso. Mai che si metta a frutto quel poco d’intelligenza rimasta in seno all’homo sapiens. Mai che si guardi al futuro con un minimo di avvedutezza. L’unica idea che gira nelle teste di chi governa in Europa (e non solo, purtroppo) è quella di soddisfare nel modo più indecente la propria bramosia di potere, denaro, controllo.
Come non guardare con terrore a quell’ignobile trattato che si cela dietro a un acronimo arrogante e presuntuoso e che suona così: TTIP (Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti)? Simile trattato, che in Italia si va a sommare al famigerato Sbloccaitalia, dovrebbe in teoria favorire i liberi scambi tra UE e USA, ma in realtà è un accordo fra potenti che serve per allineare l’Europa agli standard americani. Vale a dire stabilire una serie di normative per legalizzare anche in Europa quel che negli Stati Uniti è autorizzato da tempo. Via libera alla carne ormonale. Via libera a quella diavoleria escogitata dalle industrie petrolifere per cavare dal grembo della terra più idrocarburi possibili. Via libera al cibo geneticamente modificato. Ovviamente, via libera all’agricoltura industriale, trattata con pesticidi e altri composti derivati dall’oro nero, a discapito di quella contadina. Del resto in America gran parte della terra non è coltivata per l’alimentazione umana, ma serve per la produzione di mais e soia per il bestiame. Bestiame del quale noi ci nutriamo, ovviamente. E’ sconsolante vedere che il nostro europarlamentare Herbert Dorfmann, di evidente scuola durnwalderiana e completamente sprovvisto d’intelligenza ecologica e democratica, sia d’accordo nell’aprire tutte le porte alle sconsiderate privatizzazioni, liberalizzazioni, omologazioni e standardizzazioni varie. Un’apertura che va ad alimentare un sistema malato, ma spacciato per “business sul territorio”, e che ha come unico effetto il poter stabilire le regole su ambiente, sanità, mercato del lavoro. Ho detto poco? Come può un nostro politico aderire e sostenere un trattato che prevede una facilitazione per le industrie di guadagnare su acqua e istruzione? Ma non dovrebbero essere beni di tutti?

Joseph Stiglitz, americano e premio Nobel per l’economia, sostiene che un simile accordo comporterà una riduzione delle garanzie e una mancanza di tutela dei diritti dei consumatori. Come se non bastasse, grazie a un incosciente e subdolo meccanismo, le grandi imprese private possono denunciare uno Stato che va a sminuire i loro profitti: attenzione, non quelli non ancora realizzati, ma quelli attesi! La tragedia dell’accordo è che non sarà più reversibile. Per ogni modifica tutti i partner coinvolti devono dare il proprio consenso e un singolo stato non può più uscire dal trattato firmato dalla UE. Il TTIP è una trappola bella e buona, uno scellerato quanto inaccettabile accordo per le democrazie europee, compresa la nostra italiana. Qualcuno sostiene che la prossima tappa nell’evoluzione del cervello umano sia l’intelligenza ecologica. Per ora non se ne vedono tracce. Eppure non bisogna demordere! Per questo confido in donne e uomini che contribuiscano ad accelerare il processo evolutivo. Confido nei giovani. Confido nelle persone che hanno avuto la capacità di allestire una scuola, inaugurata da pochissimo, dedicata ad Alexander Langer. Perché in quello che ha fatto Alex abbiamo tanto da imparare. Quanto ci manca in Italia e in Europa uno come lui.

Michil Costa
Trentino, 03/04/2015

Press Clippings zum 03.04.2015