Il coraggio di alzarsi sui pedali

Se non capiamo, che la chiusura dei passi dolomitici è un’opportunità e non una tragedia, allora ci sta sfuggendo una grande prospettiva economica. 

Non chiudere il passo Sella, nemmeno per un paio d’ore, significa non volere cogliere un’enorme opportunità turistica. Lo dico da albergatore. E nello stesso tempo significa non sentirsi responsabili e protagonisti della cura del proprio ambiente, della propria della propria Casa, della propria Heimat.

Le Dolomiti da sempre hanno un’insolita e paradossale grandiosità: da una parte ci relegano in un angolino quali individui piccoli e finiti, dall’altra trasmettono la percezione di un’immensità che ci appartiene nell’eterno momento che viviamo. Non capire, accettare, interiorizzare questa grandiosità è grave. E ci rende miopi, ottusi di fronte al rapido cambiamento del codice dell’ospitalità turistica. Ignorando la conoscenza dei nuovi codici si diviene analfabeti. E da analfabeti saremo più esposti ai venti mutevoli del mercato e dell’economia globale.

Se internet è una fra le poche invenzioni dell’uomo che lui stesso non capisce fino in fondo, (Erich Schmidt) si può dire anche che l’importanza di limitare il traffico automobilistico sui passi dolomitici è una fra le poche cose che gli amministratori locali non hanno capito per niente. In quest’era tecnologica nella quale c’è voglia di condividere foto e pensieri, sfoggiando il proprio ego, di conoscere amici e presunti tali, vi è anche al contempo una pazza voglia di estraniarsi dalla troppa velocità; di una nuova attenzione a come e a cosa mangiamo, a un rapporto più intimo con la natura, a un cambiamento nello stile di vita.

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Closed-road cycling, healing the Dolomites

“One of the more colourful characters taking part in yesterday’s event was Michil Costa who was riding his lovingly-restored, 120-year-old penny farthing. Costa, the owner of an eco-friendly hotel in Corvara who has been involved in the organisation of the Maratona since 1997, believes the Dolomites – a Unesco World Heritage Site – should be “healed” by the regular banning of motorised traffic. He has a “dream that within the next four to five years”, every day will be Bike Day in Alta Badia, with motorised traffic banned from its mountain roads for a few hours seven days a week.

Costa acknowledges that this idea has the support of “only 15%” of his fellow hoteliers, but says it was the same when the Maratona started. “Now all the businesses love the Maratona because it directly results in 80,000 overnight stays every year. And the Sellaronda Bike Day has also become a tourist attraction in its own right” he says.”

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Dal Sellaronda al Passo delle Erbe: pane, bici e salite

Oggi il Sellaronda – in bici, solo per le bici – compiva dieci anni. Dal 2015 raddoppia: il prossimo giro del velodromo dolomitico scatterà domenica 13 settembre. Intanto, domenica prossima, nascerà il Borz Plose Bike Day, un’altra giornata per sole biciclette: è il Passo delle Erbe (che, a quota 2003, unisce la Val Badia e la Val d’Isarco), un circuito ad anello (61,8 chilometri), partendo da Antermoia, Luson, San Pietro (Val di Funes) e Sant’Andrea. Traffico chiuso dalle 9.30 alle 15. Si può cominciare e finire – consigliato il senso orario – dove si vuole, quando si vuole, se si vuole. Senza pagare. E come testimone della giornata: Maria Canins.

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photo credits: inGamba